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Politica
Sindaca Raggi, Milano e il Nord non sono schiavi di Roma

Opinabile quanto affermato dalla sindaca di Roma Virginia Raggi a chi gli chiedeva un commento sulla coincidenza temporale della “Milano Marathon” con la “Maratona di Roma”: “Milano – ha dichiarato Raggi - ci invidia...”

I cittadini di Milano e delle 8 regioni del Nord sono consapevoli che la democrazia è il singolo individuo e il federalismo un punto essenziale di essa. Vogliono eleggere i loro rappresentanti, donne e uomini che quasi conoscono di persona (micro collegi, elezione diretta… anche dei magistrati da cui saranno giudicati se sbagliano). Tolta la Pubblica amministrazione, sanno che la loro ricchezza è maggiore di quella del Centro e il Sud insieme, infatti tantissimi sono qui emigrati per lavorare (non certo perché preferivano la nebbia al mare… e purtroppo è anche arrivato ciò che di più antidemocratico ci sia: la mafia).

Sono consapevoli che quanto guadagnano è frutto del loro lavoro, vogliono pagare le tasse ma anche che esse siano trattenute sul  territorio (federalismo fiscale). Ritengono ingiusto che siano sproporzionalmente destinate allo Stato centralista senza ricevere nulla in cambio. Intanto le Regioni Lombardia e Veneto, guidate da Roberto Maroni e da Luca Zaia, indiranno, probabilmente a ottobre, un referendum sull’autonomia. E prima poi potrebbe anche verificarsi la secessione… non ci sono leggi e Costituzioni che tengano… se oltre il 75% dei cittadini (per dare una cifra di una maggioranza incontrovertibile) votasse democraticamente per essa, nessuno potrà fermare questa volontà. Come in Scozia, in Irlanda del Nord, in Catalogna. Altrimenti ci si comporta (inviare l’esercito) come la dittatura comunista cinese nei confronti del Tibet.

Quanto a Roma, i cittadini del Nord ritengono ingiusto finanziare il debito regresso del Comune, che ammonta a 12 miliardi, senza ricevere nulla in cambio. Niente di personale, al di là del singolo individuo, del singolo romano. Quindi… nessuna invidia! Anzi… prima o poi bisognerà togliere quelle parole dall’inno nazionale: “Italia schiava di Roma”. È vero che esso fu scritto nel 1847 da Goffredo Mameli quando si stava facendo l’Unità di Italia (il cosiddetto Risorgimento), ma dall’Unità sono passati 156 anni: si eliminino quelle parole: “schiava di Roma”: i cittadini di Milano e quelli del Nord sono liberissimi, non sono schiavi di nessuno, a maggior ragione simbolicamente.

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