Ottimismo nel quartier generale del presidente del Consiglio. Secondo indiscrezioni che circolano in ambienti parlamentari - maggioranza e opposizione - raccolte da
Affaritaliani.it,
la maggioranza della Corte Costituzionale sarebbe orientata a dare il via libera al Lodo Alfano, dopo che il pm Fabio De Pasquale ha sollevato un'eccezione di costituzionalità nel processo che vede imputato, fra gli altri, il premier Silvio Berlusconi per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset.
La Consulta non sarebbe compatta nella decisione, ma la maggioranza - stando alle fonti politiche - giudicherebbe il testo approvato dal Parlamento conforme alla Carta, anche perché firmato dal presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano, dopo un attento esame.
In sostanza la legge avrebbe accolto i precedenti rilievi mossi proprio dalla Consulta sul Lodo Schifani. La Corte Costituzionale, pur ritenendo più idonea una riforma costituzionale, salvo ovviamente colpi di scena, rigetterebbe l'eccezione di costituzionalità sollevata dai magistrati milanesi.
Il lodo Alfano - LA SCHEDA
Nel giugno 2008 il Governo Berlusconi IV ha espresso la volontà di riproporre un nuovo disegno di legge sulle immunità alle alte cariche (stavolta solo le prime quattro, facendo cioè rientrare il Presidente del Consiglio ma escludendo quello della Corte Costituzionale): è stato denominato lodo Alfano dal nome del proponente, il ministro della Giustizia Angelino Alfano. A parere del guardasigilli, il nuovo provvedimento si differenzierebbe dall'originale proposto da Schifani in quanto compatibile con quanto indicato nella sentenza della Consulta. Le modifiche apportate da questo Lodo al precedente sono comunque molte, tra cui il termine di legislatura per la sospensione dei processi e la possibilità di proseguire con le azioni civili di risarcimento.
Il testo reca talune modifiche rispetto a quello precedente caduto, come detto, al vaglio della Corte Costituzionale, prime fra tutte il termine di legislatura per la sospensione dei processi e poi la possibilità di proseguire con le azioni civili di risarcimento. La coincidenza della rapida approvazione di questo disegno legge con l'imminente conclusione del processo a Milano sulla corruzione in atti giudiziari dell'avvocato inglese David Mills che vedeva come coimputato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha alimentato le proteste dell'opposizione.