A Manduria il fascino del Museo del vino Primitivo

La "messapica" Manduria, nel Salento, è famosa per il suo Primitivo. Al vino è dedicato un museo, di rilevanza etnografica e di importanza documentaria, che racconta la civiltà contadina e l'evoluzione dei processi di produzione vitivinicola... - L'I-PERR VIDEO REPORTAGE E LE IMMAGINI

LE SPIAGGE DI MANDURIA

Manduria è bagnata da meravigliose spiagge, restate praticamente selvagge. A Torre Colimena, parco regionale, si possono ammirare le saline dei Greci, dove si estraeva il sale fino all’800. Si prosegue poi fino a San Pietro in Bevagna con la sua tipica Torre di Guardia per ammirare le spiagge dorate. Tutt’intorno alte dune per un paesaggio mozzafiato, mentre il mare di un azzurro intenso gioca con la sabbia. Sul litorale di Manduria (circa 15 chilometri) molta spiaggia libera e pochissimi stabilimenti balneari (appena due)...

Manduria, cittadina di origini messapiche del Salento, è famosa per il suo squisito vino primitivo doc e il primitivo dolce naturale, riconosciuto da poco docg. Pochi sanno però che tra le immense distese di primitivo, il vitigno autoctono a bacca nera così chiamato perchè si vendemmia prima di tutti (a fine agosto) sorge un’elegante città, che in età preromana, quindi messapica fu la capitale della Dodecapoli messapica, la lega delle dodici città messapiche alleate di Sparta che si coalizzarono nel tentativo di sconfiggere la nemica Taranto, unica colonia spartana nella Magna Grecia. Le vestigia della sua antica storia si possono ammirare nel grande parco archeologico dove sono visibili le tre cinte murarie e la necropoli. Da non perdere il fonte pliniano, dove Plinio il Giovane, nelle sue Historie Naturalis raccontò il principio dei vasi comunicanti.

vino primitivo 68
 

IL MUSEO DEL PRIMITIVO - Tornando al vino, non si può non visitare il museo del Primitivo che, come si può leggere nel sito ufficiale, "assomma rilevanza etnografica e importanza documentaria circa la civiltà contadina del Salento e l’evoluzione culturale e applicativa dei processi di produzione vitivinicola nello stesso territorio." Sotto le ottocentesche volte a stella, e nelle antiche cisterne della Cantina manduriana, infatti, è possibile addentrarsi in due tipi di percorsi di visita del Museo. Se, da un lato, oggetti di vita quotidiana e attrezzi di lavoro del contadino di un tempo narrano la storia sociale e l’economia agraria di queste zone, dall’altro, l’esposizione cronologica di vetusti torchi e contenitori di mosti e vini, unitamente al succedersi di macchinari ed attrezzature per opifici vinari, testimoniano l’evoluzione della tecnologia nei campi della vinificazione e dell’enologia. La ricca galleria di reperti e manufatti, collocabili, nella datazione, tra la seconda metà dell’ ‘800 e i primi del ‘900 (ma il Museo ospita anche un imponente torchio su base in pietra del XVIII secolo), è accompagnata, inoltre, dall’esposizione di diversi documenti originali coevi, riproducenti scritti e immagini relativi al mondo dell’agricoltura e del vino. Tra questi, un editto di Ferdinando I di Borbone del 1823. (sito ufficiale: http://www.museodelprimitivo.it/)

 

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