Sicilia/ Micciché molla Musumeci

A due mesi esatti dalle elezioni in Sicilia si rimescolano ancora una volta le carte. Il capo di Grande Sud Gianfranco Miccichè rompe con il leader isolano della Destra, Nello Musumeci, da lui stesso candidato alla presidenza della Regione appena una settimana fa, e torna in campo con una coalizione comprendente Fli, il Partito dei siciliani (il nuovo nome dell'Mpa di Lombardo) e il Movimento popolare siciliano, un partitino locale di recente fondato dal presidente della commissione Bilancio dell'Ars, Riccaro Savona. La mappa delle elezioni in Sicilia

Martedì, 28 agosto 2012 - 12:39:00


A due mesi esatti dalle elezioni in Sicilia si rimescolano ancora una volta le carte. Il capo di Grande Sud Gianfranco Miccichè rompe con il leader isolano della Destra, Nello Musumeci, da lui stesso candidato alla presidenza della Regione appena una settimana fa, e torna in campo con una coalizione comprendente Fli, il Partito dei siciliani (il nuovo nome dell'Mpa di Lombardo) e il Movimento popolare siciliano, un partitino locale di recente fondato dal presidente della commissione Bilancio dell'Ars, Riccaro Savona.

Dopo la mossa di Micciche', maturata ieri a tarda sera con una calibrata sequenza di comunicati dei sudisti e dei loro nuovi alleati, Musumeci continua la corsa appoggiato dai seguaci di Storace, dal Pid di Saverio Romano, e dal Pdl, che aveva subito abbracciato la sua candidatura con un entusiasmo visto da Grande Sud e dai lombardiani come un tentativo di espropriarli della guida del progetto. A dirlo esplicitamente, il finiano Carmelo Briguglio, che ha lamentato "il rifluire della candidatura di Musumeci nell'alveo stretto del Pdl".
 
Il centrodestra che si era espanso negli ultimi giorni inglobando un arco di forze molto ampio e dotato sulla carta di grande potenza elettorale, dunque si ridimensiona con la perdita delle consistenti truppe sicilianiste. Un aggettivo, questo, che e' la chiave del discorso politico di Micciche' e dei suoi alleati. Musumeci e' stato scaricato da Grande Sud proprio perche' "non ha sposato lo spirito siciliani sta di Micciche'", ha detto il segretario regionale sudista Pippo Fallica nel comunicato che ieri sera ha aperto il valzer delle note dei leader locali che hanno dato vita nel giro di un'oretta alla nuova alleanza. Con uguale metafora nuziale si era espresso il popolar-sicilianista Savona: "Chi ha sposato le tesi dell'autonomismo come sintesi tra la storia della Sicilia ed il suo futuro, non puo' ritrovarsi in chi della conservazione ha fatto il suo programma", ossia Musumeci.

L'ex presidente della Provincia di Catania e sottosegretario al Lavoro nell'ultimo governo Berlusconi, uno dei fondatori della Destra, stamattina in una conferenza stampa si e' rammaricato della rottura, ha parlato di "un clima di odio inimmaginabile" e ha assicurato che non ci ripensera'.
Musumeci ha detto che andra' avanti con il Pdl, la Destra, e la lista unica annunciata ieri a suo sostegno da Pid, Noi Sud e riformisti di Stefania Craxi, piu' un drappello di deputati regionali del Pdl che si richiamano alle posizioni dello scontento capogruppo all'Ars, Innocenzo Leontini. Leontini si era candidato, ma si e' fatto poi indietro per convergere su Musumeci.
 
Ma se la destra si frantuma, la sinistra non e' unita. L'eurodeputato del Pd, Rosario Crocetta, appoggiato dal suo partito solo dopo essere stato formalmente candidato dall'Udc e da ieri ufficialmente sostenuto anche dall'Api di Rutelli, puntava ad arruolare nella sua coalizione anche Fli, che invece ha preferito Micciche'. Non e' decollato il tentativo di dialogo del canidato democratico con l'Idv, ne' con la sinistra, confluita sul nome dell'esponente di Sel, Claudio Fava, che insidia la base di Crocetta con appelli alla base del Pd, presumendone un'insofferenza al patto con l'Udc.

Sullo sfondo di questo frammentato scenario, una composita pattuglia di outsider. Tra loro, il leader dei 'Forconi', Mariano Ferro, l'ex deputato regionale autonomista Cateno De Luca, noto per le sue maratone oratorie e le proteste colorite, con il cartello 'Rivoluzione siciliana', e ancora Gaspare Sturzo che con il suo 'Italiani liberi e forti' evoca il piu' noto don Luigi Sturzo, e la firma di 'Libero', Davide Giacolone.


 




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