Fausto Raciti ha vinto come previsto le primarie dei giovani del Partito Democratico con il 77% delle preferenze. Secondo l'ufficio stampa del Pd, hanno partecipato al voto "
oltre 120.000 persone tra i 14 e i 29 anni". Con una netta maggioranza, quindi Raciti è stato eletto come primo segretario del movimento dei giovani democratici. Il segretario Walter Veltroni ha inviato le sue congratulazioni al baby-leader.
Ecco chi è Fausto Raciti
 Fausto Raciti
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Ho 24 anni e sono nato a Ragusa, mia madre è dipendente pubblica e mio padre ingegnere. Ho sempre vissuto ad Acireale dove ho animato il movimento degli studenti ed ho fatto il segretario di un circolo della Sinistra giovanile. Nell?agosto del 2004 sono stato eletto portavoce di Studenti di Sinistra. Così mi sono trasferito a Roma, da dove ho contribuito a guidare il movimento studentesco. Sono diventato segretario nazionale della Sinistra giovanile nel 2007, a 22 anni.
La mia carta d'intenti(tà) di Fausto Raciti
Vittorio Foa, nell’ultimo giorno del secolo scorso, alla richiesta di quale risposta avrebbe dato ad un giovane che chiedeva della Sinistra, rispondeva che era meglio non descriverla, perchè probabilmente non ci avrebbe creduto, ma sarebbe stato più opportuno proporgli di cercarla insieme.
Noi pensiamo.
Noi vogliamo una giovanile costruita dalle idee libere, dalle passioni sincere, dagli interessi più vari, dai sogni meravigliosi di una generazione che vuole cambiare. In una parola: noi pensiamo.
E vogliamo che le nostre elaborazioni, i sogni e i progetti di questa nuova comunità nascano come realtà possibili e raggiungibili.
Siamo cresciuti in un decennio che ha visto le forze riformiste, per due volte, guidare l’Italia. Ci siamo interrogati sulle potenzialità e sui limiti di quella stagione politica e abbiamo vissuto la nascita del Partito Democratico come la grande speranza per continuare quel percorso, per cambiare il Paese.
Riallacciare il filo del discorso tra i Democratici e le giovani generazioni. Ecco il nostro scopo. Aiutare il Partito Democratico a farsi popolo.
Nel nostro essere democratici c’è l’ambizione di chi vuole trasformare l’Italia in un paese aperto, dinamico e giusto.
Dovunque viviamo è poco il tempo che ci divide dall’Europa. In un’ora possiamo andare in paesi dove alle giovani generazioni è permesso vivere in un contesto aperto e capace di far sviluppare le potenzialità di tutti.
Partendo da questa constatazione, proponendo la questione generazionale come priorità dell’azione politica dei riformisti, sentiamo di doverci impegnare nel dare vita ad una grande e autonoma organizzazione giovanile dei Democratici. Lo facciamo per costruire una comunità politica capace di farci correre nei problemi del domani, perchè il futuro diventi la bussola del nostro agire.
L’autonomia non è una scelta ma una necessità, essendo l’unico vero strumento per rappresentare la nostra generazione e rifuggire da logiche di cooptazione e di selezione casuale, educandoci, di fatto, a non rappresentare solo noi stessi.