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PugliaItalia
Autonomia differenziata, Boccia: "In una cornice nuova senza disuguaglianze"

L'autonomia in una cornice nuova senza disuguaglianze. Lo sostiene il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia al termine dell’incontro in Conferenza delle Regioni, dedicata all'autonomia: “Spero che tutte le Regioni facciano domanda per l'autonomia differenziata e che entro la fine della legislatura nel 2023 tutte le Regioni possano dire che hanno interpretato decentemente la Costituzione repubblicana".

Boccia Francesco 20190926

“Serve - spiega Boccia - una cornice unica nazionale e poi diversi livelli regionali, che saranno tutti sottoposti al voto del Parlamento, dopo trattative mi auguro non con ogni singola Regione ma con il tavolo della Conferenza delle Regioni, perché il tema riguarda tutte le Regioni, per aver un via libera, prima del Parlamento, cui toccherà l'ultima parola".

Autonomia quindi intesa come “Attuazione della sussidiarietà, come nuovo modello sociale”, responsabilizzando chi è sul territorio. “Se invece diventa lo smembramento del sistema, anche economico finanziario, diventa un danno, perché nessuno di noi ha il fisico per reggere la competizione internazionale”.

"La cornice che proponiamo per l'attuazione dell'autonomia differenziata che questo Governo vuole fare è molto chiara e solida", ribadisce Boccia, “Noi vogliamo che l'articolo 3 della Costituzione si attui ogni giorno e la Repubblica ci aiuti a migliorare le nostre condizioni di vita. Tutti gli ostacoli di natura sociale devono essere rimossi. L'impianto generale che proporremo - sottolinea Boccia - mette dentro tutte le Regioni italiane, che avranno garanzie sul ritardo di sviluppo e questo serve a tutte le Regioni, anche a quelle del nord, dove ci sono aree interne che hanno bisogno di un maggiore impegno dello Stato. Poi, dentro questa cornice, se condivisa, ci saranno inevitabilmente le intese per le autonomie differenziate Regione per Regione".

Francesco Boccia

"Quindi tutte le Regioni - rileva il ministro per gli Affari regionali – potranno fare “domanda di autonomia differenziata, in una cornice unica nazionale; poi è giusto far correre ciascuna secondo le esigenze che hanno i territori, ma sempre dentro quella cornice".

"Vogliamo partire subito, ma questo è un processo che tocca le fondamenta della Repubblica e che non si può completare in un mese. Prima facciamo la cornice nazionale unica, poi partiranno le intese già nei prossimi mesi e poi si andrà in Parlamento”.

Tra i primi a ringraziare Francesco Boccia, è stato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, “Per aver accettato, pochi giorni dopo la nomina da Ministro, di confrontarsi e tracciare con noi un quadro di lavoro comune, sia sul versante che lo riguarda - in quanto Ministro degli Affari regionali - sia poi sul tema dell’autonomia, con un confronto vero tra le Regioni, sia con chi l’ha chiesta, sia con chi non l’ha chiesta".

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“Ora c'è un ‘percorso’ rispetto al quale il Ministro ha affermato che il governo vuole perseguire tutto ciò che serve per garantire autonomia differenziata a chi l’abbia richiesta. Un percorso che però sta dentro un quadro - che io condivido - di complessiva unità nazionale".

“Una cornice che permetta a tutti, perfino a chi non la chiede, di avere le garanzie, di non temere nulla, perché nessuno vuole squilibrare il Paese già oggi non propriamente equilibrato. Per cui, davvero grazie al Ministro perché è stato un confronto che ha già permesso di entrare nel merito delle questioni che attengono alle competenze regionali".

“L’obiettivo di tenere insieme le garanzie per tutti i territori e tutti i cittadini (attraverso fabbisogni standard e Lep, livelli essenziali delle prestazioni), con la possibilità di gestire meglio sul territorio le materie previste dalla Costituzione - scrive ancora il Presidente dell'Emilia-Romagna in un post su Facebook - è non solo possibile, ma necessario. Questa è l'impostazione dell'Emilia-Romagna e siamo pronti a collaborare col Governo perché la riforma vada avanti e in tempi certi".

