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Renzi imita Trump e attacca l'Ue perché ha paura di Salvini

Matteo versus Matteo. "Serenizzazione" in agguato per il Giovin dell'Arno

Di Giuseppe Vatinno
renzi salvini ape


Matteo Renzi, quello dell'Arno, ora ha paura di essere "serenizzato" il 4 dicembre e con abile capriola cerca di intercettare addirittura il potente vento che comincia a soffiare impetuoso e gagliardo da oltre oceano.
E' l'"effetto - Trump" bellezza, si potrebbe parafrasare…
Non che l'altro Matteo, quello padano per intenderci se ne stia con le mani in mano; il vento amico l'ha intercettato subito e si è fatto il selfie un po' contestato con Trump ma se l'è fatto in tempi non sospetti e non ora dove tutti sono diventati improvvisamente trumpisti dell'ultima ora.
Renzi ha capito che sta rischiando grosso con questo maledetto (per lui) referendum costituzionale che sembrava ricoperto di una pasta luccicante di oro colato e rubini quando il vento in poppa del 41% soffiava forte sulle vele Pd ma che ora con il consenso in calo si aggira come una oscura maledizione sulla fragile barca delle riforme tanto che Alfano in maniera spudorata cerca di allontanarlo con tutti i mezzi per stare vinavillizzato sulla sua bella poltrona ministeriale da cui ha rifilato migranti a go go a tutti i comuni italiani.
Ed ora Renzi fa la voce grossa e fa il fregoli di Salvini, dice quasi le stesse cose, si fa anti-europeista, anti-Equitalia (rafforzata da lui nel suo mandato) proprio lui da anni alfiere e paladino della Madama Teutonica che ha distrutto la Grecia e ora si appresta a farlo anche con l'Italia grazie al suo IV Reich economico.
Renzi ha fiutato l'aria e così ha dato mandato alla cospicua delegazione italiana a Bruxelles di porre riserve sulla approvazione del bilancio Ue, lanciando nel contempo strali contro i Paesi dell'Est che vogliono "innalzare muri", come l'Ungheria di Orban e con buona pace di Papa Francesco che invece vuole un altro tipo di edilizia e cioè i ponti e continua a ripete il mantra dell'amore ma sempre meno ascoltato dalla gente e quindi dei politici che dal voto popolare dipendono in democrazia.
La crisi economica del 2008 (peraltro originatasi proprio negli Usa, non ce lo dimentichiamo) non è affatto passata come vogliono farci credere ma la gente comune non ha bisogno delle potenti (e costose) analisi finanziarie dei vari Draghi per farsi un'idea di quello che sta veramente accadendo sul suo territorio, gli basta vedere il bar latteria chiudere strozzato dai minimarket asiatici che spesso violano le regole igieniche (come l'esposizione in strada delle merci, intanto i vigili stanno a guardare) e soprattutto economiche e si sono ficcati nelle agevolazioni fiscali come un coltello nel burro.
Ammettiamolo, ammettetelo: si è esagerato con il "mondo alla rovescia" ed ora la classe politica e in specie la sinistra nostrana incomincia a prenderne atto se non per onestà intellettuale almeno per convenienza.
La gente si è scocciata di subire dittature dalle minoranze che si vanno ad aggiungere alla terribile crisi economica, peggio di quella del '29, di fatto.
Renzi ha peccato di quella che i greci chiamavano hybris, Renzi ha fatto il classico ma non si ricorda forse bene cosa significa questo termine: tracotanza, esuberanza eccessiva, spavalderia, puntualmente punita dagli dei nelle tragedie greche e ora più prosaicamente dagli elettori.

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