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Approvazione Bilancio Previsione 2018 Regione Puglia: il dibattito in aula

Dibattito vivace nell'aula del Consiglio Regionale pugliese, per l'approvazione del Bilancio di Previsone 2018 e legge di stabilità della Puglia. Domenico Damascelli, consigliere regionale di Forza Italia, commenta: “Un documento da cui non emerge alcuna visione per il futuro della Regione, così come non si evidenza alcun settore ritenuto strategico, su cui si voglia concretamente puntare. Purtroppo, la legge di bilancio per l’anno 2018 dimostra tutte le lacune e le falle di una programmazione che non c’è da parte della Giunta Emiliano, che registra in più settori veri e propri insuccessi”. 

Damascelli bandiera Marò
 

“Se da un lato - aggiunge - si sono operati tagli dolorosissimi alla medicina ospedaliera, senza potenziare adeguatamente quella del territorio, tanto che da gennaio chiuderanno addirittura molti Punti di Primo Intervento Territoriale; dall’altro registriamo un incomprensibile aumento della spesa sanitaria”.

“Mancano completamente nel bilancio - prosegue  Damascelli - le politiche di sostegno alle famiglie, cellule fondamentali della nostra società, eppure abbiamo un tasso di natalità fra i più bassi in Italia. Occorre un impegno serio per individuare e mettere in campo azioni e risorse strutturali da destinare ad un nuovo Piano regionale delle politiche familiari e per una fiscalità regionale più equa. Così come mancano all’appello le politiche per lo sviluppo agricolo, mortificate da un Psr partito tardi e male, in cui regna la confusione di continue proroghe e rinvii. Idem per le politiche industriali, stagnanti e senza un filo conduttore, incapaci di attrarre nuovi investimenti. Ne è un esempio il fallimento della riconversione industriale della ex Om Carrelli nella zona industriale di Bari”.

“Anche sulla gestione del personale - insiste il consigliere di FI - si temporeggia, mentre una macchina amministrativa efficiente ha bisogno di personale qualificato e valorizzato. Nessuna certezza ancora sull’assunzione di tutti i vincitori e idonei del concorso Ripam Puglia, né sul riconoscimento delle progressioni verticali per i dipendenti interni storici. E sulla mobilità regionale ancora ci sono treni che incredibilmente deragliano. Per questo - conclude Damascelli - non possiamo condividere l’impianto di un bilancio che non ha alcuna vocazione allo sviluppo e alla risoluzione dei problemi concreti dei cittadini”.

AP de leonardis2
 

Toni analoghi da perte del consigliere regionale Giannicola De Leonardis (AP);  “E’ paradossale e beffardo che un esecutivo che vara una legge bandiera come quella sulla Partecipazione, prepari poi l’atto di indirizzo più importante in solitudine e senza alcun confronto con chicchessia, al punto da essere oggetto di giuste critiche dalle organizzazioni sindacali, e snobbato da chi non si è prestato al ruolo da comparsa. La manovra finanziaria e in particolare il Bilancio di previsione 2018 non hanno aggiunto - purtroppo per i pugliesi - alcuna novità rispetto agli anni precedenti della nuova consiliatura: nonostante il numero record di articoli, ben 65 (lo scorso anno erano 47), continua a mancare una visione d’insieme, una strategia, un orientamento su dove si intende portare la Puglia e in che modo. Sacrificata a interventi frammentati, estemporanei, parziali".

Piemontese regione
 

"Problematiche forti come l’accesso al credito per le piccole imprese (i finanziamenti sono appannaggio per lo più per i grandi Cofidi, e off limits per i piccoli), il rilancio dell’edilizia (nonostante l’impegno dei consiglieri in commissione che ha portato alla proroga del ‘Piano casa’), la formazione professionale sostanzialmente ferma, con spreco di risorse e potenzialità (alla luce dei numeri record di disoccupazione), continuano a segnare il passo, in attesa di interventi e svolte che non arrivano", sottolinea De Leonardis

"Anche il Reddito di Dignità, che pure avevamo votato e apprezzato e che rappresenta finora il fiore all’occhiello dell’amministrazione Emiliano, di fatto non è ancora a regime, e soltanto il prossimo mese sono in programma le selezioni per reclutare le figure ritenute necessarie per il supporto agli enti locali. Continuano a gravare enormemente i debiti fuori bilancio, senza nessuna ricognizione nonostante l’evidenza. E per sostenere la famiglia, il vero ammortizzatore sociale e baluardo contro la povertà, nessuno straccio di attenzione. Impossibile non essere delusi, e preoccupati. Perché la Puglia aveva e ha bisogno di ben altro, in ogni comparto. E a metà mandato le emergenze non possono essere più scaricate sull’eredità ricevuta”. 

Marmo sciancalepore
 

Ancora da Forza Italia, anche il presidente del Gruppo consiliare, Nino Marmo, non risparmia critiche: “Nel 2015 abbiamo approvato un bilancio composto da 11 articoli, chiaro e limpido. Oggi, discutiamo un bilancio di ben 69 articoli, fatto di mance e mancette nemmeno troppo celate, redatto senza alcun confronto con le parti sociali e senza una vera partecipazione dei consiglieri, a cui si è dato un tempo a dir poco contingentato. Nel frattempo, registriamo l’assenza di un ‘regionalismo partecipativo’ alla base dei rapporti con lo Stato, tanto da compromettere in modo gravissimo il futuro di alcune questioni fondamentali della Regione, dalla Tap all’Ilva".

"E arriviamo al bilancio politico dell’azione della Giunta Emiliano - rincara Marmo - Campania, Basilicata e Molise trainano la crescita del Pil del Sud e la Puglia è non pervenuta. Aumenta la povertà nella nostra Regione nonostante il Red, poi sospeso per l’introduzione della misura nazionale, come prevedemmo, creando così ulteriore confusione. Il tasso di natalità è tra i più bassi in Italia e non ci sono interventi a sostegno delle famiglie e dei figli e siamo costantemente in ritardo nell’attuazione delle misure comunitarie (si pensi al PSR)".

"Infine: se negli anni ’70 la spesa pro capite in Puglia per le infrastrutture era di circa 600 euro, oggi arriva a stento ai 100 euro", conclude Marmo, "Il che, assieme al resto, la dice lunga sul deficit programmatico e strategico esistente che impedisce alla nostra Regione di cavalcare l’onda della crescita che sta travolgendo positivamente le altre Regioni meridionali”.

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