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Palazzi & potere
Giovani e politica: non si sentono rappresentati ma il voto è dovere civico
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Non si sentono rappresentati da nessun partito o movimento politico, ma giudicano il voto come un dovere civico, tanto che alle urne vanno in massa. Il sesto rapporto di ricerca sui giovani, realizzato dall'Osservatorio 'Generazione Proteo' della Link Campus University che, quest'anno, ha intervistato circa 20mila studenti italiani, fra i 17 e i 19 anni, traccia un identikit nuovo dei ragazzi di oggi: moderni, attenti all'ambiente, contro ogni forma di discriminazione sessuale e capaci di dedicarsi caparbiamente al prossimo, facendo volontariato. "Li abbiamo definiti - dice Nicola Ferrigni, direttore dell'Osservatorio 'Generazione Proteo' e docente della Link Campus University - come i 'cre-attivi', ovvero giovani che stanno ridefinendo ciò in cui essi credono, la realtà in cui crescono, i diversi mondi che essi creano. Ma tutto questo all'interno di una cornice temporale declinata esclusivamente al presente continuo perché se c'è una dimensione di cui i giovani faticano ad appropriarsi, questa è il tempo. Ciò nonostante, quella cui stiamo assistendo è una rivoluzione - prosegue Ferrigni - un rovesciamento radicale dei ruoli, tale per cui i giovani diventano gli influencer di una società follower. Di questo cambiamento gli adulti e le stesse istituzioni sono sovente spettatori passivi, quando non finanche freni al processo in corso per il loro essere spesso fuorisync rispetto al ritmo che contraddistingue la quotidianità dei giovani''. Ecco i risultati della ricerca: i giovani di Generazione Proteo dunque sono interessati alla politica abbastanza (30,3%) e molto (8,8%) e considerano il voto un dovere civico (79,4%). Dopo averne parlato in famiglia o con gli amici (33,3%) o essersi informati su giornali o televisioni (28,1%), sono andati a votare in massa (80,9%), pur non sentendosi rappresentati da alcun partito o movimento politico (42,7%). Ai politici chiedono onestà (26,9%) e competenza (24,3%) e considerano il lavoro (27,3%) come diritto principale da rivendicare.

 Pur distanti dalla politica, i 'cre-attivi' tracciano un nuovo modo di essere influencer di una società che poco li comprende: il 24,9% degli intervistati ritiene che un buon cittadino è colui che non discrimina per etnia, religione od orientamento sessuale, mentre il 38% dichiara di fare volontariato e il 30,5% dice che lo farebbe con molto piacere. E questo (28,3%) per fare qualcosa di concreto per il prossimo o comunque per fare un'esperienza di vita (20,3%). Lucida e netta l'analisi sui social network: il 21% sostiene che il loro uso consenta una maggiore informazione, ma il 18,9% ritiene invece che sia veicolo di messaggi preconfezionati privi di approfondimento o addirittura alimenti un clima di odio (13,8%). Ma come si vedono i ragazzi della Generazione Proteo? Sono abbastanza soddisfatti della propria vita (63,5%), rispetto al cui corso si sentono fiduciosi (40,2%), ma al futuro preferiscono il passato (46,3%) se potessero usare la macchina del tempo.

Consapevoli che le istituzioni danno stabilità al Paese (36,8%), i giovani intervistati mostrano di saper guardare al mondo in cui vivono con occhi decisamente rispettosi del prossimo: il 34,5% afferma che discriminare vuol dire non rispettare l'etnia o la provenienza geografica dell'altro (34,5%), non rispettare l'individuale orientamento sessuale (33,4%) o l'altrui credo religioso (7%). Il 39% dei ragazzi intervistati pensa che la presenza di studenti stranieri in classe incoraggi la conoscenza di culture e tradizioni diverse, mentre per il 35,9% non ha alcuna conseguenza. Il 43,5% inoltre sostiene che le coppie omosessuali debbano avere gli stessi diritti di quelle etero, ad eccezione del diritto di adottare figli: il 32,1% si dichiara contrario. La scuola, affermano i ragazzi intervistati, dovrebbe preparare al mondo del lavoro (26,7%), essere un luogo dove discutere di attualità (30,5%), ma queste aspirazioni cozzano da programmi ministeriali troppo rigidi (39,5%).

