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Bullismo, scuola modello a Brindisi e campagna mirata a Bari
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Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano si è recato a Brindisi, all’Istituto alberghiero Sandro Pertini, per incontrare studenti e docenti che nei giorni scorsi si sono mobilitati a sostegno di un allievo dell’Istituto scolastico, vittima di bullismo omofobico.

FOTO2 Emiliano Brindisi

"Ci tenevo moltissimo ad essere presente qui - ha dichiarato Emiliano - per ringraziare una scuola che, dal punto di vista dell'integrazione, dovrebbe costituire un esempio per tutta la Puglia. Questo Istituto rappresenta un bene enorme per la comunità di Brindisi e per la regione. E per questo voglio congratularmi con il sindaco della città, che è anche presidente della Provincia, con gli studenti di questa scuola meravigliosa e con i docenti e il dirigente scolastico che hanno evidentemente seminato molto bene, tanto da costruire le cose belle che oggi sto vedendo qui”.

“Ho immediatamente avuto un moto di orgoglio per questi ragazzi e queste ragazze - ha aggiunto Emiliano - perché quando ho visto in che modo hanno reagito ad una cattiveria grande, che era stata compiuta nei confronti di un loro compagno, ho pensato che qualcuno, in particolare una istituzione, dovesse congratularsi con loro. Loro sono la nostra speranza per il futuro. Certo, sarebbe stato meglio forse che a felicitarsi con loro fosse stato il ministro della Pubblica Istruzione, ma non fa niente. Io sono con il Sindaco di Brindisi che rappresenta il mio orgoglio perché si sta battendo come un leone in questa situazione molto difficile”.

FOTO3 Emiliano a Brindisi

“Sono emozionato - ha continuato il Presidente - perché il Preside mi ha appena raccontato tutto quello che fanno qui. Siamo in una scuola che abbraccia tutti, anche le persone meno forti, più deboli e fragili. Siamo in una scuola del Sud dove le persone si impegnano moltissimo, siamo in una provincia del Sud, quella di Brindisi, dove ricordo da magistrato, che all’indomani della strage di Capaci questi ragazzi, i loro genitori, vennero sotto la Procura della Repubblica per dirci che la morte di Falcone, della sua scorta e di sua moglie, non avrebbero dovuto fermare l'azione di ripristino della legalità”.

Emiliano ha poi parlato di “un bellissimo progetto di legge, quello contro l’omofobia e la transfobia, all’esame del Consiglio regionale, che mira a mettere tutta la pubblica amministrazione e in particolare le scuole, nella condizione di conoscere cosa fare, come fare e come poter scambiare esperienze”.

“Un disegno di legge che serve alle famiglie e che certamente non è contro di loro. Dobbiamo solo imparare
a capire che ci sono dei momenti in cui le istituzioni non possono tacere. Se ad esempio il Preside di questa scuola, e la scuola nella sua interezza, avesse taciuto, semplicemente perché non sapeva cosa fare, sarebbe stato un danno gravissimo. Invece oggi stiamo facendo un gesto di amore collettivo. Queste pareti sono piene di striscioni che inneggiano all'amore in tutte le sue forme, e questo è un bene che le Istituzioni devono riconoscere anche con una legge. Ecco perché - ha concluso Emiliano - io mi auguro che questo disegno di legge venga approvato in fretta”.

FOTO6 Emiliano Brindisi

Nell'occasione è stato proiettato anche lo spot “Rompi il silenzio”, che la Fondazione Apulia Film Commission ha contribuito a realizzare nell’ambito del programma #teen explorer, un progetto di promozione della salute per la prevenzione dei pericoli del web, come l'adescamento on line e il cyber bullismo. Erano presenti per l’Apulia Film Commission la presidente Simonetta Dellomonaco, con Antonio Parente, Cristina Piscitelli e Fabrizio Stagnani.

Bully

All'niziativa di Brindisi fa eco quella di Bari, dove, nel Centro antiviolenza comunale - in strada San Giorgio 21 - è stata presentato l’avvio della campagna di comunicazione sociale “Don’t bully… be a friend” contro il bullismo e la violenza.

I contenuti e le immagini della campagna sono stati ideati in collaborazione con le scuole cittadine, in particolare con i ragazzi e le ragazze del liceo artistico G. De Nittis, con l’obiettivo di realizzare una campagna di sensibilizzazione rivolta ai giovani, i cui autori fossero coetanei dei destinatari.

