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Rutelli e l'accusa di De Magistris. Fronte bipartisan: provocazione

Venerdí 30.01.2009 09:23

 

La procura di Roma ha aperto un fascicolo intestato atti relativi, al momento senza indagati né ipotesi di reato, sull'archivio Genchi. L'iniziativa del procuratore Giovanni Ferrara è successiva all'arrivo delle carte da parte della procura generale di Catanzaro.

LEGGI LE CARTE

Le intercettazioni della Tangentopoli napoletana

Bufera giudiziaria di Napoli: affari e intrecci della Romeo

Così Romeo e Nugnes si congratulano per la delibera. I colloqui

La nota integrale della procura di Napoli

L'ORDINANZA DEI GIUDICI (PDF)
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La "solidarietà e la vicinanza" che il segretario del Partito Democratico Walter Veltroni esprime a Francesco Rutelli alla vigilia di importanti appuntamenti del comitato parlamentare che presiede con autorevolezza ed equilibrio, la dicono lunga su quale sia il clima di queste ore. Perché infiamma il dibattito politico l'ordinanza del Tribunale del riesame firmata da Luigi De Magistris per confermare l'arresto dell'imprenditore napoletano Alfredo Romeo, che contiene giudizi molto pesanti sul ruolo di Rutelli. Frasi tanto dure da far ipotizzare al Centrosinistra, ma anche ai parlamentari della maggioranza, che si tratti di una vera e propria "provocazione" in vista di quanto accadrà oggi.

Nell'aula di palazzo San Macuto a Roma, Francesco Rutelli guiderà i "controllori", Luigi De Magistris sarà il "controllato". Il magistrato dovrà chiarire con quali modalità abbia consentito al consulente Gioacchino Genchi, anche lui convocato, di acquisire tabulati telefonici nell'ambito dell'inchiesta «Why not» che guidava quando era pubblico ministero a Catanzaro. In particolare quelli che riguardano le utenze di ufficiali appartenenti ai servizi segreti. Due giorni fa, a Napoli, è accaduto il contrario: è stato De Magistris a giudicare e ha definito prima "consolidati" e poi "francamente poco chiari" i "rapporti tra Rutelli e Romeo".

Ieri mattina, dopo aver letto i giornali, il presidente del Copasir ha riflettuto a lungo sull'opportunità di fare dichiarazioni pubbliche. I suoi collaboratori gli hanno consigliato di tacere, convinti — come del resto i suoi legali — che qualsiasi affermazione avrebbe potuto inficiare la seduta odierna del Comitato. Alla fine è stata l'avvocato Paola Severino ad annunciare di aver "ricevuto incarico dal presidente Rutelli di tutelare nelle sedi competenti la sua onorabilità rispetto ad alcune frasi enucleate dalla voluminosa ordinanza del Tribunale del riesame di Napoli e riprese da alcuni giornali. Come lo stesso senatore Rutelli ha dichiarato in qualità di persona informata sui fatti ai pubblici ministeri di Napoli, egli non ha mai avuto alcun colloquio, alcuna telefonata con il dottor Romeo, né qualsivoglia rapporto con le attività dello stesso".

Tanto è bastato perché i componenti del Pdl del Copasir — il vicepresidente Giuseppe Esposito e i componenti Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello — firmassero una nota congiunta per "denunciare quello che ha tutte le sembianze di un tentativo di intimidazione" ed "esprimere al presidente Rutelli tutta la nostra solidarietà personale e istituzionale". Il Partito Democratico fa muro attorno a Rutelli. Tocca al vicepresidente dei senatori Luigi Zanda definire quello di De Magistris "un linguaggio allusivo e indeterminato, capace di gettare fango ma non in grado di dimostrare assolutamente nulla. Accade troppo spesso di leggere sui giornali estratti di atti giudiziari scritti e diffusi con la stessa disinvoltura con cui si costruiscono i gossip. Questo stile fa male ai cittadini e ancor più male alla giustizia che, oltre a perseguire i colpevoli, dovrebbe sempre preoccuparsi di proteggere le persone per bene".


L'imprenditore Alfredo Romeo
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