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Sul referendum il Pdl fa felice Bossi... Ma blocca lo sbarco della Lega al Sud

Mercoledí 01.04.2009 21:00

Giorgetti (Lega) ad Affaritaliani.it: "Berlusconi-Bossi, accordo su tutto"

Referendum/ Berlusconi: deciderà il partito


SONDAGGIO/ Con il referendum elettorale di giugno il premio di maggioranza va al primo partito e non più alla coalizione vincente. Come ti comporterai?

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. E' la sintesi dell'intervista di Affaritaliani.it a Denis Verdini, uno dei tre coordinatori del Pdl. "Con Bossi tutto tranquillo, tutto ok. Dobbiamo mettere a punto le ultime questioni ma l'accordo sulle candidature è fatto. In questi giorni ci vedremo per definire l'asseto complessivo. Senza problemi". E per quanto riguarda la volontà della Lega di presentarsi anche nel Centro-Sud? "Sul piano delle elezioni europee è evidente che loro cercano di raccogliere ovunque; però, sul piano delle Amministrative, non è possibile. C'è un limite a questo, dobbiamo stabilirlo assieme ma non è più un problema. Il limite per la Lega è dove si è candidata alle Politiche dell'anno scorso (Toscana, Umbria e Marche, ndr)".
 
Capitolo referendum. "Quando è nato eravamo in un'altra situazione", spiega Verdini. "Molti di Alleanza Nazionale andarono a raccogliere le firme per il quesito e molti di Forza Italia aderirono al comitato. Perché quella legge ha dato un risultato, quello del 2006, che ha visto un grande frazionamento all'interno dei partiti (17 gruppi) e un'instabilità alle due Camere, cioè il governo Prodi. Quindi fu promosso il referendum per correggere quella legge. Successivamente, nel 2008, con una diversa interpretazione della stessa legge - nel 2006 come una coalizione, l'anno scorso con la presenza di due partiti a tendenza maggioritaria, Pdl e Pd - la norma ha dato il seguente risultato: cinque gruppi in Parlamento e una solida maggioranza sia al Senato sia a Montecitorio. Quindi una gran parte dei motivi per i quali fu varato il referendum sono stati corretti da una interpretazione politica della legge".
 
L'ex coordinatore di Forza Italia aggiunge: "E' evidente che nell'ottica di aiutare un processo bipolare in senso ancor più bipartitico il referendum ha una sua validità, però un risultato l'abbiamo già ottenuto con le Politiche del 2008. Quindi, quando il presidente Berlusconi dice che deciderà il partito, vuol dire che ci sono all'interno del Pdl diverse anime e quindi dobbiamo discuterne e prendere una decisione. Tenendo comunque conto che abbiamo un rapporto con la Lega. Personalmente faccio lo stesso percorso: essendo stato all'inizio favorevole a una posizione referendaria, che è di miglioramento della legge e che ci porta più vicini all'Europa, dopo gli effetti delle elezioni del 2008 bisogna fare una riflessione perché oggi quella legge ha tenuto fuori un sacco di gruppi dal Parlamento e si è avvicinata molto alla volontà referendaria. In qualche modo l'interpretazione politica ha anticipato il referendum. Quindi dobbiamo fare una valutazione".


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