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Via della seta, Mattarella vede governo: nessun allarme su Cina

Via della seta, Mattarella vede governo: nessun allarme su Cina, attenti a Brexit

Il Memorandum of understanding con la Cina che apre la strada alla partecipazione italiana alla Nuova Via della Seta e' molto meno pregnante di tanti altri accordi siglati bilateralmente da altri Paesi europei. Sergio Mattarella ospita il tradizionale pranzo di lavoro in vista del Consiglio europeo della prossima settimana e accoglie al Quirinale il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e i ministri Enzo Moavero Milanesi, Giovanni Tria ed Elisabetta Trenta. E da loro ascolta la spiegazione dettagliata dei capitoli del Mou che dovrebbe essere firmato a fine della prossima settimana quando il Presidente cinese Xi Jinping arrivera' a Roma. Un resoconto che non allarma il capo dello Stato che non riscontra particolari criticita' nel testo; del resto lo stesso presidente era stato due anni e mezzo fa in Cina proprio per avviare una fase di dialogo che riguardava anche il megaprogetto infrastrutturale ideato dalla Cina. Un'opportunita' sicuramente per il nostro paese e per le sue imprese, anche se e' ovvio che vanno fissati paletti ben precisi, sul fronte della sicurezza della trasparenza e delle regole antitrust, sulla collaborazione con un progetto che molti vedono come una nuova forma di soft-imperialismo e che cade nel bel mezzo della guerra fredda sino-americana. Ma tutti i Paesi europei, al di la' delle dichiarazioni di principio, hanno gia' avviato accordi commerciali con il colosso asiatico ed hanno gia' rapporti ben piu' solidi di quelli che l'Italia vorrebbe cominciare ad avviare. Le regole di ingaggio italiane riguardo agli accordi con la Cina, hanno spiegato il premier e i ministri a Mattarella sono molto piu' severe e stringenti del documento elaborato nei giorni scorsi dall'Unione Europea. Su queste valutazioni non ci sono stati accenti molto diversi tra i ministri sulla Cina, anche se chi ha partecipato al pranzo riferisce che, pur in una sostanziale unitarieta' di vedute, sarebbe emersa una maggiore enfasi della Lega sulla necessita' di mettere in chiaro che il tema del 5G non fa parte dell'accordo e una cautela del ministro dell'Economia sulle parti riguardanti i capitoli finanziari. Naturalmente da parte italiana si guarda con attenzione alla posizione degli Stati uniti, ribadita anche ieri da Mike Pompeo, ma durante il pranzo e' stato sottolineato da pi'u d'uno che il delicato capitolo del 5G non riguarda il memorandum. Ma e' stata la Brexit il piatto forte del pranzo di lavoro in vista della riunione del Consiglio europeo della prossima settimana che avra' necessariamente al centro dell'agenda i rapporti con la Gran Bretagna. Naturalmente il governo italiano e' in attesa di capire gli sviluppi ma, riferisce chi ha partecipato al pranzo, l'esecutivo sta anche predisponendo dei provvedimenti qualora la Brexit sia 'hard' e dunque senza accordo tra Uk e Ue.

Via della seta, M5S: "Renzi firmò addirittura ben venti accordi con il premier cinese Li Keqianq"

Le regole di ingaggio italiane riguardo agli accordi con la Cina, è stato sempre sottolineato, "sono molto più severe e stringenti del documento di giorni scorsi dell’Unione Europea". Naturalmente, è stato ribadito, si guarda con attenzione alla posizione degli Stati Uniti, anche se il tema del 5G non è incluso il memorandum.

Intanto,  in una nota, i portavoce del MoVimento 5 Stelle in commissione Attività produttive alla Camera dei deputati accusano: “Fa tenerezza il deputato del Partito Democratico Michele Anzaldi che puntualmente viene sguinzagliato dal suo partito quando c’è da montare una polemica sul nulla. Oggi è il giorno degli accordi tra Italia e Cina: Anzaldi, dimostrando ancora una volta la sua grande arte nel costruire puntualmente querelle inutili e strumentali, critica il premier Conte sostenendo che non dovrebbe firmare alcun accordo con la Cina senza prima chiarire la posizione del Paese della grande muraglia sulla pena di morte. Evidentemente Anzaldi era distratto quando, negli anni passati, Renzi e Gentiloni dichiaravano di voler aprire ad una nuova via della Seta con la Cina". 

E spiegano: "Renzi firmò addirittura ben venti accordi con il premier cinese Li Keqianq. Ma evidentemente all’epoca devono essersi distratti tutti, anche i giornalisti, visto che nessuno si scandalizzò per quella decisione. La verità è che il Memorandum of Understanding tra Italia e Cina servirà a riequilibrare la bilancia commerciale e farà crescere l’export verso il Paese asiatico. Una grande occasione per il nostro Made in Italy, che non stravolgerà alcun assetto internazionale e non ci costringerà a svenderci a nessuno. Le opposizioni, PD e Forza Italia in primis che come sempre viaggiano a braccetto, farebbero bene a smetterla di prendere in giro gli italiani e dovrebbero dire una volta per tutte quali sono i loro reali interessi. Schierandosi apertamente contro queste decisioni infatti, dimostrano di essere, nel migliore dei casi in malafede o, peggio ancora, di essere decisi a bloccare la crescita del Paese. Ma, a questo punto, sorge spontanea una domanda: per favorire chi?”.

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