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Palazzi & potere
La Francia ci ripensa quando tratta con paesi che difendono i propri interessi
Foto: LaPresse

Quando un paese entra in contenzioso con la Francia, di solito la Francia getta (o tenta di gettare) il tavolo per aria. Se l'interlocutore è un paese come l'Italia, scrive Pierluigi Magnaschi su Italia Oggi, di solito (cioè quasi sempre) la sceneggiata riesce, e l'Italia si ritira subito, non solo con la coda tra le gambe ma anche chiedendo scusa. Se invece, come è successo in questi giorni, l'interlocutore della Francia è un paese minuscolo come l'Olanda, ma che è anche determinato a difendere le sue ragioni, Parigi si ritira nel suo angolo, leccandosi le sue ferite e studiando una via di uscita che non sia troppo disonorevole. Per questo dopo aver usato le invettive, fa improvvisamente finta di non essersi mai arrabbiata.

La vicenda che suscita queste considerazioni è iniziata, fra i lampi e i fuochi dell'Eliseo e del ministero dell'economia francese, la sera dello scorso martedì 26 febbraio e si è conclusa nella sera del venerdì successivo, 1° marzo, nel silenzio assoluto di tutti i media italiani, scritti e telediffusi, nonché dell'intero mondo politico italiano, troppo distratto, o condizionato, per voler capire queste cose che pure dovrebbero essere istruttive.

Le compagnie di bandiera dei Paesi Bassi (Klm) e della Francia (Air France) si sono fuse fin dal 2003 e hanno dato luogo alla compagnia Air France-Klm nella quale l'azionista più forte è la Francia mentre il secondo azionista sono i Paesi Bassi. La sera di martedì scorso gli olandesi, senza lasciar trapelare niente prima, né ai loro soci francesi, né al mercato, hanno annunciato di aver acquistato azioni di Air France-Klm per un totale di 744 milioni di euro e di aver portato così la loro proprietà al livello del 14%, cioè quasi a livello della quota della Francia che invece ne detiene il 14,3%.

Il ministro dell'economia francese, Bruno Le Maire che, come si sa, agisce sempre sotto lo stimolo di Macron e in ogni caso non ne tradisce mai le intenzioni, appena appresa la notizia, ha reagito molto duramente, definendo l'operazione olandese come «ostile e non amichevole». Come ha riferito le Monde, i funzionari del ministero dell'economia francese erano furiosi contro questa operazione che, secondo loro, «è più vicina alle tecniche dei raiders che non a quelle di uno stato azionista».

Da qui la bellicosa e ultimativa richiesta al governo olandese di presentarsi di corsa a Parigi per «chiarire le sue intenzioni» a proposito di questo dossier incandescente. Era un paese di 65 milioni di abitanti (la Francia) che ringhiava a un altro di 17 milioni (l'Olanda) chiedendogli di venire a Canossa e cercando di imporre le sue condizioni, facendolo giocare sul terreno di casa, cioè a Parigi. Ma gli olandesi, certi delle loro ragioni e dei loro interessi, non si sono fatti intimidire e a Parigi, due giorni dopo, si sono sì presentati, ma non per chiedere scusa, bensì, al contrario delle speranze di Parigi, per mettere nel sacco i francesi.

A Parigi, infatti, non solo gli olandesi hanno difeso la loro decisione di acquistare le azioni aggiuntive di Air France-Klm ma hanno anche fatto passare ai francesi la voglia (solo minacciata e subito ritirata) di rispondere alla «provocazione» olandese, con l'acquisto, anche da parte loro, delle azioni Air France-klm in una escalation che si sarebbe rivelata rovinosa per entrambi.

Infatti il ministro dell'economia francese Le Maire (che è abituato, e non solo con il governo attualmente in carica, che se le meriterebbe spesso, a fare le prediche agli italiani su ogni cosa) il ministro Le Maire, dicevo, lungi dal dissotterrare l'ascia di guerra, ha usato dei vistosi estintori fino ad arrivare a firmare un accordo al rosolio in cui i due paesi dicono che «la Francia e i Paesi Bassi debbono girare la pagina e lavorare insieme a costruire l'avvenire di Air France-Klm». Il match insomma si è concluso alla pari, come se niente fosse successo. Ops. Amici come prima, nevvero?

Perché i francesi si sono arresi senza combattere, dopo aver minacciato fuochi e fiamme? È semplice, perché avevano la coda di paglia e perché gli olandesi (che non sono degli sprovveduti come i nostri pentastellati, né interessati come i nostri insigniti della Legion d'onore) sono riusciti implacabilmente a metter in evidenza che, semmai, era il gioco dei francesi, e non il loro, a essere fraudolento e inaccettabile. Air France-Klm infatti è una compagnia bimotore (Francia e Paesi Bassi; ma non solo, come vedremo) dove però tira il motore olandese che è più efficiente mentre si fa trascinare il motore francese che, come dice persino il quotidiano francese le Figaro, «è pieno di imboscati politici che gli olandesi non vogliono più pagare a piè di lista». Questo convincimento è dimostrato dai fatti che gli olandesi hanno riscodellato a Parigi sotto gli occhi appannati del ministro dell'economia francese che peraltro li conosceva esattamente.

Ad esempio, dalla data dalla fusione ad oggi il fatturato di Klm è raddoppiato (arrivando agli 11 miliardi euro) mentre quello di Air France è rimasto al palo. Non solo, il traffico all'aeroporto olandese di Schiphol è esploso passando da 44 milioni a 77 milioni di passeggeri mentre, nello stesso periodo di tempo, il traffico all'aeroporto parigino di Roissy è passato solo da 51,2 a 72 milioni di passeggeri. Ciò nonostante i francesi, pur essendo i soci economicamente meno efficienti, vogliono rafforzare la presa sulla società nominando, com'è successo pochi mesi fa, un presidente-direttore generale (pdg) canadese che viene descritto come ligio agli ordini di Parigi.

L'acquisto clandestino di azioni Air France-Klm da parte degli olandesi, al di là della sua valenza societaria, è un campanello d'allarme per Parigi. L'avvisa che non può più fare quel che vuole anche perché, nel frattempo, in questa compagnia aerea sono entrati (con la quota, per entrambi, dell'8,8% del capitale) gli americani di Air Delta e i cinesi di China Eastern. Dal prossimo autunno, inoltre, queste due compagnie, dopo due anni di presenza rallentata nel capitale, come da contratto, potranno anch'esse godere del voto doppio. In caso di disaccordo quindi esse potrebbero schierarsi dalla parte degli olandesi, mettendo nell'angolo i francesi che sinora erano abituati a condurre il gioco e che adesso invece escono ridimensionati nelle loro aspirazioni egemoniche non sostenute da un adeguato capitale societario.

Se l'Eliseo e i suoi uomini di punta non avessero sollevato il polverone, della debolezza francese in Air France-Klm se ne sarebbero accorti in pochi. Ma essendo stati precipitosi, oltre che arroganti, adesso tutti si sono accorti che il re francese, in Air France-Klm, è nudo. Come nelle favole che si conoscono da un sacco di tempo ma che non vengono più insegnate nelle scuole, soprattutto quelle alte.

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