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Rosatellum bis: habemus legge elettorale. Quasi

Legge elettorale: avanza il Rosatellum, una legge per un'Italia che non vuole rischiare

Di Daniele Rosa
Rosatellum bis: habemus legge elettorale. Quasi

Rosatellum: una riforma perfettibile, ma almeno una riforma.

 

La nuova legge elettorale permetterebbe ai cittadini italiani di votare sia per il Senato che per la  Camera con un unico sistema, e già non è poca cosa.

Ora, dopo aver passato la prova del voto segreto alla Camera, si rivolge al Senato per la definitiva consacrazione.

E così il patto a quattro tra PD, Lega, Forza Italia e Alternativa Popolare al momento ha tenuto, per buona pace delle esternazioni di Giorgio Napolitano, le proteste dei piccoli partiti e del Movimento a 5 stelle. Un Movimento che ha manifestato a più riprese  in piazza a Montecitorio, di fronte a poche persone e senza la presenza del lider maximo Beppe Grillo.

 

ROSATELLUM BIS: HABEMUS LEGGE ELETTORALE, UNA RIFORMA EVITA RISCHI


Sarebbe quasi un miracolo poter avere in tempi ' moderatamente brevi' una riforma elettorale e soprattutto una legge che, pur essendo chiaramente un accordo per privilegiare coalizioni , probabilmente esprime il desiderio del paese e dell'Europa di evitare avventure e rischiose fughe in avanti. Tradotto : un paese a guida grillina.

E ,in fondo, questa volontà (di cui gli italiani sono più o meno consapevoli), viene rilevata anche dai sondaggi sulle indicazioni di voto. Sondaggi periodicamente richiesti soprattutto dai partiti per misurare l'aria che tira.
Uno dei più recenti ( del 10 di ottobre) e accreditati conferma il PD al 29.5%, MDP al 3.5%, Sinistra Italiana al 2% e altri del Centro Sinistra al 2%.

 

ROSATELLUM BIS: HABEMUS LEGGE ELETTORALE, TRE GRANDI BLOCCHI


Sul fronte della destra la Lega si posiziona al 13.5%, Forza Italia al 12% e Fratelli d'Italia al 5%, le forze Ncd di Angelino Alfano al 3% e il blocco di Stefano Parisi, praticamente scompare, con uno 0,5%

I grillini rimangono forti ma isolati al 28.5% e altri allo 0.5%.

Ovviamente per capire pienamente il 'sentiment' dell'elettorato mancano ancora due appuntamenti, ritenuti da tutti molto importanti : i referendum di Lombardia e Veneto e il voto in Sicilia.
Le indicazioni di voto per l'isola accreditano il candidato del centro destra Nello Musimeci al 42%, il 33% per il candidato grillino Giancarlo Cancellieri, e il 16% per Fabrizio Micari del centrosinistra.

Una situazione che a livello nazionale esprimerebbe tre grandi blocchi che potrebbe accordarsi per formare un governo.
Ovviamente non volendo apparentarsi con nessuno i Grillini sono destinati all'opposizione e il Governo italiano potrebbe così diventare una guida PD Forza Italia con alla testa Paolo Gentiloni.
L'attuale premier è in fondo l'unico che si è guadagnato sul campo credibilità sia a livello nazionale che internazionale.

L'approvazione del Rosatellum di ieri, pur con tutti i limiti di una riforma non perfetta, esprime il sentimento di un paese che vuole andare a votare ma evitando sia rischiose fughe in avanti e pure la perdita del treno della ripresa.
Per guidare la settima potenza industriale del mondo non necessitano altissimi statisti ma persone serie e credibili e non i dilettanti allo sbaraglio.

 

 

 

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