Zaia 01

Sulla difensiva, invece il commento del presidente della regione Veneto, Luca Zaia: “Aspetto i fatti, ma se il ministro conferma che l'autonomia andrà a finire al 2023, per noi la partita è già chiusa. Boccia ha trovato un sacco di lavoro ben fatto - ha sottolineato affermato Zaia - che aggiunge di aver già detto al ministro che è giusto poter offrire la stessa qualità di servizi nella sanità a tutti i cittadini, ma se guardo ad alcune comunità del Sud, che esportano malati con la valigia in mano, vedo che non hanno avuto meno soldi di noi. Se i tempi saranno rispettati, se si va veloce, bene, e se si fa autonomia vera noi siamo qui per firmare, se poi diventa una presa in giro e andiamo a finire alle calende greche vuol dire che andremo in un'altra direzione”.

fontana

Critico il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana: “Rispetto all'incontro con il ministro Boccia, direi che non è cambiato nulla. Abbiamo ribadito le rispettive posizioni e ho dichiarato la mia disponibilità ad aspettare che ci comunichi quando verranno approvati i Lea (livelli essenziali di assistenza, ndr), i Lep (livelli assistenza delle prestazioni) e i costi standard per capire se si tratta di un tempo dovuto, che sani le inadempienze dei governi degli ultimi 7 anni di centrosinistra che non hanno mai mosso un dito in questa direzione, o se invece si nasconda un tentativo di bloccare tutto”.

“Questo impianto - ha proseguito Fontana - non mi convince perché non è logico, vengono prospettati due argomenti che hanno la loro dignità, ma che necessariamente non devono essere l'uno condizionato dall'altro, perché l'articolo 3 della Costituzione c'è da 72 anni e nessuno ha mai pensato di applicarlo evidentemente; invece i Lep, i Lea e i costi standard ci sono da 10 anni e forse potevano essere applicati. Ma, è bene ricordarlo, non c'entrano niente con la richiesta di autonomia”.

“Ma è lui, il ministro, a dettare le regole del gioco - ha ricordato Fontana - e noi dobbiamo subirle, ora si tratta di capire se la sua proposta è una cosa seria. E' chiaro che se ci dice che i Lep, i Lea e i costi standard saranno pronti per la fine della legislatura sarà tutto una presa in giro".

Fedriga ape 2

“Anche il Friuli Venezia Giulia chiederà maggiori quote di autonomia - ha evidenziato il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga - il confronto delle Regioni con lo Stato deve essere al rialzo, partendo dall'assunto che la devoluzione di competenze non produce incrementi di spesa ma risparmi, come peraltro testimoniato dall'esempio dello stesso Friuli Venezia Giulia sul fronte della sanità pubblica".

Fedriga ha anche sollecitato il ministro Boccia "A mantenere vive le relazioni tra lo Stato e le Regioni, fiducioso che la stagione di dialogo avviata dal precedente governo possa confermarsi attraverso importanti riforme in senso federalista”.

Disponibile anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti: “Autonomia vuole dire gestione delle competenze con risorse proprie e quindi maggiore responsabilità nelle scelte adottate. Al Governo abbiamo fatto presente che il nostro è un modello che può essere preso a riferimento anche da altre Regioni, che stanno intraprendendo un percorso per una loro maggiore autonomia”.

fugatti ape

“È chiaro - ha aggiunto Fugatti - che siamo determinati a difendere la nostra autonomia, nella consapevolezza che la storia ha registrato negli anni sensibilità diverse, talvolta anche molto negative nei confronti della nostra specificità. Ma oggi, come ieri, vogliamo che l’esperienza autonomistica possa continuare e venga riconosciuta per quello che è, compresa la solidarietà verso lo Stato che da anni ci impegna con un forte contributo annuale, ben oltre ciò che lo Statuto prevede, a sostegno del risanamento dei conti pubblici nazionali”.

“Vediamo con favore – ha rilevato infine Fugatti - il percorso che stanno facendo altre realtà impegnate a rivendicare una maggiore autonomia, soprattutto se si tratta di Regioni che hanno saputo dare dimostrazione di una gestione virtuosa delle competenze già assunte”.

