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La Piazza
Boccia (Pd): ok a Mediaset in mano a Vivendi ma i contenuti siano italiani

Ok a Mediaset in mano ai francesi di Vivendi, ma i contenuti siano italiani. Lo ha affermato Francesco Boccia, economista Pd della web tax e componente della Commissione Bilancio della Camera, intervenuto a 'La Piazza', la tre giorni di dibattiti organizzata dal direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino a Ceglie Messapica.

Il Ceo di Vivendi Arnaud de Puyfontaine sarà l'8 settembre a DigithON 2018, maratona delle idee digitali che prenderà il via il 6 settembre, in Puglia, a Bisceglie, organizzata proprio da Francesco Boccia. "Vivendi è un polo straordinario che opera in Francia e in altri paesi europei. In Italia ha investito 4 miliardi in Telecom e 1,5 in Mediaset. Ci sono le regole del gioco, se un'azienda va in Borsa e compra poi se ha le azioni si presenta in assemblea e dice la sua. Vivendi dirà quello che ha intenzione di fare, io ritengo che dobbiamo stimolare tutti gli europei che vogliono investire in Italia a farlo, a patto che intendano realizzare un polo che consenta a noi europei, quindi anche italiani, di giocare la partita con americani e cinesi". Non teme che Mediaset diventi francese? "Abbiamo un'azienda italiana come Luxottica che è andata in Francia e detta la linea su molti settori, può succedere che un'azienda francese faccia la stessa cosa in Italia. L'importante è il rispetto delle regole e che i contenuti siano italiani. Vivendi dirà cosa vuole fare, ma vogliamo continuare a litigare con tutti?", si chiede Boccia. Beh, i francesi hanno fatto quello che hanno voluto in Italia... "Se la politica è debole, l'economia fa quello che vuole".

WEB TAX E CONGRESSO PD - "Sia io che Michele (Emiliano, ndr) abbiamo votato Renzi nel 2013 e come noi qualche milione di democratici. Io in quella fase per sostenere l'idea del cambiamento e del riformismo che incarnava Renzi ebbi discussioni serie e profonde con compagni di partito e amici, primo fra tutti Enrico Letta. Che ora è professore universitario a Parigi, anche se dalla politica non ci si allontana mai. Abbiamo bisogno di quelli come Enrico nel Pd", ha affermato Francesco Boccia (Pd), componente della Commissione Bilancio della Camera, intervenuto a 'La Piazza', la tre giorni di dibattiti organizzata dal direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino a Ceglie Messapica

"Noi abbiamo sostenuto Renzi poi ci siamo sentiti traditi, non tanto dalla sua visione della politica ma della società al tempo di un capitalismo che meritava di essere regolato e interpretato diversamente", afferma Boccia. Che prosegue: "Penso che Matteo (Renzi, ndr) abbia perso una grande occasione. Io ho fatto la battaglia contro le multinazionali del web, ho preteso che Amazon pagasse le tasse in Italia, ho preteso che Google pagasse le tasse in Italia, ho preteso che Facebook diventasse editore perché se tu pubblichi qualcosa e non rispondi mai di quello che pubblichi non solo stai alterando le regole ma consenti che quella robaccia della quale oggi ci lamentiamo vada ovunque e condizioni le persone. Tutto questo poteva non essere fatto. Bastava però dire con chiarezza che si stava dalla parte dello Stato e bastava imporre ai colossi del web di pagare le imposte. Invece è stato tutto ridotto al selfie con l'amministratore delegato". Ed ecco la rivelazione di Boccia: "Io stesso sono stato messo in croce a un certo punto nel mio mondo dai vertici del mio partito quando pretendevo che questi colossi del web pagassero le imposte. Il leader di un grande partito deve rispettare chi fa business e fa soldi ma deve pretendere che si comporti come un commerciante qualsiasi, pagando le tasse e rispettando le regole".

Quindi nella battaglia per far pagare le tasse ai colossi del web è stato osteggiato nel suo partito? "Sono stato osteggiato prima di tutto da Grillo e Casaleggio e sono stato abbandonato dal segretario del mio partito Matteo Renzi. Che, dopo 3 o 4 anni, ha ammesso di fronte all'opinione pubblica che la sua è stata una sciocchezza".

Passando al prossimo congresso del Pd, Boccia annuncia che Fronte Democratico, associazione che raggruppa la minoranza di Michele Emiliano, presenterà un proprio candidato. Sarà lo stesso Governatore della Puglia? "Lo decideremo insieme nei prossimi giorni". Magari proprio Boccia... "Lo decideremo insieme. Di sicuro avremo una nostra candidatura e la decideremo presto, ci stiamo ragionando con Michele e tutti gli altri. Ma non aspetteremo l'ultimo giorno questa volta, visto che l'altra volta abbiamo trovato le porte del Partito Democratico chiuse e non potevamo nemmeno far tesserare compagni che volevano tornare nel partito. E' stata chiusa la possibilità di iscriversi prima che Emiliano si candidasse. Questa volta si parte per tempo. Vogliamo rappresentare un profilo culturale diverso da quello che ancora oggi Renzi continua a raccontare".

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