Guerra Fredda/ Le sexy curve delle spie russe. Foto

Quando Obama e Medvedev mangiavano il famoso hamburger della pace, pochi giorni prima degli arresti, il presidente Usa sapeva che l’Fbi era sulle tracce delle spie russe. Dopo il terremoto della spies story però il messaggio di Washington è chiaro: traccie residue della Guerra Fredda non impediranno che si consolidino i rapporti di fiducia con Mosca

Mercoledì, 30 giugno 2010 - 09:20:00

Anna spia russa

Quando Obama e Medvedev mangiavano il famoso hamburger della pace, pochi giorni prima degli arresti, il presidente Usa sapeva che l’Fbi era sulle tracce delle spie russe. Dopo il terremoto della spies story però il messaggio di Washington è chiaro: traccie residue della Guerra Fredda non impediranno che si consolidino i rapporti di fiducia con Mosca.

Mentre trapela l’identità di alcuni 007 russi, a partire dalla Mata Hari degli anni Duemila, Anna Chapman, l’amministrazione Obama getta acqua sul fuoco.

“Si, procediamo verso una più stretta relazione. La Guerra Fredda è alle spalle. I rapporti bilaterali lo dimostrano” dice il sotto segretario agli Affari Europei di Washington. “E credo che non molti tra di noi siano rimasti scioccati nel constatare che alcune vestigia di quel passato sono ancora vive”.

L’arresto di 10 agenti al soldo di Mosca negli Usa è sulle prime pagine della stampa russa. Da Mosca, oltre alle dure critiche a Washington dell’ex agente del Kgb, il Premier Vladimir Putin, arriva anche la chiave di lettura dei fatti degli esperti:

“Sia in Russia che negli Stati Uniti ci sono forze contrarie al nuovo corso delle relazioni bilaterali” spiega Andrei Kortunov. “Ritengono che il miglioramento non possa essere duraturo, che non ci sia fiducia reciproca. Per chi la pensa così, l’episodio è un conferma”.

Le spie russe erano a loro volta spiate dall’Fbi da ormai 7 anni. Dall’entourage del Presidente americano trapela il disappunto di Obama per la tempistica degli arresti, scattati poco dopo l’incontro col Presidente russo Dmitri Medvedev, e giustificati dal timore di una fuga dei sospetti.

Gli Stati Uniti, dunque, tentato di depotanziare il caso delle 11 spie russe arrestate domenica: "Non riteniamo che l'evento possa danneggiare le relazioni con Mosca", ha dichiarato - con toni estremamente conciliatori - un funzionario dal dipartimento di Stato americano, che come gli omologhi moscoviti tentano di gettare acqua sul fuoco. "Riteniamo di aver compiuto significativi progressi negli ultimi 18 mesi cercando di stabilire una relazione diversa con la Russia. E continueremo a farlo", ha dichiarato l'assistente segretario di Stato Philip Gordon sottolineando che la nuova collaborazione con Mosca continuera' nonostante il caso delle spie.

I dieci cittadini russi arrestati negli Stati Uniti non hanno commesso nessuna azione contro gli interessi americani. Così il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha difeso le presunte spie catturate dall'Fbi. "Stiamo parlando di cittadini russi andato negli Stati Uniti in momenti diversi e che non hanno commesso alcuna azione diretta contro gli interessi Usa", ha spiegato Lavrov, chiedendo alle autorità americane di garantire agli arrestati di essere assistiti dai consolati russi. Il ministero degli esteri russo, in viaggio a Gerusalemme, ritiene che gli arresti delle presunte spie russe in Usa siano "infondati" e che perseguano "obiettivi biasimevoli", rievocando i tempi della guerra fredda.

Mosca si rammarica inoltre che tutto ciò avvenga sullo sfondo del recente reset nei rapporti russo-americani. "Non ci sono chiari i motivi che hanno spinto il ministero della giustizia Usa ad esibirsi con dichiarazioni pubbliche fatte nello spirito di passioni spionistiche dei tempi della guerra fredda", ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri russo Andrei Nesterenko, definendo gli arresti «privi di fondamento" e "indecenti". "Esibizioni di tale genere si sono verificate anche in passato, quando i nostri rapporti tendevano a miglioravano", ha proseguito. Nesterenko ha espresso "profondo rammarico che ciò avvenga sullo sfondo del reset nei rapporti russo-americani lanciato dalla stessa amministrazione Usa". Mosca dunque chiederà spiegazioni a Washington.


Anna la rossa
LE IMMAGINI

LA VICENDA. Lunedì l’Fbi ha annunciato l’arresto di 10 sospette spie russe la cui missione, secondo i documenti del tribunale, era quella di cercare e costruire contatti in alcuni circoli politicamente influenti spacciandosi per civili. Gli agenti sono tutti accusati di spionaggio, un crimine che prevede una pena di 5 anni. Nove di loro sono accusati anche di riciclaggio di denaro e rischiano quindi fino a 20 anni di galera. Lo smantellamento di questa rete di spionaggio, è la conclusione di dieci anni di indagini dell’Fbi, secondo le autorità americane. Oggi un’undicesima presunta spia legata al gruppo è stata arrestata a Cipro. 

ANNA LA ROSSA, CURVE SEXY AL SERVIZIO DI MOSCA. Tra gli arrestati, sia uomini sia donne, indicati dal Dipartimento della Giustizia, solo uno, Mikhail Semenko, ha un nome palesemente russo.  Tutti gli altri hanno nomi dal suono inglese, ispanico, italo-americano (Michael Zottoli, che sostiene di essere un americano di origini canadesi) o greco. Anna la Rossa invece era una nuova recluta: 28 anni, capelli fulvi e curve sexy da modella di Victoria's Secret, divorziata e master in economia alla Rossijskij Universitet Druzby Narodov, la giovane "mata hari" è una delle undici spie la cui rete è stata smascherata ieri dall'Fbi. Come copertura Anna Chapman aveva una agenzia immobiliare online, Domdot.ru, per clienti di lingua russa. Abitava in un lussuoso appartamento del Financial District a Manhattan e da gennaio passava informazioni a un funzionario del governo di Mosca comunicando ala luce del sole attraverso una rete web criptata: dai tavolini dei caffè Starbucks o nelle librerie Barnes and Noble. Una settimana fa, l'ultimo contatto che l'ha messa definitivamente nei guai: un agente del'Fbi undercover l'ha avvicinata chiedendole di consegnare un passaporto falso ad un'altra agente segreta. "Sei pronta per questo passo?", le aveva chiesto la falsa spia. "Shit, yes", aveva garantito la mata hari. L'accordo era che Anna avrebbe incontrato il suo contatto e scambiato frasi di riconoscimento: Non ci siamo incontrati in California l'estate scorsa?. No, credo fossero gli Hamptons" (le spiagge dei newyorchesi ricchi e famosi). Alcuni nomi, secondo fonti del Dipartimento della Giustizia citate dalla Cnn, appartenevano ad americani morti. Un undicesimo individuo al centro dell'inchiesta è latitante: è stato identificato come Christopher Metsos. Il governo Usa avrebbe in particolare intercettato un messaggio del quartier generale dell'intelligence russa a Mosca, in cui si diceva che "siete stati inviati negli Usa per una missione a lungo termine. La vostra istruzione, i vostri conti bancari, auto e casa, hanno un solo obiettivo: riempire appieno la vostra missione, ossia cercare e sviluppare legami nei circoli politici americani ed inviarci messaggi segreti".

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