Istraele Emiliano

Decisamente più ‘aperturiste’ le dichiarazioni del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: “Abbiamo preso atto della proposta del Ministro Boccia sulla questione dell’autonomia rafforzata, condividiamo questa impostazione nelle sue linee essenziali e siamo dell'idea che con la Conferenza delle regioni si possa definire un unico disegno di legge sull’autonomia. Un disegno di legge che possa essere condiviso da tutte le regioni a statuto ordinario e che, se necessario, potrà avere anche due livelli diversi: un’autonomia rafforzata major e una minor, a seconda dei parametri economici che devono essere raggiunti da ciascuna delle regioni che volesse aspirare al livello superiore”.

“Abbiamo anche condiviso - ha proseguito Emiliano - quanto detto dalla Regione Toscana: è evidente che le regioni alle quali viene concessa l’autonomia rafforzata devono dare conto in termini di benchmarking, cioè di confronto tra le stesse, con possibilità di premialità e di eventuali sanzioni a seconda dei risultati che vengono conseguiti. Quindi un sistema efficiente e condiviso”.  Emiliano ha anche citato un recente confronto televisivo con il presidente della Lombardia sul tema dell’autonomia: “Lo ringrazio perché in quella occasione ha preso atto di una effettiva iniquità del principio della spesa storica in danno del Mezzogiorno, con un sotto-finanziamento della spesa per investimenti e della spesa corrente ordinaria rispetto al Nord. E ha anche accettato l'idea di far precedere l'autonomia rafforzata dall’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni e dei costi standard. Abbiamo sollecitato il Ministro affinché l’individuazione dei livelli essenziali e dei costi standard sia rapida, perché il timore delle regioni del Nord è che questo processo sia troppo lungo”. 

emiliano conte

“Insomma - ha concluso Emiliano - se la si smette di fare marketing politico su questa storia, il Sud, del quale io faccio parte, si fa carico della questione settentrionale. Sappiamo che la questione del Nord è importante e che il Nord deve rimanere dentro la logica dell'unità nazionale e siamo disponibili a fare tutti gli sforzi del mondo per efficientare le nostre regioni, anche attraverso l'autonomia rafforzata, purché questo non significhi dare più soldi a chi è già più ricco e a chi ha già molte più energie dal punto di vista finanziario di tutto il resto del Paese. Se si rispetta la Costituzione, che peraltro prescrive questo, a noi anche l'autonomia rafforzata può stare bene”.

“Di fronte al disegno di legge che prevedeva di trattenere i 9/10 della fiscalità noi ci siamo bloccati, perché quello era un disegno che sfasciava l'Unità d'Italia e ovviamente scatenava il putiferio nel nostro Paese. Ma di fronte all'eventualità che la proposta del ministro Boccia sia accolta dalle Regioni e diventi il metodo comune di lavoro all'interno della Conferenza delle Regioni, noi siamo disposti a riprendere il cammino e a presentare la nostra proposta”.

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Vito Bardi, Presidente della Basiicata, ha detto che “Dobbiamo rideterminare i fabbisogni sulla Sanità tra le Regioni e lo Stato. Va affrontata anche la questione dell’autonomia differenziata a condizione, però, che si traduca in un federalismo solidale che non penalizzi le Regioni del Sud.  Ringrazio il ministro Boccia per aver annunciato che ogni intesa verrà sottoposta all’approvazione del Parlamento dopo una discussione pubblica. E’ quello che ho chiesto sin dal primo giorno del mio insediamento". Ora aspettiamo il Ministro "in Basilicata per un confronto leale e fattivo su questi ed altri temi”.

"Apprezzo molto il nuovo approccio del ministro Boccia sull'autonomia differenziata, mi pare si stia muovendo in un quadro di garanzie per tutti, tutelando le istanze di una maggiore autonomia ed evitando rischi di rotture dell'unità e della coesione nazionale" è stato il primo commento del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi a margine dell'incontro che si è svolto a Roma tra il ministro per gli Affari regionali e le autonomie e i presidenti delle Regioni e delle Province autonome. All'incontro ha partecipato anche l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli.

rossi toscana ape

"Prima ancora della discussione su autonomia differenziata, risorse e Lep (Livelli essenziali di prestazione), sarebbe utile - ha spiegato Rossi - aprire una discussione tra Governo e Regioni sul processo legislativo. Ci sono una serie di questioni che hanno una valenza non finanziaria che potrebbero essere affrontate se si istituisse una modalità di processo legislativo concertato. Questo permetterebbe alle Regioni di risolvere molti problemi presenti sul territorio, evitando malintesi con l'esecutivo, ricorsi alla Corte costituzionale e raffreddando il contenzioso. Peraltro questa idea di una 'concertazione preventiva' era già presente nelle proposte di autonomia avanzate da alcune Regioni”.

