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La Piazza, Siri: "L'Iva nella pace fiscale. L'Europa non è d'accordo? Amen""

“Pagare di colpo tutti meno tasse: Trump lo ha fatto, e ora gli Stati Uniti stanno volando. Adesso decolleremo anche noi”. Con queste parole il sottosegretario leghista alle Infrastrutture Armando Siri, intervenuto a 'La Piazza' - la tre giorni di dibattiti organizzata dal direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino a Ceglie Messapica – ha ribadito la ferma intenzione del governo guidato dal premier Giuseppe Conte di portare in Italia lo choc fiscale della “flat tax”.

E farlo subito. “La flat tax la realizzeremo in due esercizi a partire già dal prossimo” chiarisce il sottosegretario dettando l’agenda della sua rivoluzione fiscale. “Iniziamo dalle partite Iva e poi ci allargheremo alle famiglie”.

Perché la flat tax funzionerà? “Perché con la flat tax noi lavoriamo sulla domanda, facciamo cioè in modo che i cittadini, avendo più soldi in tasca, possano permettersi di fare più acquisti. Più soldi significano più consumi, più consumi richiederanno da parte delle aziende più produzione per soddisfare quella maggiore domanda. E più produzione richiederà più occupazione e il circolo si ripeterà verso la crescita”.

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Ma in cosa consisterà questa tassa piatta in Italia? “La flat tax cancella il sistema fiscale attuale fatto di cinque aliquote e cinque scaglioni, ma soprattutto di una giungla di detrazioni e deduzioni che alla fine non aiutano nessuno. Tutto figlio di decenni di consociativismo che ogni anno decideva di premiare questa o quella categoria. Noi diciamo: togliamo tutto questo e facciamo solo una deduzione di 3mila euro per ogni componente della famiglia. Quanti siete? Quattro e il reddito è di 30mila euro? Bene, noi togliamo da quel reddito 3mila euro per ogni famigliare. Arriviamo così a un imponibile di 12 mila euro. E noi su quei 12mila euro ti facciamo pagare solo il 15 percento di tasse”. E l’esenzione totale per chi guadagna meno di 6.500? “L’esenzione in vigore rimane”.

La Costituzione però vieta che ci sia una sola aliquota. “E’ vero, quindi per aggirare questo problema e garantire la progressività dell’imposizione fiscale prevista dalla Costituzione, probabilmente invece di avere una flat tax in Italia introdurremo una ‘dual tax’, cioè due sole aliquote: 15 percento per chi ha un reddito inferiore ai 60mila euro e 20 percento per chi ha un reddito superiore ai 60mila euro”.

C’è chi sostiene che questa rivoluzione fiscale riguarderà solo i ricchi. “Sa quanti sono i super ricchi in Italia? Sa quanti sono i Benetton? Sono molti meno delle persone che ci sono in questa piazza. Cioè poche centinaia. E quindi io cosa faccio: per far dispetto a poche decine di ricchi punisco anche 60 milioni di italiani?”.

In Italia abbiamo un grosso problema di evasione fiscale. “Spesso l’evasione fiscale è un’evasione di sopravvivenza che non va però confusa con il sommerso. A me preoccupa di più Google che deve pagare 10 miliardi e se la cava con 500 milioni mentre poi torchiamo il commerciante che non fa lo scontrino”.

Sulla pace fiscale “noi, come società, siamo talmente ipocriti da iscrivere nei bilanci dei crediti che sappiamo non arriveranno mai. Cosa è meglio quindi: pretendere da Mario 5mila euro che so che Mario non mi darà mai, o trovare con Mario un accordo per avere almeno 200 euro? Questa è la pace fiscale. Tu col padre di famiglia che ha accumulato 40mila euro di debiti che non potrà mai pagare, e che si nasconde, e che sta perdendo la dignità, puoi trovare un accordo su cosa è in grado di pagare e recuperare almeno quella cifra anziché niente. E salvare allo stesso tempo la vita a quell’uomo e alla sua famiglia. Io guardi io allargherei la pace fiscale perfino all’Iva e perfino al pubblico anche se l’Europa non vuole. Io contesto che l’Europa debba decidere cosa io voglio fare con la mia Iva. Saranno affari miei o no? E vi dirò di più: ma voi lo sapete che i bilanci dei Comuni si reggono sulle multe? Lo sapete che se non fosse per le multe non potrebbero pagare l’asilo? Ma vi sembra una cosa normale?”.

E’ vero che la Lega sta fagocitando i 5 stelle per poi staccare la spina? “Ma chi lo dice? Noi ci vediamo ogni giorno e ritroviamo sempre ad andare d’accordo. Poi leggiamo i giornali e scopriamo che qualcuno dice che non andiamo d’accordo. Ma non è assolutamente vero. Noi dai 5 Stelle siamo senza dubbio diversi. Però abbiamo fatto un contratto su delle cose e se queste cose si fanno il governo va avanti. Se no a casa”.

“Con Forza Italia c’è un rapporto storico. Ci sono cose nel programma che non condividono ma anche altre, come la flat tax, che condividono”.

“L’Europa non ha mai detto che non dobbiamo fare la Flat Tax. Ma l’Europa non sa niente. Noi dobbiamo andare in Europa e dire loro che vogliamo fare la più grande riforma fiscale della storia del Paese per farlo crescere. Dateci un motivo per cui non dovremmo farlo”.

Il ponte di Genova “ci dimostra che viviamo in un Paese fatto e bloccato dalla burocrazia. Qualcuno dice che la politica sapeva. Ma quando il politico sa, cosa credete che faccia un politico? Il politico gira la segnalazione che un ponte va rimesso in sesto all’ufficio competente. Questo fa il politico. Il problema è che dopo l’ufficio deve fare i sopralluoghi, e poi deve fare la gara per i lavori, e deve aspettare che la aziende partecipano, e poi la commissione, e poi proclamare l’azienda che ha vinto, e poi quella che ha perso deve fare il ricorso, e poi bisogna aspettare la sentenza del ricorso, e così via. E nel frattempo il ponte è crollato trenta volte”.

La concessione va tolta ai Benetton? “Come minimo va ridiscussa. Noi l’abbiamo attivata la discussione ma la cosa è complessa. Tuttavia un segnale ad Autostrade è stato dato e molto chiaro”.

 

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