Di Francesco Cocco
 Paola Binetti
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Paola Binetti: secondo molti, l'anima dei cosiddetti Teodem del Partito Democratico. Una che le cose non le manda a dire. Tantomeno al suo partito. Da settimane si parla di una sua candidatura alla segreteria. E invece no. Ma la sua voce, c'è da scommetterci, la farà sentire lo stesso.
L'INTERVISTA AD AFFARITALIANI.IT
Onorevole Binetti, il congresso si avvicina. La sua candidatura è in campo oppure no?
"Credo ci sia stato un equivoco. Io non mi sono mai candidata alla guida del partito, ma sono disposta a sostenere la candidatura che sappia esprimere meglio una leadership morale del Partito Democratico".
E tra le candidature in campo?
"Il mio non è un giudizio sulle persone, né su Bersani, né su Franceschini, anche perché non è affatto detto che non ce ne siano altre. Io chiedo soprattutto un posizionamento chiaro sui valori, cosa che non c'è né da una parte, né dall'altra. Uno dei prezzi più alti che paga il pd è la sua ambiguità. Dall'ambiguità "prodiana" del "tutti dentro" all'ambiguità con l'associazione diretta nel Pd con i Radicali e poi con Di Pietro in collegamento. Un'ambiguità che si ripropone su tutti i temi, dai rapporti con la Cgil ai temi etici. In questo momento, nella dialettica Franceschini-Bersani si potrebbe riproporre quella Veltroni-D'Alema senza sapere cosa ha ciascuno nel proprio paniere".
E' più vicina alle posizioni di Francesco Rutelli?
"Sono vicina a Francesco Rutelli e alla storia della Margherita capace di integrare le diversità e le molteplicità. Anche riguardo ai grandi temi etico-antropologici".
...E quindi a un'eventuale candidatura di Linda Lanzillotta?
"Una candidatura al femminile sarebbe un valore aggiunto, in più è una persona che è stata sempre vicina all'operato di Rutelli come sindaco per il Giubileo e come ministro. Ma la Lanzillotta non ha mai fatto mistero della sua laicità al limite della "non credenza". Ho quindi bisogno più che mai di chiedere a Linda quali sono le sue posizioni su temi che sono molto importanti per me e per tutti i cattolici che guardano a sinistra".
Sui temi etici, dunque...
"La legge sul trattamento di fine vita che arriverà la settimana prossima in parlamento. O l'idea che si ha di famiglia. Sono temi di grande importanza. Basti pensare al modo in cui il Pd, in questi giorni, sta stigmatizzando tutta la vicenda berlusconiana. Se lo avessimo fatto noi, qualche anno fa, saremmo passati per bigotti".
Vuol dire che se tutta questa condanna della vita privata di Berlusconi l'aveste fatta voi "teodem" sareste passati per bigotti.
"Esatto. Non vorrei che il Pd non strumetalizzasse solo questi temi per una campagna politica, né che continuasse solo questa provocazione continua perché la Chiesa condanni questi comportamenti. Anche perché mi sembra che li abbiano già sufficientemente stigmatizzati. Il partito non si può stracciare le vesti solo sullo scandalo morale degli altri, e poi, quando noi proponiamo un certa idea di famiglia, rispondere con i legami a go-go".
E' vero che se dal congresso dovesse uscire un segretario ex comunista o ex Ds, i teodem potrebbero lasciare il partito?
"No, non è vero. Non c'entra la storia del candidato. Anche un ex Ds può essere capace di tutelare i valori in cui io credo".