enrico rossi

“Inoltre, anche sugli aspetti di esclusiva competenza dello Stato - ha continuato Rossi - il confronto tra le Regioni e il Ministero potrebbe consentire aspetti di decentramento amministrativo, che possono vedere le Regioni come enti di coordinamento. Insomma, oggi si potrebbe trovare il modo di concedere un pezzo di autonomia differenziata attraverso una concertazione collettiva, che riconosca una modalità di formazione del processo legislativo meno conflittuale e meno lasciata in balia dei cambiamenti politici. E questo lavoro potremmo farlo anche parallelamente alla definizione dei Lep”. 

“Insieme ai Lep e alla definizione delle risorse - ha continuato Rossi - sarebbe importante avere la forza di fissare degli obiettivi concertati annualmente tra lo Stato e le Regioni. Un po' come già avviene nel campo della Sanità. E su questi obiettivi misurare la capacità delle singole Regioni di tenere il punto, di raggiungere i traguardi, scatenando anche una sorta di competizione virtuosa e corretta tra le diverse Regioni”.

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Infine - ha concluso il presidente toscano - sarebbe necessario sviluppare anche una sorta di benchmarking. In Toscana avremmo bisogno di sapere cosa fa un'altra Regione sullo stesso tema. Poterlo vedere, valutare ed eventualmente adottarlo. Il benchmarking in sanità è il modello del funzionamento positivo dello Stato, funziona. Adottiamolo anche in altri settori".

"Bisogna fare le cose di facile attuazione e che non modificano la Costituzione, altrimenti ci vuole troppo tempo", ha ribadito l’assessore Vittorio Bugli, "C'è già uno strumento che è una Commissione bicamerale, che doveva essere aperta e attivata anche alla presenza delle Regioni e che potrebbe diventare il luogo nel quale la Conferenza delle Regioni entra un po' dentro lo Stato. In quel luogo, si potrebbe da un lato analizzare preventivamente le norme che stanno andando avanti in Parlamento e dall'altro portare all'attenzione quelle magari più controverse che hanno in mente alcune Regioni, in modo da eliminare un contenzioso fastidioso e sempre più numeroso alla Corte costituzionale in un'ottica di cooperazione e di pari dignità fra Stato e Regioni”. 

“Inoltre - ha proseguito l'assessore - nelle richieste che purtroppo non sono state oggetto di un confronto e dibattito pubblico, vi sono cose chieste da un po' tutte le Regioni, che sarebbero attuabili anche con legge ordinaria. Io sono per farle. Ci sono poi altre richieste fatte da singole Regioni, anche esse affrontabili con una legge ordinaria. Facciamo anche quelle, in modo da dare l'impressione che tutto il discorso che ha fatto oggi il ministro parta da un base su cui tutti credono davvero e su cui si possono dare dei segnali subito".

Marsilio Marco

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha sottolineato che “Bisogna lavorare concedendo velocemente, nell’ambito del dettato costituzionale, l’autonomia alle Regioni che la meritano e sono pronte a poterla esercitare e, di pari passo, assicurare a tutti i cittadini e a tutti i restanti territori le misure e i servizi essenziali a garantire i diritti minimi di cittadinanza”.

“Quello odierno è stato un primo confronto istituzionale del neo Ministro con tutti i Presidenti delle Regioni, nel corso del quale è stato centrale il tema del percorso da perseguire, per garantire le autonomie e i servizi minimi essenziali ai cittadini di tutti i territori”.

Secondo il Presidente Marsilio si tratta di “un percorso che si può svolgere parallelamente, senza mettere vincoli sul prima e sul dopo. Continuare a tenere bloccata la dialettica con le Regioni che hanno chiesto l’autonomia, in attesa di non si sa bene che cosa e sul quando finisca un percorso, chiaramente produce lo strappo che abbiamo visto in questi anni. Non ci sarebbero stati i referendum in Lombardia e in Veneto - ha concluso Marsilio - se il Governo nazionale avesse dato attuazione per tempo e per modo alle misure che sono già contenute nella nostra normativa”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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