Ermete Realacci ad Affari: "Il Pd sbaglia, ritrovi la bussola"

Mercoledì, 28 aprile 2010 - 12:30:00


E ora il Pd pensa alle elezioni anticipate. Rutelliani in subbuglio
"Temiamo che si perda l'ispirazione originaria del Pd. Ovvero parlare al Paese, ridare speranza all'Italia". Ermete Realacci sceglie Affaritaliani.it per spiegare le perplessità degli ex-rutelliani. "In Gran Bretagna Brown, Cameron e Clegg si sono a lungo cimentati sui temi dell'ambiente e dello sviluppo. Il Pd in Italia è una sintesi di queste tematiche? Il progetto originario era questo. Ovvero quello di costruire una grande forza democratica che fosse una sintesi di diverse culture e che avesse come bussola il rapporto con il Paese e con l'economia. L'Italia non ha bisogno della riedizione dell'Unione". E sulla Sbarbati che ha annunciato di passare all'Udc: "E' un segno della degenerazione della politica italiana. Ricordo benissimo le dichiarazioni vibranti della Sbarbati quando si trattava di attaccare i TeoDem. Bé, ora sta nel partito con la Binetti".

Ermete Realacci
Ermete Realacci
Il segretario del Pd ha lanciato "il progetto Italia 2011", sempre ieri voi, ex-rutelliani, avete espresso però qualche perplessità? Che cosa non vi convince?

"Non è che non ci convince il progetto. Sono due cose disconnesse. L'idea di Bersani, anticipata in direzione, è un percorso per portare a una conferenza programmatica, spero più efficace, rispetto alle precedenti. L'obiettivo è selezionare alcune priorità: tra cui la green-economy di cui mi occupo".

Il problema però sono le alleanze?
"No, questo assieme alle riforme è politicismo".

Ieri però vi siete riuniti per preparare un documento.
"Noi temiamo che si perda l'ispirazione originaria del Pd. Ovvero parlare al Paese, ridare speranza all'Italia. Ho visto in tv i confronti in Gran Bretagna fra Brown, Cameron e Clegg. Si sono a lungo cimentati sui temi dell'ambiente e dello sviluppo. Ognuno cercava di essere più avanzato rispetto agli altri. Clegg ha detto delle cose nette sulla guerra in Iraq e contro le ipotesi di aggiornare l'arsenale nucleare inglese, proponendo anche di abbandonare il nucleare civile. E' molto spinto sulla green economy, sui mutamenti climatici, sulle politiche Ue. Se io fossi in Inghilterra non potrei che votare per Clegg, se fossi in Germania voterei per i Verdi".

E in Italia...
"Il Pd è una sintesi? Il progretto originario era questo. Ovvero quello di costruire una grande forza democratica che fosse una sintesi di diverse culture e che avesse come bussola il rapporto con il Paese e con l'economia. Per esempio un sistema di piccole e medie imprese che abbiamo trattato male negli anni di governo. Se il Pd non è questo, abbiamo sbagliato".

Il Pd non rispetta quindi il progetto originario?
"L'Italia ha bisogno del progetto originario del Pd, non ha bisogno di una riedizione dell'Unione, se ci sono le elezioni valuteremo le alleanze. Il Pd non ha bisogno di riflettere sul proprio ombelico, ha bisogno di tornare a ragionare sul futuro dell'Italia, guardando al Paese con più simpatia e attenzione".

E per quanto riguarda le alleanze?
"Vengono dopo. Se devo immaginare la cronaca politica scandite dagli incontri di Bersani con 180 soggetti diversi... Questa politica annoia me e allontana i cittadini".

Ma si parla di elezioni anticipate...
"Quando ci saranno ne parleremo, ma la maniera migliore per prepararsi alle elezioni anticipate è quella di avere un progetto comprensibile e attraente per i cittadini".

Per esempio?
"Il 10 maggio c'è un'inizitiva non politica delle piccole imprese che si riunisco per proporre un ragionamento sul sistema produttivo italiano. La sfida dell'innovazione, della green economy. Insomma, dovremmo concentrarci su questo, su un'Italia che fa l'Italia".

Ma nel caso non accada? Luciana Sbarbati ha annunciato che passa all'Udc.
"E' un segno della degenerazione della politica italiana. Ricordo benissimo le dichiarazioni vibranti della Sbarbati quando si trattava di attaccare i TeoDem, le sue posizioni iperlaiche con cui cercava di strappare un'applauso nelle riunioni del Pd... Bé ora sta nel partito con la Binetti. E' un segno della politica con cui noi non dobbiamo fare i conti. Dobbiamo fare un'altra politica".

E se il Pd non tornasse al progetto originario, che cosa fareste? Lasciate il partito?
"No. Chiederemo al Pd di essere fedele al progetto originario"

Ma se non accade?
"Non ci sono subordinate. Se avessimo un'altra idea la praticheremmo. Ora abbiamo chiesto di tornare al progetto originario e su questo apriamo un confronto interno".

E se il Pd perde la bussola?
"Non mi interessa questa politica che si avvita su se stessa e produce vicende come quelle della Sbarbati, che trovo ironiche. Si vadano a vedere le dichiarazioni indignate della Sbarbati sul mondo cattolico. Questa politica non serve al Paese e non mi interessa".

Nessun'altra scissione in vista?
"Diceva Nietzsche che nella superficie si nasconde la profondità" .

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