Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Referendum, Salvini: Renzi sta taroccando il voto di domenica

Il leader della Lega: se vince il No al voto il prima possibile

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
matteo salvini ape


Intervista a tutto campo di Affaritaliani.it al segretario federale della Lega Matteo Salvini

Ormai ci siamo, domenica si vota. Che campagna elettorale è stata?
"Molto bella. Ho incontrato una marea di gente, soprattutto gente nuova che non votava da anni. Ieri ho beccato una signora che mi ha detto 'non voto da 20 anni però domenica voto No'. Ho trovato gente appassionata e informata".

Non è stata una campagna un po' troppo sopra le righe e con toni eccessivamente aspri?
"E' colpa della scelta di Renzi. E' lui che sei mesi fa ha indetto il referendum o con me o contro di me. Chi vota Sì è bravo e quelli che votano No sono un'accozzaglia di brutti e cattivi".

Beh, anche i 5 Stelle hanno usato parole pesanti contro il premier...
"Dico quello che ho fatto io. Ho spiegato articolo per articolo una pessima riforma e quindi mi porto dietro delle belle soddisfazioni".

Che cosa succede lunedì se vince il Sì e che cosa accade se vince il No?
"Se vince il Sì succede che abbiamo una pessima riforma che fa in modo che, a nome e per conto degli italiani, decidano le banche. Questo è in sostanza il contenuto della riforma. E infatti basta guarda chi è per il Sì: banchieri, Marchionne, Wall Street, JP Morgan, Prodi... Tutta questa bella gente qua. Quindi se vince il Sì, il sole sorge lo stesso ma gli italiani contano di meno".

E se vince il No?
"E' un bel giorno. E' un nuovo giorno. Renzi saluta, con Alfano, Cicchitto, Verdini e compagnia. E il nostro obiettivo è che gli italiani votino il prima possibile".

Però bisogna approvare la Legge di Bilancio e modificare l'Italicum prima di andare alle urne...
"La Legge di Bilancio si fonda sulle bufale, è l'ultimo atto della commedia di Renzi. Nel senso che mancano i soldi che sta promettendo a tutti e quindi lì bisognerà metterci mano da persone responsabili. Mentre sulla legge elettorale basta che non si perda tempo".

So che lei non è un appassionato di sistemi elettorali, ma che cosa pensa di un ritorno al proporzionale?
"Io voterei domani mattina con qualunque legge elettorale, però il proporzionale è l'anti-camera dell'inciucio".

Berlusconi ha proposto il proporzionale...
"Parlatene con Berlusconi e Renzi. Io preferisco una legge elettorale più chiara".

Ma se si va alle urne, quando? Marzo? Aprile?
"Il prima possibile perché l'Italia ha bisogno di un governo e di un Parlamento finalmente legittimi che si occupino di tasse, veramente e non con le bugie di Renzi, di lavoro e di immigrazione".

Ma se ci sono le elezioni politiche, lei sa bene che Berlusconi non accetterà mai le primarie del Centrodestra. Se dovesse dire che il candidato premier è lui (nel caso in cui la Corte Ue gli desse ragione), lei che cosa farebbe?
"No, il candidato lo decideranno i cittadini scegliendolo paese per paese, piazza per piazza e idea per idea. Il candidato verrà sicuramente scelto dai cittadini".

Potrebbe esserci una sfida Berlusconi-Salvini-Meloni per chi sarà il candidato premier?
"Sarebbe interessante, coinvolgente e appassionante".

Lei non teme di sfidare alle primarie Berlusconi...
"Non temo nulla. Anzi, è sei mesi che chiedo invano un confronto pubblico a Renzi. E' sei mesi che gli ho chiesto dove vuole, nella piazza che vuole, nel teatro che vuole, nella televisione che vuole... Ma è sei mesi che scappa, quindi figuriamoci se ho paura".

Ma se Berlusconi dicesse il leader sono io?
"Non ci sono più leader calati dall'alto ma leader che vengono dal basso. Detto questo, il problema è domenica e non lunedì. Perché quando il presidente del Consiglio, come leggo su Repubblica, punta a provare a vincere grazie a migliaia e migliaia di voti di italiani all'estero della cui esistenza ho dubbi, il problema democratico e di libertà è domenica".

