Trani, Berlusconi: Napolitano ha sconfessato il Csm

Giovedì, 18 marzo 2010 - 08:40:00

L'inchiesta di Trani, il Quirinale, il pericolo astensione, i giudici che "fanno politica". Berlusconi di nuovo a tutto campo in televisione. E' in una intervista al Tg2 della sera che il cavaliere pronuncia le parole più forti e forse non piaceranno troppo al Colle: "L'iniziativa del Csm (in seguito alle ispezioni a Trani, ndr.) è stata sconfessata dall'intervento del presidente Napolitano, ed è l'ennesima dimostrazione di un uso intollerabile della giustizia per fini di lotta politica contro di noi".

Nella stessa intervista Berluconi ribadisce quanto aveva detto oggi contro i magistrati e contro l'inchiesta di Trani. "I giudici sono scesi in campo", e quella è una "inchiesta risibile". "I  magistrati - aveva continuato il premier - hanno catalizzato su questi temi la campagna elettorale e ci hanno impedito, ci impediscono, di parlare delle tante cose decisive che abbiamo fatto come governo. Soprattutto ci impediscono di fare i confronti tra i nostri successi dei nostri governi, nazionale e regionali, e quelle che sono le clamorose inefficienze e gli sperperi della sinistra".

In precedenza, da Avezzano, un appello contro l'astensione. "La sinistra si affanna nel dire che ciò che è successo in Francia dove ha votato soltanto un elettore su due, succederà anche in Italia. Ma io non credo che sarà così perché gli italiani sono saggi e sanno bene che non andare a votare significa avvantaggiare la sinistra".

Così il presidente del Consiglio aveva invitato "tutti" ad andare a votare il 28 e il 29 marzo, rilanciando anche la manifestazione di sabato: "In piazza San Giovanni la nostra sarà una grande festa per difendere il diritto al voto, alla democrazia e a non essere spiati. In piazza diremo no alle menzogne, all'odio e all'invidia. Ancora una volta, alle prossime elezioni regionali, vinceremo". Confermata la partecipazione di Umberto Bossi, che parlerà dal palco.

E in serata, il presidente del Consiglio ha partecipato in una villa fuori Roma a una cena con i deputati del Pdl. A tutte le signore ha regalato una croce d'argento con un brillante. A una ha detto: "Che tristezza questo San Valentino passato da solo, senza un amore". Ma la star della serata è stato il giovane deputato Simone Baldelli. Su un maxischermo sono state proiettate le sue imitazioni di Tremonti, Cicchitto e Bondi. "E' la prova - ha detto il premier che noi, a differenza della sinistra, sappiamo divertirci".

Parlando di politica, ha sottolineato ancora l'urgenza di una riforma sulle intercettazioni: "Sarà la prima da fare dopo le elezioni. E dovremo anche andare avanti sulla riforma della giustizia".

Trani, Napolitano: "Rispettare indagini e ispettori"

"E' auspicabile che in un periodo di particolari tensioni politiche qual è quello della campagna per le elezioni regionali, si evitino drammatizzazioni e contrapposizioni, come sempre fuorvianti, sul piano istituzionale". E' questo il monito lanciato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una dichiarazione sull'inchiesta di Trani e sull'ispezione disposta dal ministro della Giustizia Angelino Alfano. Uno scontro che oggi si arricchisce di un nuovo capitolo con Alfano che si scaglia, così come ieri, contro il Csm.

Napolitano. L'intervento di Napolitano era atteso. E le sue sono parole che invitano al rispetto dei ruoli istituzionali. "Vanno rispettate in tutti i casi, compreso quello oggi all'attenzione dell'opinione pubblica - avverte il capo dello Stato - l'autonomia delle indagini e l'autonomia degli interventi ispettivi disposti dal ministro della Giustizia nei limiti dei suoi poteri". Il presidente ricorda come il Csm può esaminare le relazioni conclusive delle inchieste degli ispettori "ma non non pronunciarsi preventivamente sullo svolgimento di dette inchieste". Allo stesso tempo le ispezioni del ministero "non possono interferire nell'attività di indagine di qualsiasi Procura, esistendo nell'ordinamento i rimedi opportuni nei confronti di eventuali violazioni compiute dai magistrati titolari dei procedimenti".

