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Politica
Spread, Salvini finisce nell'angolo. Flat tax solo con l'aumento dell'Iva

Un'altra giornata di tensione sui mercati finanziari. Il differenziale tra il Btp decennale italiano e il Bund tedesco ha chiuso in rialzo a 283 punti dopo aver segnato un massimo a quota 292. Anche se forse è eccessivo parlare di allarme spread, l'intervento del ministro dell'Economia Giovanni Tria ("Ingiustificato il nevosismo dei mercati") dimostra come la preoccupazione inizi a serpeggiare seriamente anche in alcuni settori dell'esecutivo. Non certo nella Lega, però, visto che il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini ha risposto a chi gli domandava della fiammata del differenziale di non essere "assolutamente" preoccupato perché "prima viene il diritto al lavoro, alla vita e alla salute degli italiani".

Decisamente diverse, come spesso accade ultimamente, le parole del numero due del Carroccio, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti: "Spero che le vicende politiche italiane non siano condizionate dallo spread. Mi auguro che questa campagna elettorale finisca presto e che si arrivi subito a dopo il 26 maggio in modo che le cose siano più chiare. Lo dico anche per quelli che tirano su lo spread...". Criptico come sempre.

Ma che cosa sta succedendo sui mercati? C'è davvero un rischio Italia? "Le tensioni politiche interne creano volatilità, non ci sono dubbi", spiega ad Affaritaliani.it Massimo Gionso, consigliere delegato di Cfo Sim. Ma la sfiducia non riguarda soltanto il nostro Paese. Osservando infatti la curva dei tassi governativi si nota come nell'ultimo mese il Bund tedesco abbia stretto (come si dice in gergo) così come l'America. Andamento opposto, quindi con un ampliamento della curva dei tassi, per i cosiddetti Paesi periferici del Vecchio Continente, Italia inclusa.

"Viviamo in un contesto di paura sui destini dell'Europa e la risposta degli operatori è ovvia: fly to quality, ovvero si spostano ad esempio sul Bund che praticamente non rende niente ma almeno non suscita ansia e timore", afferma Gionso. In Italia, che già viene considerato sui mercati un Paese periferico, le baruffe quotidiane a livello di governo certo non aiutano. Anzi, aumentano ancora di più la tensione. "In Portogallo lo spread era sceso molto, ed è quindi giusto che risalga un po'. Anche la curva della Spagna si è allargata leggermente, ma questo fenomeno si vede maggiormente in Italia proprio per le continue liti nella maggioranza".

La debolezza dell'Italia va inqudrata in un contesto non positivo per l'intera Europa. Nonostante la Germania abbia comunicato una crescita del Pil dello 0,4% nel primo trimestre del 2019, gli investitori sanno che il Vecchio Continente resterà a lungo indietro rispetto agli Stati Uniti e ai Paesi dell'Estremo Oriente. "Le elezioni del 26 maggio sono un appuntamento importante ma non cruciale. I mercati guardano di più alla crescita e l'Europa non darà grandi soddisfazioni". Ma chi vende sui mercati i Btp? "Un po' tutti, sia le banche italiane sia quelle estere. Il clima di sfiducia è generalizzato e il 'sell' indistinto. Si alleggerisce sull'Italia per il contesto generale e per le tensioni politiche".

Guardando ai prossimi mesi e a dopo il voto per il Parlamento europeo, gli occhi degli investitori sono puntati sulla prossima Legge di Bilancio. E qui le parole di Gionso possono risultare sorprendenti, ma dal punto di vista finanziario sono quasi ovvie. "Un eventuale aumento dell'Iva, che ovviamente non piacerebbe ai cittadini, farebbe bene al nostro Btp. Così come un'eventuale patrimoniale. I titoli governativi sarebbero più solvibili grazie a maggiori entrare per lo Stato". Una tesi che può stupire chi mastica poco la finanza. Ma i mercati temono soprattutto i provvedimenti non supportati da un'adeguata copertura economica e a spaventare gli investitori sono in particolare le misure fatte in extra-deficit, proprio come Salvini che parla di flat tax senza aumento dell'Iva.

"Ad esempio - spiega Gionso - se il governo facesse la flat tax sterilizzando le clausole di salvaguardia, sforando così il tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil, lo spread aumenterebbe in maniera violenta andando ben oltre quota 300 punti". Ma non finisce qui. Un eventuale aumento dell'Iva avrebbe anche un altro effetto positivo, "provocherebbe un risveglio dell'inflazione, proprio quello che manca all'Italia per tenere sotto contro il debito rendendolo più solvibile". I mercati parlano chiaro e mandano un messaggio inequivocabile ai politici (Salvini in testa): piano con le parole, basta con le liti e niente promesse irrealizzabili. Meno male che il 26 maggio è vicino.

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