"Oggi non c'è solo la questione del Sud. Abbiamo anche la necessità di risolvere questa domanda di autonomia, di riforme e di federalismo che arriva dal Nord. Una richiesta di sopravvivenza. Umberto Bossi è stato chiaro: l'autonomia decisionale dei territori - quindi la devolution - è la soluzione a tutti i mali". Così il ministro dell'Agricoltura,
il leghista veneto Luca Zaia, commenta con
Affaritaliani.it il libro FRATELLI D’ITALIA?', scritto da un misterioso, informatissimo anonimo, che
Affaritaliani.it sta pubblicando a puntate e che prospetta la secessione del Nord nel 2013 partendo proprio dal Veneto.
Ha letto il libro 'FRATELLI D’ITALIA?'?
"Sì, sì. L'ho letto tutto".
Che cosa ne pensa?
"Il libro ovviamente è romanzato e traccia uno scenario che per certi aspetti può essere reale ma per altri è sicuramente irreale. Comunque chi lo ha scritto ci ha messo impegno e immagino anche conosca bene le dinamiche delle nostre realtà del Nord e quelle nazionali".
Si riconosce come protagonista del libro?
"Ho capito che il protagonista dovrei essere io leggendo il libro. Nel senso che si capisce con chiarezza che la persona che viene descritta è il sottoscritto. Però le gesta non sono assolutamente mie. Apprezzo l'impegno e ringrazio anche per questa prima opera che mi viene dedicata. E mi piacerebbe sapere chi è l'autore".
Appunto. Ha qualche sospetto di chi potrebbe essere l'autore di questo libro anonimo?
"Quantomeno sull'età. Penso che sia una persona che ha tra 50 e 60 anni, perché c'è una decrizione di Gigi Riva che io non avrei saputo fare in quanto non l'ho conosciuto. Cioè, chi ha scritto questo libro deve aver visto giocare Gigi Riva".
Se diventasse presidente della Regione Veneto, prenderebbe spunto da qualche passaggio del libro?
"Innanzitutto non sono candidato alla Regione Veneto, nel senso che nessuno me l'ha mai chiesto. Il libro fa un'analisi per alcuni aspetti reale, per altri molto romanzata e fantascientifica. La verità è che comunque la questione rischia di essere non solo meridionale ma anche settentrionale".
Perché esiste? Per le tasse troppo alte?
"Oggi non c'è solo la questione del Sud. Abbiamo anche la necessità di risolvere questa richiesta di autonomia, di riforme e di federalismo che arriva dal Nord. In questo momento il settentrione fa una richiesta di sopravvivenza. Il vero problema, oltre a quello del federalismo fiscale, è anche quello della stagione delle riforme che comunque dobbiamo avviare e che questo governo ha interpretato nel suo programma".
L'autonomia e il federalismo sono sufficienti per rispondere alle richieste del popolo veneto o padano oppure no?
"Sono convinto di una cosa: una stagione delle riforme come quella che sta inaugurando questo governo, che abbia delle ricadute reali sotto il profilo del federalismo fiscale e dell'autonomia decisionale dei territori, sia assolutamente sufficiente.
 La copertina
|
E sono anche convinto che la stagione delle riforme, quelle vere, quelle importanti, non sia un movimento centrifugo da Roma ma sia centripeto".
Cioè?
"Il movimento centrifugo lo abbiamo senza le riforme, nel senso che i territori vanno in asfissia perché non ottengono risposte".
Le risposte quindi devono arrivare dai territori?
"No, devono venire dalla stagione delle riforme che il governo sta portando avanti. Se fallisce la stagione delle riforme è inevitabile che i territori vadano in fibrillazione, perché non siamo negli anni '80 che quando si parlava di federalismo per il Nord significava essere egoisti. Oggi è un fatto di sopravvivenza".
L'ipotesi della secessione del Nord e della Padania esiste ancora, quantomeno nei cuori dei leghisti, o è accantonata per sempre?
"Oggi noi parliamo di federalismo e di autonomia. E siamo convinti che questa sia la soluzione da perseguire. Penso che Umberto Bossi sia stato chiaro e lungimirante nell'ultimo comizio di Venezia, dicendo a tutti che il federalismo e l'autonomia decisionale dei territori - quindi la devolution - è la soluzione a tutti i mali".