Lei teme brogli al referendum?
"Qua c'è un presidente del Consiglio che sta taroccando il referendum. Sta riempiendo di lettere, di promesse, di contratti, di assunzioni, di numeri falsi. Qua c'è veramente in ballo la democrazia. Io faccio un appello a chiunque legga Affaritaliani.it perché vada a votare e si legga la riforma. Due cose chiedo: che uno legga - non si fidi né di Salvini, né di Renzi o di altri - legga la riforma e poi ne tragga un giudizio. E chiedo anche che non si astenga, perché se tanta gente va a votare il No vince sicuro".

Perfino il 'cattivo' Schäuble tifa per il Sì...
"Come lui l'ambasciatore americano, la JP Morgan, il presidente della Commissione europea. Io leggo l'apertura di Affaritaliani.it in questo momento ('Terremoto, il Parlamento Ue: la ricostruzione fuori dal Patto di Stabilitá. Dalla Commissione 30 milioni di euro'), veramente a Bruxelles ci hanno preso per un popolo di sottosviluppati e ritengono che gli italiani siano deficienti".

Perché?
"Sembra un regalo che Bruxelles dica inizio a darvi 30 milioni per il terremoto. Siccome Renzi, e non io, ha detto che ogni anno l'Italia dà all'Unione europa 20 miliardi di euro, significa che sono 50 milioni al giorno. Quindi il fatto che ci diano indietro la metà dei soldi che gli diamo solo oggi, tutti noi come cittadini italiani, e che i telegiornali la propongano come una grande concessione, ci dice che pensano che con il Sì vinca una tribù di baluba telecomandata da Bruxelles. Ci danno per il terremoto la metà di quello che tutti noi, oggi come Italia, mandiamo a Bruxelles e qualcuno pensa che questa sia una conquista? E' veramente una cosa indegna".

Non teme che si vince il No lunedì vola lo spread e crolla la Borsa?
"L'avevano minacciato per la Brexit e Londra vola, l'avevano minacciato per Trump e New York vola, lo minacciano per Milano ma Milano volerà perché la gente non ne può più. Ho avuto oggi un pranzo con duecento persone, soprattutto imprenditori piccoli e medi, a Castelbelforte in provincia di Mantova e loro del Sì di Confindustria o di Coldiretti se ne strafottono. I padroni votano Sì, ma fortunatamente non ci sono solo capi. In Italia ci sono tante persone libere".

Ma quando Bossi dice che la base leghista non vuole più Salvini e che al congresso verrà cambiato il segretario federale?
"Ho incontrato migliaia di militanti della Lega e la base la conosco bene. Il resto lo lascio ai giornali".

C'è addirittura l'ipotesi che Bossi non venga più ricandidato alle prossime elezioni politiche. Conferma o smentisce?
"Essendoci un'emergenza in corso mi occupo solo di bloccare con il No questo incendio. Poi da lunedì parlerò di quello che conta di meno".

Mi scusi, ma secondo lei i cinesi se lo comprano il Milan o no?
"Bella domanda. Abbiamo passato mesi a inseguire Mr Bee, che poi è scomparso, stiamo inseguendo da mesi questi investitori cinesi senza che ci sia un nome. Io da tifoso son contento che ci sia un Milan giovane quest'anno, però qualche dubbio inizia a venirmi".

Continuano a spostare il closing...
"Mi sembra come le promesse di Renzi. Riduco le tasse, riduco le tasse, riduco le tasse... Poi vai a guardare e non cambia nulla. Il tifoso spera e domenica è a San Siro a guardare Milan-Crotone".

Ma quest'anno il Milan può vincere lo scudetto?
"La Juve è tanto più forte. E' come la battaglia sul referendum, Renzi è tanto più ricco. Ha milioni di euro, giornali, televisioni, supporter importanti... Però non sempre contanto solo i soldi e quindi chissà mai... La Juve ha tanti più soldi e calciatori più forti, però magari vince l'umiltà, sia in campionato che alle urne domenica".

Se le dicessero vince il Sì ma il Milan vince lo scudetto accetterebbe?
"Non baratto il futuro dei miei figli con un calcio al pallone. Nel nome del No mi perdo pure il derby di ritorno e quello che vuoi".

Pure il Milan retrocesso in Serie B pur di far vincere il No?
"Beh, non esageriamo".
 

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