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La Piazza, Vitali (FI): "Salvini scopra le carte: o noi o i 5 Stelle"

“Salvini, Tajani e Berlusconi si vedano e decidano se stiamo insieme oppure no, affinché ognuno si regoli come meglio crede. Non possiamo fare sempre la parte del marito cornuto che aspetta il ritorno della moglie a casa. Il nostro impegno è far scoprire le carte a Salvini prima delle europee”. Con queste parole il seantore Luigi Vitali, coordinatore regionale di Forza Italia intervenuto a 'La Piazza' - la tre giorni di dibattiti organizzata dal direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino a Ceglie Messapica – preme perché il vicepremier sciolga il nodo alleanza: o con noi o con i 5 Stelle.

Il futuro del centrodestra: “L’8 settembre – spiega Vitalia rispondendo alle domande del direttore Angelo Perrino - sarà in Puglia Antonio Tajani e in quell’occasione saranno date le indicazioni sul futuro del partito, concordate con Berlusconi. Di sicuro al momento stiamo attuando una discussione sul fatto se sia più opportuno costituire il partito unico del centrodestra o mantenere le identità separate. Chi si richiama al partito unico è Giovanni Toti, mentre Tajani ritiene più giusto che Lega, Forza Italia, Noi con l’Italia e Fratelli d’Italia procedano separatamente. Di certo molto dipenderà dall’atteggiamento di Salvini, al quale Berlusconi ha dato l’ok per non tornare la voto. Con Salvini governiamo regioni e territori importanti, e non ritengo si possa distruggere un simile patrimonio. Già dopo le europee probabilmente parleremo di un governo in scadenza, che come vediamo non è in sintonia su tantissime questioni cruciali. Questo esecutivo serviva a evitare elezioni estive e ad affrontare questioni importanti. Dopodiché bisognerà tornare a un’omogeneità del quadro politico. Due partiti così diversi non possono assumersi la responsabilità di governare il paese”.

Sul Mezzogiorno “noi abbiamo perso fino a oggi l'opportunità della spendita dei fondi comunitari. Con Forza Italia spendevamo fino al 98 percento. Oggi non ce la facciamo più sicuramente per la burocrazia, ma anche perché non siamo in grado. In Polonia sono state fatte cose enormi con quei fondi, tali da colmare molti divari con l'Europa. Al Mezzogiorno mancano invece ancora le infrastrutture. E i 5 Stelle sono contrari alle infrastrutture. Il Tap serve al Paese perché le nostre imprese pagano il 30 percento in più l'energia, venendone penalizzate. I 5 stelle sono poi contro la Gronda di Genova, sono contro la Tav che farebbe correre meno su ruota le merci e così via, quindi mi chiedo come si faccia a far crescere un territorio se si dice sempre e solo no a tutte le infrastrutture. Non per difendere il centrosinistra, ma il bando di gara sull'Ilva non è stato fatto da Calenda ma dai commissari, che perdono 1 milione al giorno di soldi pubblici. Commissari tra l'altro resi di fatto immuni per legge dal centrosinistra".

Come si spiega il successo di Matteo Salvini, questo ragazzotto di Milano, divenuto in poco tempo l’uomo che ha in mano le redini del Paese? “Io non mi preoccupo di come Salvini sia diventato quello che è, o come abbia portato la Lega dal 3 al 30 percento. Mi chiedo questo ragazzotto quanto durerà. Abbiamo avuto un altro ragazzotto, non di Milano ma di Firenze, che arrivò addirittura in pochi mesi al 40 percento. E poi sappiamo come è andata”.

E’ vero che Berlusconi ha ormai tirato i remi in barca? “Quando incontro Berlusconi mi sembra tutt’altro che inattivo. E so che quando apre i giornali e vede Forza Italia perdere punti, non si da pace. Quindi sicuramente in questo mese di vacanza starà studiando qualcosa. E ci ricrederemo tutti quanti”.

Sarà Tajani a prendere il suo posto e guidare il centrodestra? “Tajani ha oggi una grande possibilità. Dipenderà da lui se coglierla o meno. Di certo è sicuramente la persona più autorevole e più accreditata col mondo europeo che abbiamo in Forza Italia. Un mondo europeo col quale bisogna sì battere i pugni, ma senza ricattare nessuno, premendo sulle leve a nostro favore perché tutti siano più solidali con noi, soprattutto sul fronte dell’immigrazione”. 

Un parere sul presidente del Consiglio. “Giuseppe Conte non lo conoscevo. E mi sono molto rammaricato quando nel suo discorso non ha speso una sola parola sul Mezzogiorno e il Sud. Il che è abbastanza strano per un Movimento che ha preso la maggior parte dei suoi voti proprio al Sud".

 

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