E la scuola è uno dei luoghi dove si compie l'odioso fenomeno del bullismo. Vittime principali, secondo Generazione Proteo, i timidi (20,2% del campione) o quelli più deboli fisicamente (20,2%). Ma come si reagisce? Il 32,5% di chi ha subito azioni di tal tipo si sono difesi parlandone con i genitori o gli insegnanti, mentre il 24,5% non ne ha dato peso. Il 16,7% tuttavia ha scelto la strada del silenzio e questo per non peggiorare la situazione o per vergogna. Il 33,6% infine afferma che il cyberbullismo è molto diffuso perché sembra quasi un gioco o perché (32,9%) è molto più facile da praticare rispetto al bullismo. Davanti a un video offensivo diffuso in Rete che riguarda una persona cara, il 46% dice che lo avvertirebbe, mentre il 21,6% che lo segnalerebbe al gestore del social network. Amano sognare i ragazzi di Generazione Proteo. Sogni che vorrebbero realizzare con il proprio lavoro, con la competenza e la responsabilità. Ma cosa significa per loro essere davvero 'cre-attivi': avere un sacco di idee (40,4% degli intervistati), fare le cose diverse in modo semplice (31,4%) o cogliere le opportunità (14,5%). Creatività che si sviluppa con la curiosità (37,3%) o coltivando i propri interessi (16,6%). Pittori e musicisti i creativi per eccellenza, secondo gli intervistati.

 La creatività tuttavia ha dei limiti per i ragazzi intervistati: il 19,8% bolla come puro esibizionismo riprese effettuate per immortalare azioni estreme, anche se il 18% ammette che può rappresentare una sfida con sé stessi e il 17,2% ritiene che il tutto sia finalizzato ad acquisire popolarità. La famiglia resta salda come punto di riferimento. Una buona famiglia, secondo gli intervistati, è quella capace di insegnare valori (35,4%), essere vicina nelle difficoltà (23%) o ancora dare sicurezza (9,8%). Sicurezza sì ma da cosa? Il 26,8% di Generazione Proteo si sente minacciato dalla criminalità e il 25,4% dal terrorismo, i cui attacchi provocano rabbia e impotenza, ma, a sorpresa, il 21,1% afferma che la minaccia più pericolosa è quella legata alle problematiche ambientali.

Ambientalisti, dunque, ma non solo. I ragazzi intervistati chiedono pari opportunità (23,4%) perché questo è l'unico modo per costruire una società giusta. Sono inoltre contrari alla pena di morte (41,4%) per il fatto che nessuno può privare altri della vita. Il 34,5% ne è invece favorevole, in particolare per reati come la pedofilia (29,1%), gli omicidi (24,8%) o la violenza sessuale (21,6%). E, a proposito di violenze sessuali, i ragazzi si interrogano sul fenomeno sempre più diffuso degli abusi sulle donne che spesso sfociano nei femminicidi. Quali le cause? La colpa per 26,6% è attribuibile al fatto che molti uomini non accettano donne emancipate, mentre il 12% ritiene che responsabili siano i genitori incapaci di educare i propri figli. I risultati del 6° Rapporto sono stati presentati, assieme al Libro Bianco che riassume i primi cinque anni di ricerca dell'Osservatorio 'Generazione Proteo', nel corso di una conferenza stampa che ha aperto una 'due giorni' di confronto e dibattito in cui centinaia di studenti, provenienti da tutt'Italia, si confronteranno con special guest della cultura visiva (street artist, game designer, fotografi, scultori e pittori) per la terza edizione di #ProteoBrains. Il confronto, in particolare, si snoda su dieci parole chiave che saranno al centro di altrettanti tavoli tematici.

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