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Angelo Maria Perrino

Legge elettorale, caso De Bortoli, Trump, Macron: parla Sandro Gozi

Affaritaliani intervista Sandro Gozi, sottosegretario di Stato alle Politiche europee

Legge elettorale, caso De Bortoli, Trump, Macron: parla Sandro Gozi

Iniziamo dalla legge elettorale, quale potrebbe essere lo 'sbocco' auspicabile per il paese?
 
C’è una deriva che dobbiamo assolutamente evitare: quella proporzionale. Non si tratta di un semplice meccanismo elettorale, ma di una cultura che in Italia tutela rendite di posizione e interessi particolari. Proporzionale vuol dire non decidere mai e affondare in una palude, che non mi pare esattamente quello di cui l’Italia ha bisogno in questo momento. Ecco perché serve un impianto maggioritario: la proposta del Pd, basata al 50% sui collegi uninominali e al 50% su proporzionale, è un buon compromesso. Auspico che su questa proposta convergano anche le altre forze politiche.
 
Elezioni anticipate definitivamente messe nel cassetto?
 
Quando si voterà lo deciderà il Capo dello Stato. Ma credo che sia stato già ampiamente ribadito, anche dallo stesso Renzi, che la scadenza naturale è quella del 2018. Il nostro Paese può e deve utilizzare questi ultimi mesi per portare a termine riforme iniziate proprio dal governo Renzi e per rilanciare la sua azione in campo europeo e internazionale.
 
Cosa si aspetta dalle prossime elezioni amministrative?
 
Mi aspetto di vedere confermato il buon lavoro delle nostre amministrazioni, e di provare a strapparne qualcuna al centrodestra. Il punto è che c’è un quadro molto frammentato, è difficile mettere insieme realtà in cui il Pd con i suoi alleati governa da anni con altre in cui è all’opposizione. Naturalmente il risultato delle città principali (Genova, Palermo, Lecce, Verona, Padova) influenzerà la valutazione complessiva.

 

C'è chi pensa che possano essere in atto 'manovre' per azzoppare Renzi. Attacco alla democrazia?
 
Gli attacchi alla democrazia avvengono in quei paesi – purtroppo ce ne sono alcuni anche in Europa – in cui ai giornalisti i diritti vengono tolti. Nel caso De Bortoli vedo principalmente un’operazione di marketing per il suo ultimo libro: Renzi ha appena ricevuto un’investitura importante alle primarie, il Pd è tornato a dettare l’agenda politica e non credo che siano le anticipazioni di un libro in uscita a poter azzoppare alcunché.
 
C'è un rischio impeachment per Trump? Nel caso, quali riflessi potrebbero esserci per l'Italia e l'Europa?
 
Ancora una volta: facciamo un buon uso delle parole. L’impeachment è una procedura formale della democrazia americana, ha codici e percorsi ben definiti, ma non è un argomento all’ordine del giorno. Rispettare la democrazia significa anche rispettarne le forme.
 
Situazione europea: la vittoria di Macron segna l’inizio della riscossa europeista?
 
Sono amico da anni di Emmanuel Macron, la sua vittoria mi riempie di gioia non solo perché ha fermato la Le Pen, ma soprattutto perché all’Eliseo è andato un politico europeista che appartiene alla “Generazione Erasmus”. E non a caso nel governo del primo ministro Philippe ci sono altri europeisti che conosco bene da anni: da Bruno Le Maire all’economia, a François Bayrou alla Giustizia, fino a Marielle de Sarnez agli affari europei. Con Marielle quattro anni fa scrivemmo un libro insieme: “L’urgenza europea”. Credo che sulla sua intenzione di cambiare l’Europa in una direzione più simile a quella che vorremmo noi ci siano pochi dubbi.
 

 

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