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Politica
Salvini:"La prof sospesa torni a scuola.Vorrei incontrarla". Alunni mobilitati

“Giovedì prossimo sarò a Palermo a testimoniare la lotta alla mafia e per onorare la memoria del giudice Falcone e dei caduti della strage di Capaci. Sono sicuro, e ne sarei felice, che ci sarà anche modo di incontrare la professoressa Rosa Maria Dell’Aria, che mi auguro possa tornare quanto prima al suo lavoro a scuola, e gli studenti di quella scuola per spiegare cosa sto facendo per la sicurezza del mio Paese e la distanza abissale tra le mie idee e progetti e le leggi razziali del periodo fascista”. Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini in una nota. Smorza le tensioni il leader della Lega dopo il provvedimento, e la conseguente polemica, di sospensione della professoressa a causa di un filmato prodotto dagli alunni che comparava le leggi razziali del 1938 al decreto sicurezza voluto da Matteo Salvini e i carroccio.

Giorgetti: “Vicenda strumentalizzata”

La vicenda della professoressa sospesa per un video degli alunni su Salvini "mi sembra molto strumentalizzata, non è una decisione che arriva dal governo, è stata assunta da parte della scuola, se lo hanno fatto qualche motivo ci sarà". La pensa così il sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti, oggi nella bergamasca per diversi appuntamenti elettorali. "Non credo sia assolutamente per indicazione da parte del governo e di Salvini" conclude.  

Presidio degli studenti davanti alla prefettura

Presidio di studenti, oggi pomeriggio, davanti alla prefettura di Palermo per chiedere la revoca del provvedimento disciplinare contro la docente del Vittorio Emanuele III. In una nota, gli "studenti delle scuole palermitane" annunciano la mobilitazione per "manifestare dissenso contro le continue  intimidazioni a studenti e professori inflitte dal governo Salvini". "Questo clima - continuano gli studenti - è intollerabile! La Lega e i suoi galoppini minacciano tutti i pilastri democratici. Ciò che è avvenuto a Palermo è sintomatico della situazione politica del Paese: è un campanello d’allarme da non sottovalutare. Anzi! Per queste ragioni noi, studenti delle scuole palermitane, invitiamo i nostri compagni e amici, le associazioni, i sindacati ed i partiti, tutti i cittadini democratici a manifestare, oggi pomeriggio, davanti la prefettura di Palermo per pretendere l’immediata revoca del provvedimento contro la docente".

Sono arrivati in centinaia davanti la prefettura per chiedere l'immediata revoca del provvedimento disciplinare emesso contro la docente del Vittorio Emanuele III. Studenti, docenti, ricercatori, sindacati e cittadini hanno preso parte al presidio indetto dagli studenti palermitani per manifestare il proprio dissenso contro le continue intimidazioni a studenti e professori inflitte dal governo. La docente d'italiano è stata accusata di non aver vigilato sull'attività dei suoi studenti che hanno paragonato il Decreto Sicurezza di Matteo Salvini alle leggi razziali fasciste; 15 giorni di sospensione e stipendio dimezzato è la pena comunicata ieri dal Provveditorato all’istruzione palermitano. La manifestazione è stata convocata via Facebook con un post pubblicato ieri sera e il 'passaparola' per far scattare la mobilitazione. “No alla censura nelle scuole”, “Liberi di pensare con la nostra testa”, “La scuola non è una caserma” sono le frasi negli striscioni preparati dagli studenti ed esposti al presidio.  "Per ogni sospensione, per ogni abuso pagherete caro pagherete tutto", "Le nostre scuole non sono caserme, la cultura non si arrende" sono i cori che vengono urlati. Alla manifestazione ha partecipato anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. 

"Questo clima è intollerabile! La Lega e i suoi galoppini minacciano tutti i pilastri democratici, provveditorato e forze dell’ordine prestano la loro manovalanza a questo terribile disegno. Ciò che è avvenuto a Palermo è sintomatico della situazione politica del Paese: è un campanello d’allarme da non sottovalutare, anzi! Questa sospensione, inferta per mano del provveditorato all'istruzione della provincia di Palermo, rappresenta la volontà politica del Ministro dell'Interno Matteo Salvini di limitare la libertà di parola di studenti e professori Dopo il decreto Scuole Sicure che mira a far diventare le scuole delle vere e proprie caserme in cui siamo costantemente controllati da telecamere e polizia, arriva pure la censura per chi non è allineato alla politica del Ministro padano. Con questo presidio vogliamo manifestare in maniera tangibile la nostra solidarietà alla professoressa e ai suoi studenti, è importante opporsi per impedire che azioni come queste diventino la normalità. Pretendiamo che la sospensione venga immediatamente revocata affinché possa essere ristabilita la sacrosanta libertà di espressione nelle scuole palermitane” dice Ludovica Di Prima, portavoce del coordinamento Studenti Autonomi Palermitani. Nel frattempo, il presidio decide di muoversi in corteo verso il Vittorio Emanuele III dove è in corso un altro presidio di solidarietà e a cui sta prendendo parte la docente sospesa.

Landini: “Quanto successo non è accettabile”

“Quello che ti è successo, cioè essere sospesa mentre stavi facendo il tuo lavoro con libertà e dignità, non è accettabile. Chiediamo che quel provvedimento sia ritirato immediatamente e che tu possa tornare a insegnare con la passione e l’impegno che ti sono da tutti riconosciuti”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in un video messaggio di solidarietà, a nome proprio e di tutta la Cgil, diretto alla professoressa Rosa Maria Dall’Aria, postato oggi sui canali social e sul sito della Cgil nazionale. “Quanto accaduto - prosegue Landini - è un atto brutto che, in Italia, si inserisce in un quadro dove si verificano troppi atti autoritari e intimidatori che non possono essere accettati. Le istituzioni repubblicane a ogni livello hanno il compito di difendere la Costituzione e devono svolgerlo fino in fondo. Esprimiamo vicinanza alla professoressa, difendiamo il diritto degli studenti a dire quello che pensano e scendiamo in piazza perché in ballo c’è la libertà e la tenuta democratica del Paese”. “Invitiamo tutti - conclude il segretario generale della Cgil nel video messaggio - a mobilitarsi fino al rientro al lavoro della professoressa Dell’Aria perché solo così avrà prevalso la Costituzione, la libertà e la democrazia”.

 

 

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