Mancino: "No alle interferenze". Alfano: "Poca lealtà". Resta alta la tensione tra il Csm e il ministro Alfano."Nessuna ispezione può interferire nelle indagini giudiziarie" dice il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, dopo che ieri il ministro della Giustizia aveva accusato il Csm di violare la Costituzione per aver aperto una pratica sull'ispezione a Trani. Pur non negando "la legittima facoltà del ministro di inviare ispettori" alla procura di Trani, Mancino difende la facoltà dei giudici di indagare senza condizionamenti. Mancino spiega inoltre che il comitato di presidenza ha scelto la sesta commissione consiliare e non la prima proprio "per evitare di dare l'impressione di prendere posizione a tutela dei magistrati d Trani e contro gli ispettori ministeriali". Allo stato, dunque, conclude il vicepresidente del Csm, "non siamo di fronte ad una pratica a tutela aperta in seguito ad una presunta ma inesistente lite contro gli ispettori".

Alfano, però, rincara la dose. "Il loro è uno scivolone e non accetterrò mai più pareri non richiesti sulle azioni del governo. Meno male che c'è Napolitano, il più alto presidio di equilibrio e di buon senso, perché c'è stata una violazione della lealtà". Controreplica di Mancino: "Chi ha responsabilita' istituzionali e di governo, se davvero vuole accogliere l'auspicio del Capo dello Stato di evitare 'drammatizzazioni e contrapposizioni, come sempre fuorvianti', si comporti di conseguenza". Poi tocca all'Anm che giudica "gravi" le parole di Alfano e "gli insulti che, anche in questa occasione, il presidente del Consiglio ha rivolto alla magistratura".

La procura di Trani. Nel frattempo, a Trani, il procuratore della Repubblica Carlo Maria Capristo nega contrasti con gli ispettori: "Con loro leale collaborazione". Mentre Michele Ruggiero, titolare dell'inchiesta sulle presunte pressioni per fermare la trasmissione Anno Zero, avverte: "Tutto quello che gli indagati non possono conoscere, non lo possono conoscere nemmeno gli ispettori, questo è il segreto investigativo che vale sia per gli indagati che per gli ispettori".

In serata, da fonti della procura, si apprende che il nome del premier è iscritto dall'8 marzo scorso nel registro degli indagati per concussione e minacce all'ufficio dell'Agcom. La data di iscrizione non è irrilevante, perchè da allora decorrono i 15 giorni previsti dalla legge entro cui la stessa procura deve inviare gli atti che riguardano il premier al giudice competente. La questione è stata di fatto sollevata dall'istanza che i legali del premier, Niccolò Ghedini, Filiberto Palumbo e Piero Longo, hanno depositato stamattina alla procura di Trani chiedendo ai pm di inviare gli atti a Roma.

Anm all'attacco. E sull'ispezione ministeriale interviene, criticamente, anche l'Anm che esprime "preoccupazione" per "le modalità e i tempi in cui è stata avviata e per l'oggetto che rischia di alterare il corretto rapporto tra le attività di indagine degli uffici di procura e i poteri ispettivi del ministro". Replica di Alfano: "L'Anm nega ciò che il procuratore e il sostituto di Trani affermano: entrambi hanno dato atto della grande correttezza e lealtà con cui l'ispezione si è svolta, nel pieno rispetto dei ruoli. Il cosiddetto sindacato delle toghe difende soggetti e protagonisti, il procuratore capo e il pm di Trani, che non hanno bisogno di essere difesi".

I legali del premier: "Indagini a Roma". Gli avvocati di Berlusconi, Nicolò Ghedini e Filiberto Palumbo hanno formalmente chiesto alla Procura di Trani di inviare gli atti relativi alla posizione del capo del governo al Tribunale dei Ministri. I due penalisti si sono incontrati con l' intero pool che coordina l'indagine, compreso il procuratore Carlo Maria Capristo. Replica la Procura: "Stiamo valutando le carte".

Le reazioni. "Napolitano ha dato un colpo al cerchio e una alla botte cercando di salvaguardare sia le funzioni del ministro, sia quelle del Csm" commenta Antonio Di Pietro intervistato su Repubblica Tv. "La parole di Napolitano sono sagge - dice il segretario del Pd, Pierluigi Bersani - Il problema è che siamo sempre ai problemi di Berlusconi, alle sue ossessioni, i giudici e le Tv. Questo è il problema del Paese".

Rai,"Masi si dimetta". "Masi si dimetta subito". Lo chiedono i consiglieri d'amministrazione Rai Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten secondo i quali, "la gravità del contenuto delle intercettazioni telefoniche pubblicate oggi da alcuni quotidiani rendono inevitabile a tutela dell'immagine e della credibilità del servizio pubblico una forte e chiara assunzione di responsabilità. L'autonomia e l'indipendenza degli amministratori sono elementi costitutivi di un servizio pubblico radiotelevisivo. I consiglieri di maggioranza, invece, esprimono piena fiducia al dg definendo la richiesta di dimissioni "immotivata e del tutto inaccettabile". Il Cda Rai, la cui riunione era prevista per oggi è stata invece rinviata al 24 marzo.

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