 Ignazio Marino
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È nato tra Roma e Milano il
"primo documento organico dedicato all'organizzazione e alla forma-partito" che sia stato presentato nella lunga stagione congressuale del Pd. A presentarlo, nel circolo Pd Milano Centro, in corso Garibaldi, a Milano, Sergio Gaudio e Giuseppe Civati, nell'ambito della proposta politica della terza mozione, guidata da Ignazio Marino. "Il Pd - secondo i promotori del documento - deve essere un laboratorio politico: è necessario un clima di collaborazione tra la base e il gruppo dirigente, basato sul concetto di relazione e non di gerarchia. Per fare ciò è n
ecessario uno scambio di informazioni tra i circoli, delle buone pratiche da condividere su tutto il territorio nazionale, all'insegna del progetto dei Circoli virtuosi. I circoli devono essere informati e (contro)informati con una puntuale rassegna del materiale prodotto dal partito, banche dati e informazioni di riferimento, raccolte in archivio e messe a disposizione di iscritti ed elettori, sui principali temi di informazione politica. Decisiva è la programmazione annuale delle attività e rapporto agli iscritti e agli elettori circa il lavoro effettivamente svolto, a cominciare dall'analisi del voto e dei flussi elettorali. Il lavoro dei circoli andrà valutato, il limite di presenza in una carica limitato ai due mandati, l'autonomia finanziaria dei circoli è sostenuta da una forte partecipazione ai rimborsi elettorali (valutata intorno al 50% con un meccanismo premiale nei confronti dei circoli che promuoveranno più iniziative nel territorio di loro competenza).
Per quanto riguarda gli strumenti, è necessario che circoli e rete web siano complementari, come già avviene per il sito www.scelgomarino.info che sta organizzando la campagna congressuale della mozione: un software semplice e innovativo che potrebbe essere immediatamente esteso alla rete dei circoli del Pd. Per essere strutturato, sostengono i promotori, il Partito deve essere partecipato, attraverso un regolamento di attuazione dell'art. 28 dello Statuto - che prevede consultazioni referendarie periodiche degli iscritti sui temi di rilevanza politica nazionale e locale - e una Carta della partecipazione, che i presentatori hanno associato alle loro proposte. Per un Pd strutturato, partecipato, aperto, che si misura con gli aderenti e gli elettori, autonomo economicamente, pronto al ricambio e alla mobilitazione. Un partito a misura di elettore, insomma".