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Politica
Salvini come Bettino Craxi sull'Europa. E l'odio contro di lui diventa voti

La guerra è finita più di settant’anni fa. Il fascismo non c’è più, il nazismo è perito definitivamente con la liberazione di Berlino. Tutto il resto sono chiacchiere da bar o “scemenze” di opinionisti ottusi e retrogradi.

Negli Stati Uniti muori sull’Hudson o sulle coste del New Jersey se non ti presenti senza un minimo di autorizzazione per entrare nei porti. Negli Stati Uniti vieni reimbarcato immediatamente se non hai tutti i documenti al posto giusto. Negli Stati Uniti vai dentro immediatamente, e con tanto di “schiavettoni” ai piedi, se provi a forzare le misure di sicurezza anti immigrazione. E questo non succede ora con Trump ma sin dai tempi di Kennedy. In Francia prendi le bastonate sul “groppone” se ti azzardi a valicare il “confino” di Bardonecchia. Puoi essere anche una donna incinta, loro ti fanno crepare lo stesso. In Germania, se sei irregolare, vieni cacciato come un cane. In Australia, se ti azzardi a presentarti senza uno straccio di permesso, il primo volo di ritorno è il tuo. A Malta puoi anche piangere in greco, rimani al largo!

Eppure, non stiamo parlando di Nazioni ove vige un regime spietato e dittatoriale. Tutt’altro. Sono il futuro della civiltà e dell’integrazione universale, governi che esprimono il massimo della democrazia, talvolta presi da esempio anche dagli appassionati “ricconi” finti sinistrorsi. Eppure a quei Paesi così evoluti non si dice nulla, tutto pare scivolare inspiegabilmente.   

E allora l’imbecillità si aggrappa alla solita “fuffa”. “Si, ma anche noi un tempo siamo stati immigrati come loro”. Peccato che però i “nostri” bisnonni (nei primi del Novecento) avevano documenti in regola e un contratto di lavoro ad attenderli. Tuttavia, da Ellis Island, se eri irregolare, venivi rispedito al mittente. In milioni è toccata quella sorte. Giusto? Non giusto? Erano le leggi della grande America.      

Qui, l’attuale Ministro dell’Interno, non chiede di affondare a suon di Tomahawk le imbarcazioni ma sta semplicemente pretendendo regole e chiarezza. Né più né meno. E, cari caproni che non siete altro, chi desidera questo genere di chiarificazione territoriale non è Salvini ma gli italiani!!! Ve lo volete mettere bene in testa?! Sono gli italiani che vogliono vivere tranquilli. OVVERO IL POPOLO SOVRANO!

Andate per logica.  Dal 3 al 18% in pochi anni e ora le intenzioni di voto lo danno quasi al 30%. Esiste ancora la democrazia in questo Paese? Se è vero come è vero che il consenso popolare espletato tramite suffragio universale è la “sacralità” della democrazia non si capisce bene il perché di tutta questa collera nei confronti del Vice Premier. Ogni suo Tweet è un punto percentuale in più per la Lega, ogni suo discorso ne sono tre.   Fa scalpore il censimento (già fatto tra l’altro dal Pd in Emilia Romagna) ma non ci si indigna sulla ferocissima mafia nigeriana che sta spadroneggiando a Castel Volturno. 

Si fanno passeggiate a suon di lumini e slogan antifascisti contro il “folle” leghista che spara alla comunità nera ma si soprassiede sulla ragazza fatta a pezzi nella stessa Macerata. Si grida al nazismo ma non ci si preoccupa delle condizioni precarie di milioni di nostri connazionali, in povertà quasi assoluta.

Ci si scandalizza per il blocco di un barcone ONG battente bandiere olandese ma non ci si chiede quanta criminalità organizzata c’è dietro a tale business che per anni regna nel mediterraneo. Foraggiamo mafie, scafisti, stupri, furti, droga, prostituzione, criminalità (nostrana ed africana), pedofilia, armi e riti iniziatici di ogni genere. Giovani bambine e donne le prime a subirne le conseguenze. Sicilia, Campania, Calabria, caporalato in Puglia. Andiamo avanti così e questa Penisola presto diventerà non una terra di confine ma un terra di guerriglia. Che poi, a dirla tutta, l’idea del censimento equivale all’identificazione.

Se non puoi identificare non puoi neanche perseguire. Questo genera poi latitanza e mancanza di controlli e legalità.  In Sicilia, già martoriata di suo, ci sono interi quartieri completamente alla mercé della criminalità d’oltre stretto in combutta con quella italiana. La Termini è terra di nessuno, le periferie campane luoghi di perdizione e massacri, le metro milanesi oramai invivibili e i “sobborghi” di molte belle cittadine italiane (nord e sud) “patrie” dell’oblio. Chiedetelo agli abitanti locali. Aprite gli occhi e andate con le telecamere laddove c’è vera disperazione.      

Una volta un tale disse: “C’è da chiedersi perché si continua a magnificare l’entrata in Europa come una sorta di miraggio, dietro il quale si delineano le delizie del Paradiso terrestre. Non sarà così. Alle condizioni attuali, dal quadro dei vincoli così come sono stati definiti, ad aspettare l’Italia non c’è affatto un Paradiso terrestre. Senza una nuova trattativa e senza una definizione di nuove condizioni, l’Italia nella migliore delle ipotesi finirà in un limbo, ma nella peggiore andrà all’inferno”. Sembrano parole uscite dalla bocca di Matteo Salvini ma in realtà quel tale era il profetico Bettino Craxi. Lo disse decine di anni fa e, a quanto pare, il suo pensiero si sta materializzando in maniera perfetta. Poi l’ha pagata molto cara ovviamente.  La debolezza della zona mediterranea dell’Euro è stata scritta e voluta a tavolino già da tempo. Salvini vuole stroncare questa linea di degradamento totale che, in un futuro relativamente breve, ci condurrà al collasso sociale. Si grida al colpo di stato per un richiesta di censimento ma non ci si incazza come bestie feroci sui miliardi elargiti ai banchieri e finiti nelle tasche dei soliti noti. Ma fate piuttosto una bella commissione d’inchiesta (di quella tosta) che scopra tutti gli altarini della mega finanza anziché disturbare chi sta tentando di farsi valere come uomo, come padre e come Politico italiano.

Più “cianciate” come sempliciotti, più vi innalzate a paladini del buonismo, più vi contrapponete violentemente al suo operato e più gli fornirete una bella mano a diventare Eroe nazionale. Bene. Continuate a farlo. In Marina direbbero: “ALLA VIA COSI’…”.

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