 Enrico Letta
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Il Pd potrà battere Berlusconi soltanto se alleato con un forte partito di centro, secondo Enrico Letta, che lunedì pomeriggio è intervenuto a Genova a un incontro pubblico per l'elezione della segreteria regionale ligure. "Il Pd - ha detto Letta a margine dell'incontro - vincerà le prossime elezioni politiche soltanto se cambieremo schema di gioco, abbiamo bisogno di uno schema in cui un partito, un soggetto, un'area di centro insieme a noi faccia maggioranza. Credo quindi che tutto ciò che si muove al centro per noi sia interessante e ritengo sbagliato in questo momento picconare il centro, lasciamolo fare a Berlusconi, noi dobbiamo allettare il centro. Il nostro futuro passa per un Pd forte alleato con un centro forte".
«Credo sia obiettivo di tutti non avere un autunno caldo, e lo diciamo noi dall'opposizione, non pensiamo che soffiare sul fuoco sia una cosa utile al paese». Lo ha dichiarato Enrico Letta questo pomeriggio, a Genova, a margine di un incontro pubblico per le elezioni della segreteria regionale del Pd. «Abbiamo interesse - ha aggiunto Letta - che l'Italia acchiappi la ripresa e per questo c'è bisogno di un buon clima tra parti sociali e di un governo che non getti benzina sul fuoco».
NEL PD INSURREZIONE CONTRO ENRICO LETTA
"Le dichiarazioni di Enrico Letta su un'area di centro forte prospettano un'ipotesi legittima, ma sicuramente datata. Mi chiedo come l'inevitabile divisione dei compiti fra un Pd, a questo punto necessariamente 'di sinistra', e una formazione centrista possa, secondo Letta, conciliarsi con le esigenze di un partito nuovo, nato per mettere assieme valori e tradizioni diverse. Per dare forma e sostanza al nostro progetto, non e' da questo schema che dovremmo partire, ma da una proposta di governo che e' gia' nel Dna del Pd e che tuttavia non trova spazio anche per le continue e dannose polemiche, come questa riguardante le alleanze e il centro". Lo dichiara Giorgio Merlo, deputato del Pd.
"Le affermazioni di Letta sulla necessita' che il Pd si allei con un forte partito di Centro ripropongono le ambiguita' della mozione Bersani sul profilo e sull'identita' del nostro partito. Non condivido affatto l'idea che il Pd debba rinunciare a parlare con l'insieme della societa' italiana, a partire dal mondo dei lavori e dei ceti produttivi, e magari delegare a qualcun'altro la rappresentanza dei ceti medi e moderati. Le alleanze sono necessarie per governare ma noi dobbiamo indicare prima di tutto un progetto per l'Italia. Il bipolarismo italiano va consolidato e per battere la destra e Berlusconi non si puo' anteporre le formule politiche ai contenuti". Lo ha dichiarato la vicepresidente dei deputati Pd Marina Sereni.
"Non capisco il senso della polemica interna avviata da Enrico Letta a Genova sull'opportunita' di un'alleanza con un 'centro forte'. Chi non e' d'accordo? Ma un'alleanza 'a prescindere' che non nasca da un progetto che parli al paese e abbia l'ambizione di spostare quote importanti di elettorato per la sua forza e la sua credibilita', un progetto che il maggior partito di opposizione deve sentire in primo luogo come propria responsabilita' e propria missione, sarebbe un'alleanza destinata all'insuccesso". Lo afferma Pierluigi Castagnetti. "Cosi' come fatalmente accadrebbe - prosegue l'esponente Pd - se si partisse da una sorta di divisione dei compiti fra un centro che parla ai moderati e un Pd che parla ai progressisti. Se il Pd non sente in se' la vocazione di essere partito 'del paese' cioe' capace di parlare alla maggioranza degli italiani e' destinato a far fallire la scommessa che lo ha generato. Dunque non attiviamo polemiche su ragioni inesistenti o ragioni oggettivamente sbagliate".