"La fiducia resta alta, intorno al 55%, per il governo nel suo complesso e su valori assolutamente analoghi per il presidente del Consiglio, anche perché è Berlusconi che trascina il gradimento dell'esecutivo".
Alessandro Amadori, direttore di Coesis Research, sceglie Affaritaliani.it per diffondere i risultati del suo ultimo sondaggio. "Il governo è vissuto molto come un'emanazione diretta del premier. C'è stato un leggero calo rispetto ai picchi di inizio legislatura, ma è un movimento assolutamente fisiologico.
Resta un esecutivo dotato di un'ottima capacità di tenuta, che si è assestato su valori più normali ma sempre alti".
Un confronto con il precedente governo? "Prodi partì da livelli quasi analoghi di fiducia, marginalmente più bassi e iniziò a declinare tra agosto e settembre, per poi precipitare con una perdita di 20-25 punti di gradimento nell'opinione pubblica tra ottobre e novembre. La tenuta del governo Berlusconi è sicuramente migliore di quella di Prodi, che subito dopo i primi cento giorni cominciò a segnare flessioni indicative. A oggi, sono dieci punti netti a vantaggio del Cavaliere rispetto al Professore, considerando lo stesso periodo. Sul finire dell'estate 2006 - sottolinea Amadori - Prodi iniziò a perdere non tanto per demeriti suoi ma quanto perché, già dopo pochi mesi, la maggioranza dell'epoca evidenziava un'elevata conflittualità interna; nonostante qualche scaramuccia e qualche litigio questa maggioranza dà l'impressione di essere molto più coesa. E gli italiani sono molto sensibili a livello di coesione e tendono a punire i governi disuniti. Inizialmente Prodi perse per la compagine variegata, poi con la prima Finanziaria attribuita al Prodi-Padoa Schiopppa ci fu un calo vistoso legato proprio alla fiducia del premier".