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Bari - Piccolo grande scandalo alla luce del Sole ad Architettura. Scompare, tra l’indignazione e l’incredulità dei rappresentanti degli studenti di Architettura, un’intera sessione d’esame. Causando l’ovvio ritardo nel conseguimento della laurea di alcuni e l’esasperazione di molti studenti (e relativi genitori). I sospetti, stando a quanto riferito dai rappresentanti,  si concentrerebbero sul Direttore di Dipartimento, Claudio D’Amato Guerrieri.

Un problema non propriamente inedito quello sollevato dagli studenti: “Il discorso va avanti dal Consiglio di Dipartimento di novembre, quando venne fatta per la prima volta la proposta dal professor D’Amato e con il conseguente rinvio della votazione da parte dei Rappresentanti degli Studenti, i quali più volte fecero notare i problemi che questa modifica al funzionamento dell’ingresso in tesi avrebbe portato”. Una discussione protrattasi ben oltre il dovuto: “A seguito di scadenze ministeriali più urgenti – proseguono dal sindacato studentesco  - che dunque richiedevano più attenzione, spesso non è stato possibile confrontarsi su questi temi in Consiglio e si è rinviata la discussione all’interno di commissioni non regolamentate e non tutelate da verbali”.

I Rappresentanti degli Studenti, che hanno studiato soluzioni alternative -per ovviare al problema posto dal professor D’Amato-, “rendendo i due laboratori di tesi eguali, per quanto riguarda durata effettiva dei mesi”, si trovano ad oggi con un pugno di sabbia in mano: “La controproposta non è mai neanche stata ascoltata e, durante lo scorso Consiglio di Dipartimento, il professor D’Amato ha dichiarato che non solo i rappresentanti non hanno mai proposto soluzioni alternative, ma si son dichiarati concordi a ciò che veniva proposto”.

Mancanza di dialogo e di concertazione, secondo i ragazzi e le ragazze. E non sarebbe la prima volta: “Questo clima di dialogo e confronto è più volte venuto a mancare da parte del Direttore di Dipartimento, il quale si è fatto carico di decisioni non condivise”. Spiegano gli studenti del sindacato studentesco universitario Link Bari: “In modo del tutto antidemocratico e completamente offensivo, il professor D’Amato non ha permesso al Consiglio di votare e ascoltare la mozione alla proposta che portavano i rappresentanti. La proposta del Direttore è stata votata e approvata, con solo i rappresentanti degli studenti contrari e alcuni professori astenuti”.

Una questione portata anche in Senato Accademico e che ora attende l’esibizione dei più volte citati “verbali di commissioni” all’interno dei quali le parole del Direttore di Dipartimento, Claudio D’Amato Guerrieri, troverebbero riscontro. Ma che per gli studenti non esisterebbero.

Alcuni aggiornamenti, intanto, sul decreto sull'autovalutazione e l'accreditamento delle sedi e dei corsi universitari. Lo scorso 30 gennaio, a Camere sciolte e ormai al termine del mandato del ministro Profumo, è stato emanato il decreto ministeriale 47/2013 sull'autovalutazione e l'accreditamento delle sedi e dei corsi universitari: un dispositivo pensato per sancire i parametri e le modalità di valutazione al fine di giudicare l’attività degli atenei e dei corsi di studi. Parametri troppo rigidi secondo molti, tra questi lo stesso sindacato studentesco universitario Link, soprattutto per quanto riguarda la sostenibilità dei corsi, “messa a repentaglio già a partire dal blocco delle assunzioni, in vigore col blocco del turn over al 20 %”. Se non soddisfatti i requisiti per l'accreditamento, due le alternative possibili per gli atenei ed i corsi esaminati: soppressione dei corsi o aumento di corsi a numeri chiuso o programmato locale in tutti gli atenei.

Link Bari ha così deciso di rispondere con la presentazione di una mozione al Senato Accademico dell'Università per chiedere che lo stesso Senato “si esprima in maniera sfavorevole rispetto a quest'ennesimo decreto che mette l'Università pubblica in estrema difficoltà”. Alessandro Castellana, coordinatore Link Bari - Rete della Conoscenza: "Pretendiamo che l'Università degli Studi di Bari prenda atto degli effetti estremamente negativi che questo decreto comporterà già a partire dall'anno prossimo e che non vengano adottati dai dipartimenti dell'Università degli studi di Bari i provvedimenti restrittivi previsti da esso".

Tags:
universitàbariarchitetturaesamidecretocastellana
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