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Referendum, Prodi annuncia che vota Sì ma non sposta voti

Referendum: Sì di Prodi, parla il sondaggista Amadori. Pressing del Pd renziano per l'outing del fondatore dell'Ulivo

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

Romano Prodi aveva assicurato pochi giorni fa in un'intervista ad Affaritaliani.it che non avrebbe rivelato prima dall'apertura delle urne come avrebbe votato al referendum costituzionale (leggi qui). E invece nel pomeriggio di mercoledì 30 novembre, a quattro giorni dall'apertura delle urne, il fondatore dell'Ulivo con una notta annuncia di "avere il dovere di dire che voterà Sì". Perché questa svolta nella comunicazione? Da dove nasce la decisione di fare outing?

Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, ci sarebbe stato in questi giorni un fortissimo pressing da parte di esponenti renziani del Pd affinché l'ex premier uscisse allo scoperto, nella speranza che il suo Sì possa ribaltare l'esito negativo previsto dai sondaggi (prima del blackout) e confermato dalle quote dei bookmaker britannici. In cambio Prodi avrebbe chiesto e ottenuto che in caso di vittoria del Sì il Pd si faccia promotore in Parlamento di una revisione in tempi rapidi dell'Italicum. Non una semplice dichiarazione di impegno, come ce ne sono state tante, ma concreti atti parlamentari. Non solo, anche il timore di fibrillazioni sui mercati finanziari in caso di successo del No avrebbero spinto il Professore ad annunciare il suo Sì.

Basterà l'uscita di Prodi a far vincere il referendum a Renzi? Assolutamente no secondo il sondaggista Alessandro Amadori, semiologo e vice-presidente dell'Istituto Piepoli. "Prodi appartiene al passato e non sposta voti. In realtà non li ha mai spostati lui direttamente ma le sue formule politiche come l'Ulivo", afferma Amadori ad Affaritaliani.it. "Il suo ciclo ormai si è chiuso e le sue dichiarazioni sono come quelle di Cirino Pomicino o Bersani. Ininfluenti". E ancora: "Sono personaggi che non controllano pacchetti di voti, né direttamente né come effetto reale sull'opinione pubblica. Basta guardare agli Stati Uniti, tutti gli endorsement di ex politici, cantanti e altre figure a favore della Clinton non sono serviti a nulla. Prodi vale quanto Benigni, non sposta voti. Gli unici che possono influire sull'opinione pubblica con quello che dicono e con quello che fanno sono Renzi, Grillo, Salvini, Berlusconi e Meloni".

AITV

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