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Palazzi & potere
Migranti: testimone, mai salvato nessuno che stesse morendo

"Ho visto pochi migranti in pericolo di vita. Non abbiamo mai salvato qualcuno che stesse morendo in mare. Una volta abbiamo preso un battello con gente in buone condizioni. A dieci minuti dalla costa libica, non in alto mare. Quell'operazione l'ha voluta Save the Children direttamente da Londra, mentre tutti gli altri uffici europei erano contrari". Lo racconta, in un'intervista a Qn, un addetto alla sicurezza su Vos Hestia, nave di Save the Children, che ha sporto denuncia all'Aise.

Con le altre Ong "sembrava una gara ad arrivare primi", dice l'uomo, secondo cui i rapporti tra alcune organizzazioni e gli scafisti "sono evidenti. Spesso e' lo scafista che da' la posizione con il telefono satellitare". "Forse qualche Ong e' animata davvero da spirito umanitario. Ma questo discorso di andare sulle coste libiche non sta ne' in cielo ne' in terra.

Su migliaia di persone soccorse forse solo il 20-25% era meritevole di aiuto", prosegue il testimone. "Abbiamo caricato giovani magrebini che erano stati espulsi dall'Italia. Ma dico io, chi abbiamo portato in Italia? Non abbiamo portato i siriani disperati o quelli del Mali che scappano dalla fame. Per me e' stato personalmente anche un problema di coscienza". "Mi sentivo un po' complice di un'attivita' vergognosa. Con Save the children c'erano scontri anche perche' non potevo riferire nulla alle autorita' di porto o di polizia", prosegue l'uomo. "Sono stato 30 anni in polizia, so come vanno le cose: bisogna sempre seguire la pista dei soldi. Io vorrei capire: il ministero dell'Interno quanti soldi ha dato a Save the chldren? A bordo mi hanno detto che sono operazioni da mezzo milione al mese, 6 milioni l'anno. Dei migranti, alle Ong, non gliene frega un cavolo - sostiene -, e' solamente un business del momento".

Toni piu' morbidi sono usati dal direttore della societa' di sicurezza Imi Security Service al lavoro sulla Vos Hestia, Cristian Ricci, intervistato da Libero. "Io non sono qui a dire che in generale le Ong sono colluse con i trafficanti o che traggono vantaggi economici dalla tratta dei migranti. Certo e' che nel traffico degli essere umani esse hanno il conclamato ruolo del facilitatore. E' innegabile. Il fatto che nessuna delle Ong abbia mai denunciato quel che e' sotto i propri occhi e che noi abbiamo segnalato, ne e' la prova", afferma. Secondo Ricci "il codice di regolamentazione e' inutile se non dannoso. Serve solo a certificare le Ong, a legittimarle a fare quel che hanno sempre fatto e ad andare avanti cosi'. Se serve il codice vuol dire che lo Stato non si fida delle Ong. Se e' cosi' le tolga. E stracci gli accordi internazionali. Al contrario questo sistema trasformera' lo Stato stesso nel braccio legale della tratta dei neri".

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