Il percorso creativo rientra in un più ampio programma di percorsi di informazione, formazione e sensibilizzazione che il Centro antiviolenza ha promosso presso diverse scuole cittadine, coinvolgendo, oltre al liceo De Nittis Pascali, gli istituti Gorjux-Tridente-Vivante, Majorana, Euclide, Giulio Cesare e liceo Fermi.

21 02 19 presentata la campagna don't bully be a friend del Centro antiviolenza in collaborazione con le scuole cittadine 1

In modo più specifico, il Liceo De Nittis ha avviato un progetto di alternanza scuola lavoro con il Centro antiviolenza che ha portato alla creazione di un murales presso la sede del centro e di una serie di tavole illustrate sui temi della violenza e del bullismo.

“Ascoltare, tutelare, proteggere, favorire l’autodeterminazione delle donne e delle vittime di ogni violenza, ma prima di tutto prevenire, educare e informare, specialmente le nuove generazioni - ha dichiarato l’assessora al Welfare Francesca Bottalico - un impegno che abbiamo portato avanti costantemente in questi anni con l’aumento delle prestazioni del Centro antiviolenza comunale e grazie al supporto della rete cittadina ”Generareculturenonviolente”, promossa dall’assessorato e dalle realtà impegnate in attività di sensibilizzazione e promozione di culture non violente e della valorizzazione delle differenze".

"È nostro dovere informare e dialogare con i ragazzi e le ragazze, gli insegnanti, le famiglie, le donne, gli uomini e i bambini della nostra città. In questi mesi, - ha ricordato l'assessore Bottalico - attraverso gruppi di parola, laboratori educativi e linguaggi artistici, abbiamo guidato un percorso che ha visto coinvolte 5 scuole superiori e circa 1800 studenti con le loro storie ed emozioni, i loro racconti e le esperienze di violenza, vissute o ascoltate. Speriamo, quindi, che le oltre 30 opere d’arte e illustrazioni possano diventare generative per tanti altri ragazzi. Un messaggio di speranza per il futuro, per le vittime e per chi non ha ancora avuto il coraggio di denunciare e prendere coscienza, affinché si possa rompere la spirale di violenza e crescere costruendo relazioni sane e autentiche”.

Il percorso promosso dal CAV ha visto il coinvolgimento di docenti, genitori e alunni che frequentano le scuole primarie e secondarie, in attività formative e informative. Tra le tematiche affrontate durante gli incontri: differenze e somiglianze tra bullismo e violenza di genere, violenza di genere e bullismo, gestione del conflitto, stili di comunicazione passiva-aggressiva-assertiva con azioni di role play e discussione sulle emozioni private.

21 02 19 presentata la campagna don't bully be a friend del Centro antiviolenza in collaborazione con le scuole cittadine

Successivamente l’intervento è proseguito con le attività di produzione creativa e artistica a cura degli studenti e delle studentesse coinvolti, con la supervisione e collaborazione dei docenti e delle operatrici del Centro antiviolenza.

L’iniziativa è nata nell’ambito delle strategie e delle azioni messe in campo dall’assessorato al Welfare e dalla Comunità San Francesco, cooperativa sociale che gestisce il CAV, anche a seguito delle valutazioni emerse dal monitoraggio costante del fenomeno condotto dall’organizzazione. Tra i dati si rileva, a titolo esemplificativo, che il 70% delle donne vittime di violenza in carico al CAV di Bari ha figli, presumibilmente vittime di violenza assistita. A tal proposito le linee guida regionali in materia di maltrattamento e violenza nei confronti dei minori pongono particolare attenzione alla violenza assistita, soprattutto nelle raccomandazioni nei casi di violenza domestica.

21 02 19 presentata la campagna don't bully be a friend del Centro antiviolenza in collaborazione con le scuole cittadine 5

È anche in quest’ottica che il Centro antiviolenza comunale ha predisposto una serie di attività rivolte, in particolar modo, ai ragazzi e alle ragazze baresi, partendo dal presupposto che, per “generare culture non violente”, occorre impegnarsi a favore delle generazioni più giovani, promuovendo percorsi strutturati e continuativi di formazione, informazione e sensibilizzazione sulle tematiche dell’affettività, della violenza di genere e del bullismo. 

(gelormini@affaritaliani.it)

 
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