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"Meno male che c'è Renzi". "Dio ci salvi". Due anni di governo

Due anni fa Matteo Renzi diventava premier. Affaritaliani.it ha raccolto il commento di venti esponenti politici, di tutti i partiti, proprio sul secondo compleanno del governo guidato dal segretario del Pd

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
matteo Renzi ape


Tra pochi giorni saranno due anni di Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Ventiquattro mesi che hanno segnato profondamente la politica italiana. Dal trionfo del Pd alle Europee del 2014 al Jobs Act, dalla riforma della Scuola alla legge elettorale fino al ddl Boschi e alle unioni civili.

Affaritaliani.it ha raccolto il commento di venti esponenti politici, di tutti i partiti, proprio sul secondo compleanno del governo Renzi.

Leonardo Impegno (deputato del Pd): "Si è fatto quello che si è promesso in vent'anni".

Antonio Misiani (deputato del Pd): "Un cambio di passo. Giudizio positivo".

Vinicio Peluffo (deputato del Pd): "Gli sforzi del governo Renzi sono tutti diretti a far ripartire l'economia e i primi segnali si stanno vedendo. Bisogna andare avanti con grande determinazione in questa direzione".

Roberto Formigoni (senatore di Ncd-Area Popolare): "Giudizio certamente positivo, io lo appoggio perché ritengo che ci siano state più luci che ombre. Il governo Renzi è partito con una velocità superiore, ora ha ralletato un po'. C'è una grave preoccupazione sulle vicende dell'economia e il negativissimo strappo sulle unioni civili, ma in questi due anni rimangono più luci che ombre. Però questa insistenza sulle unioni civili rischia di essere deleteria".

Vincenzo D'Anna (senatore di Ala): "Molte buone intenzioni, alcune realizzate e altre no".

Giovanni Mottola (deputato di Ala): "Ha provato a fare l'impossibile, cioè ricominciare a far funzionare la macchina dello Stato".

Gianfranco Librandi (deputato di Scelta Civica): "Meno male che c'è Renzi. Lo dico da imprenditore, visto che finalmente posso sedermi ai tavoli delle trattative senza essere preso in giro per la mancanza di etica o di serietà. Al di là del fatto che tutti i giorni, attraverso le agenzie di stampa, comunico al presidente del Consiglio che il mio punto di vista non è esattamente uguale al suo, meno male che c'è Renzi".

Patrizia Bisinella (senatrice di Fare!): "Ancora alla prova. Da un certo punto di vista sono state avviate riforme ferme da oltre vent'anni e certamente c'è stato un miglioramento e un passo in avanti. Resta ancora molto da fare, quindi il giudizio è sospeso e dipenderà dalla valutazione dei fatti. Per noi quello che conta è l'approccio pragmatico, quindi vedere i risultati. Importanti le aperture sul mercato del lavoro e sulle riforme, anche se si può fare di più sui tagli alla spesa pubblica, aspettiamo su questo punto i decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione per valutare che effetto avranno. Giudizio sospeso ma, passo dopo passo, valuteremo il governo Renzi alla prova dei fatti. Avanti quindi con il cambiamento e il rinnovamento".

Alfredo D'Attorre (deputato di Sinistra Italiana): "Mi pare che il divario tra promesse e risultati sia molto grande. C'è stato un tradimento delle speranze del popolo della sinistra, che si è trovato di fronte la realizzazione di molte proposte di Forza Italia, e, in generale, anche per l'Italia non mi pare che il bilancio sia positivo. Continuiamo a crescere la metà della media europea e su questione decisive come le banche o l'immigrazione in Europa la strategia del governo italiano mostra la corda".

Carlo Giovanardi (senatore del gruppo Idea): "Sono passato all'opposizione e quindi il mio giudizio è negativo. Prendiamo ad esempio lo sviluppo economico, i reati ambientali sono scritti in modo tale che chiunque abbia un'attività economica non capisce quando c'è e quando non c'è il reato stesso. Sull'incidente stradale stanno facendo una follia che rischia di mandare in galera per diciotto anni persone né drogate né ubriache. Poi le unioni civili, una legge azzardata e scritta male. Per non parlare della riforma costituzionale che trasforma il Senato nel dopo-lavoro dei Consigli Regionali. Giudizio negativo".

Mario Michele Giarrusso (senatore del M5S): "Un fallimento su tutta la linea. Il disastro della scuola, del Job Act con una riduzione dei diritti, la cancellazione dei poteri dei cittadini con la riforma costituzionale, nessuna ripresa economica malgrado i parametri positivi. Diciamo che comunque Renzi ha ancora del tempo per fare perfino peggio di così".

Carla Ruocco (deputata del M5S): "Inaffidabilità più totale, solo slogan e nulla di fatto".

Daniela Santanchè (deputata di Forza Italia): "Nefasto. Le Borse che sono crollate, lo spread che è aumentato, i debiti della P.A. nei confronti delle aziende che non sono stati pagati, il depistaggio usando il corpo delle donne per far dimenticare tutti gli errori del governo Renzi anche nei rapporti internazionali. Quindi nefasto".

Antonio Razzi (senatore di Forza Italia): "Sono stati due anni di sacrifici per gli italiani. Lui dice che l'Italia si sta riprendendo, ma riprendendo che cosa? La sua tasca, forse, ma non quella degli italiani".

Gianfranco Rotondi (presidente di Rivoluzione Cristiana): "Ha garantito stabilità. I risultati? Un doroteo mascherato da gollista".

Massimiliano Fedriga (capogruppo della Lega Nord alla Camera): "Un disatro totale. E non lo dice la Lega, lo dicono i dati sulla disoccupazione, sulla crescita economica e sul debito pubblico. Un fallimento totale malgrado le slide che Renzi manda in giro via mail".

Gianluca Pini (deputato della Lega Nord): "Un disastro. Una caduta verticale della credibilità del nostro Paese sul piano internazionale. Un rimescolamento delle carte per tentare di nascondere la verità sui conti pubblici, un impoverimento sempre più drammatico delle risorse per la gente comune che si manifesta nella mancanza di ripresa economica e nel crollo dei posti di lavoro".

Maurizio Bianconi (deputato di Conservatori Riformisti): "Tanto fumo e poco arrosto".

Ignazio La Russa (deputato di Fratelli d'Italia-An): "Che Dio ci salvi dai prossimi due di governo Renzi".

Marco Rizzo (segretario generale del Partito Comunista): "Un dipendente dell'Unione europea, del Fondo Monetario Internazionale e della Nato. Ultimamente, percependo il profondo malessere del popolo italiano, sta provando (urlando in Italia e inginocchiandosi a Bruxelles e a Francoforte) ad "alzare un ditino", ma i veri poteri (Berlusconi docet) con Borse e spread gli stanno facendo capire che fine può fare chi non ubbidisce alla Troika. Serve la rivluzione".
 

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