Usa/ La stella (cadente) di Obama si ferma alla Camera

Mercoledì, 3 novembre 2010 - 20:23:00

FORUM/ Midterm, disfatta per Obama. Che cosa ne pensi?

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Alla vigilia del voto di metà mandato negli Stati Uniti era una possibilità concreta, ora è una certezza: i repubblicani hanno riconquistato la maggioranza alla Camera, che avevano perso quattro anni fa.

OBAMA: MI PRENDO RESPONSABILITA' PER INSUFFICIENTI PROGRESSI. "Mi prendo la responsabilità diretta per il fatto che non abbiamo fatto progressi come avremmo dovuto". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, in una conferenza stampa alla Casa Bianca a commento delle elezioni di medio termine. "Io devo fare un lavoro migliore come tutti quanti a Washington", ha aggiunto Obama. E ancora: il voto delle elezioni di medio termina "conferma che la gente è profondamente frustrata. La gente - ha detto il numero uno della Casa Bianca - è profondamente frustrata perché l'economia non si riprende abbastanza in fretta, perché non vengono creati abbastanza velocemente nuovi posti di lavoro".

"Gli elettori ci chiedono di essere responsabili, di lavorare per trovare un consenso". E' questo il messaggio che lancia Barack Obama ai repubblicani che hanno appena conquistato la maggioranza alla Camera dicendosi convinto che sia possibile avviare un "dibattito onesto e civile" per poter lavorare insieme per fare progressi sul problema "numero uno per l'America che e' l'economia". "Credo che ci sia speranza per un rapporto civile, che ci sia speranza per il progresso" ha detto, sottolineando che prima di "democratici orgogliosi o repubblicani orgogliosi siamo americani orgogliosi".

EXPLOIT DEL GOP ALLA CAMERA. I repubblicani hanno conquistato 238 seggi, contro i 182 dei democratici. Restano da assegnare 15 seggi, dove si registrano distacchi tra i candidati di poche migliaia di voti, in alcuni casi centinaia. Se i democratici conquistassero tutti i seggi ancora in bilico arriverebbero a quota 197, 58 in meno della precedente consultazione e comunque meno del record del 1938, 72 seggi, quasi quanto riuscirono a fare nel 1994 (era l`anno del "Contratto con l`America" del repubblicano Newt Gingrich, il suo partito strappò ai democratici 54 seggi, lasciando l`allora presidente Bill Clinton con un Congresso completamente ostile). Al Senato i repubblicani ne conquisterebbero invece sei-sette, tre-quattro in meno cioè dei dieci necessari per prenderne il controllo, mentre è ancora incerto il risultato negli Stati di Washington, Colorado e Alaska, dove i candidati sono divisi da poche migliaia di voti. Al Senato rimane alla guida il capogruppo democratico Harry Reid, che in Nevada ha battuto Sharron Angle, vicina ai Tea Party.

I GOVERNATORI. Affermazione repubblicana anche a livello dei governatori: sui 37 da eleggere, almeno 10 Stati in mano ai democratici sono stati conquistati dal Gop. Tra le novita' di queste elezioni, spicca l'ingresso in Senato e alla Camera dei Tea Party antitasse, che conquistano anche la South Carolina, dove e' stata eletta governatore Nikki Haley, appoggiata dall'ex candidata vicepresidente Sarah Palin.

LA CALIFORNIA BOCCIA REFERENDUM SULLA MARIJUANA LIBERA. La California ha bocciato a sorpresa il referendum alla liberalizzazione totale della marijuana. Nella corsa per il Senato l'ha spuntata Barbara Boxer, una delle senatrici democratiche più agguerrite, che ha battuto Carly Fiorina, l'ex numero uno della Hewlett Packard. L'altra candidata businesswoman repubblicana, la miliardaria Meg Whitman, ex numero uno di eBay, non e' riuscita a conquistare la poltrona di governatore, andata al democratico Jerry Brown, che era gia' stato primo cittadino del Golden State a cavallo degli anni Settanta e Ottanta, dopo Ronald Reagan.

IN CALIFORNIA ELETTA UNA MORTA, VOTO DA RIFARE. In California la senatrice democratica Jenny Oropeza è stata rieletta, peccato sia morta il 20 ottobre. Era troppo tardi per togliere dalle liste il nome di Oropeza, vinta da un cancro. Ottenuti il 57,8% dei voti contro il 36,3% del rivale John Stammreich. Verrà organizzata un'elezione speciale. I democratici, che hanno continuato a promuovere la senatrice, si sono presi tempo per scegliere un altro candidato.

LASCIA NANCY PELOSI. Con la sconfitta democratica, è stata messa la parola fine anche all`esperienza di Nancy Pelosi come presidente della Camera. Eppure la prima donna a ricoprire questo incarico ha cercato di negare fino all`ultimo momento quella che sembrava un`ineluttabile verità: "abbiamo il passo giusto per mantenere la maggioranza", aveva detto durante parlando dal quartiere generale del partito democratico. Ma era solo l`inizio della serata, i numeri l`hanno smentita. John Boehner, confermato in Ohio, ringrazia e si prepara al passaggio di consegne: era leader di minoranza, quasi certamente sarà il nuovo presidente della Camera.

Più di qualcuno si chiede che ne sarà di lei e i blogger americani speculano sul suo futuro. A 70 anni, Pelosi accetterà di guidare l`opposizione democratica alla Camera o si dimetterà? Secondo First Read gli elettori democratici la amano talmente poco che sarebbe difficile per il partito ricollocarla ad alto livello. L'indice di gradimento è ai minimi storici, il 24 per cento. "Gli elettori stanno dicendo: vogliamo licenziare Pelosi e mandare un messaggio a Obama perché cambi qualcosa".

OBAMA: LAVORIAMO CON I REPUBBLICANI. Il presidente, in una telefonata con Boehner e il senatore Mitch McConnell, leader di minoranza al Senato, ha detto di volere "lavorare con lui e i repubblicani per trovare un terreno comune, fare progredire il Paese e ottenere risultati per gli americani", come si legge in una nota della Casa Bianca. Obama ha chiamato anche la presidente della Camera uscente Nancy Pelosi e l'ex leader di maggioranza Steny Hoyer.

Mappa Usa
La mappa degli Stati

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