Ferraglie?"Sì, questo lavoro sfinente di correnti e di capibastone. Logiche per cui se uno sta con Bersani poi magari continua a fare il segretario della Lombardia e se uno sta con Franceschini invece magari vince in Campania. Francamente mi aspettavo da questo gruppo dirigente l'assunzione di responsabilità di un fallimento, che per ora è stato il Pd, e di un rilancio sul piano culturale prima che politico. Mi pare che siamo al politicismo più efferato".
Sergio Chiamparino può essere la soluzione?
"E' una delle soluzioni. Quello a cui sto lavorando personalmente è la valutazione approfondita della possibilità che ci sia una terza candidatura, diversa però".
Ovvero?"Una candidatura che raccolga intorno a sé tutte le persone che sono a disagio e io ho un telefonino che sembra quello di Gianni Minà. Ormai ho un'agenda folta di nomi altisonanti, di personaggi pubblici, e tutti mi dicono della loro delusione e della loro amarezza. Però, o tutte queste forze si mettono insieme o altrimenti si rischia un velleitarismo e un narcisismo che abbiamo già visto in tanti e che non mi appartiene. Candidarmi per andare sulle pagine dei giornali e prendere il 5% mi sembra un'idea stupida. Molto stupida".
E invece Chiamparino può avere la forza di battere sia Franceschini sia Bersani?
"Io sono Pippo e lui è il sindaco di Torino. E' il sindaco più popolare d'Italia e come altre figure può rappresentare, sul piano politico, anche un momento di tensione che riapre i giochi tra i due blocchi".
E il ruolo di Debora Serracchiani quale può essere?"Sta assumendo il ruolo che le compete: perla del rinnovamento. Mi pare che ci sia una suo percorso che la porta direttamente da Franceschini e se invece così non fosse forse sarebbe parte di quello schema legato alla terza candidatura".
Voi ovviamente vi augurate che venga sulle vostre posizioni e non stia con Franceschini...
"Sono un po' stufo di augurarmi che le persone facciano la cosa giusta, spero che facciano la cosa giusta e che la si possa fare insieme".