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La base non ha tutti i torti... Non hanno proprio tutti i torti... In questi anni c'è stato un vaso non comunicante tra i sacrifici che sono stati fatti dai militanti e le scelte politiche e i risultati ottenuti dai gruppi dirigenti. Anzi, sembra quasi un po' l'inverso: tanto più i militanti si sono impegnanti tanto più i gruppi dirigenti hanno disatteso le loro aspettative".
L'eurodeputato dei Comunisti Italiani Marco Rizzo, intervistato da
Affaritaliani.it, analizza (e approva) la rabbia della base della sinistra radicale contro i vertici dei partiti.
"Pensiamo agli ultimi due anni del pessimo governo Prodi - attacca l'esponente del Pdci -, quando 142 deputati della cosiddetta sinistra radicale non hanno di fatto spostato di nulla un meccanismo che invece chiedeva molte aspettative.
Credo che la responsabilità maggiore sia anche di una modalità del governalismo che ha mutato socialmente i gruppi dirigenti dei partiti politici. Che cosa bisognerebbe fare? Secondo me bisognerebbe non parlare più di vicende organigrammatiche - ci uniamo con questo, facciamo quello - ma parlare in termini sociali".
Secondo Rizzo "l'unità deve essere proletaria, di classe. Perché ormai c'è uno schiacciamento verso il basso, il nuovo proletariato è l'80% della popolazione italiana.
Quindi i partiti comunisti dovrebbero saper dialogare con tutti i proletari che sono o esclusi da questa società o schiacciati sempre più verso il basso. E quindi, nella pratica concreta, essere alternativi agli schieramenti. Parlando di quelli con cui eravamo prima, essere totalmente alternativi al Pd. Credo che questa sia la cifra".