Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Ungheria, la Lega a Budapest per il referendum. Si rafforza l'asse con Orban

In Ungheria per la Lega presente Paolo Grimoldi, segretario della Lega Lombarda

lega orban ape

In una giornata comunque storica per l'Ungheria, quella sul referendum sulle quote di immigrati, il partito di maggioranza, Fidesz, il partito del premier Orban, ha voluto che fossero presenti, per assistere al voto, anche una serie di movimenti, di opposti schieramenti da destra a sinistra, accumunati da una comune visione di contrarietà a questa Europa dei burocrati e ad un'immigrazione incontrollata diventata invasione.

Tra questi movimenti anche la Lega Nord, presente per tutta la giornata nel comitato elettorale di Fidesz, con una delegazione guidata dall'on. Paolo Grimoldi, il Segretario della Lombarda, che ha portato agli ungheresi il saluto di Matteo Salvini (con cui negli ultimi due anni era stato in analoghe missioni in Russia e Israele) ed ha avuto una serie di incontri con parlamentari di Fidesz e con il ministro della Difesa, il fedelissimo di Orban, Csaba Hende, e con rappresentanti di altri movimenti politici della Slovacchia, della Repubblica Ceca e della Polonia.

"Ieri - spiega lo stesso Grimoldi ad Affaritaliani.it - l'Ungheria ha dato una lezione a questa Europa, con una grande giornata di democrazia. Più di 4 ungheresi su 10 sono andati alle urne per esprimersi sull'accettare o meno le regole europee, decise dai burocrati di Bruxelles che nessuno ha mai votato. Anche se il referendum non ha raggiunto il quorum necessario del 50% è stata comunque una grande prova di democrazia quella offerta dagli ungheresi ed una lezione per chi, come l'Italia per esempio, si è riempita di 200mila immigrati senza mai chiedere ai cittadini cosa ne pensassero a riguardo. E a decidere di aprire le porte a questa invasione è stato un Governo, il Governo Renzi, non eletto dai cittadini, con un premier che non si è mai candidato alle elezioni e non ha mai sottoposto alcun suo programma al giudizio degli elettori. Ognuno può avere le sue opinioni, ma è un fatto che oggi l'Ungheria abbia chiesto ai suoi cittadini di esprimersi, mentre in Italia chi governa non ha mai preso un voto..."

Questa mattina, prima di rientrare a Milano, Grimoldi ha poi voluto recarsi per una visita simbolica, ed un momento di riflessione, sulla tomba dell'errore della resistenza Imre Nagy, figura simbolo per gli ungheresi, l'ex primo ministro che voleva regalare la libertà alla sua Ungheria e per questo venne giustiziato dai sovietici dopo l'invasione del 1956 e la repressione seguente, una condanna a morte che ebbe, tra l'altro, l'avallo dell'allora Pci italiano che, del resto, applaudi' all'invasione militare dell'Ungheria con i suoi massimi dirigenti di allora, tra cui il giovane Giorgio Napolitano.

E da Budapest lo stesso Grimoldi punta l'indice contro lo stesso ex capo dello Stato: "Lo stesso che oggi va in giro a propagandare il Si per la pessima riforma costituzionale di Renzi, una riforma che toglierebbe spazi alla nostra democrazia e ci trascinerebbe verso una rischiosa deriva autoritaria.

Quelli che sbagliarono allora, schierandosi contro Nagy e la sua voglia di libertà, sono gli stessi che, nonostante l'età, sbagliano ancora oggi, gli stessi che oggi come allora sono contro la democrazia e hanno imposto un Governo, quello di Renzi, non eletto dal popolo, gli stessi che stanno sempre dalla parte sbagliata della storia e che anche questa volta verranno sconfitti".



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