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Cittadella della Giustizia, d'Ambrosio Lettieri (FI): "Sentenza Corte di Giustizia europea rimette palla al Consiglio di Stato"
“La sentenza emessa dalla Corte di Giustizia europea sulla vicenda della Cittadella della Giustizia a Bari rileva l’inosservanza della normativa europea in materia di appalti pubblici, ma rimette, praticamente, la palla in mano al Consiglio di Stato che sino ad oggi si è espressa favorevolmente in ben cinque sentenze, a cui si aggiungono le due della Cassazione. È da questo punto fermo che occorre ripartire", dichiara in una nota Luigi d'Ambrosio Lettieri, coordinatore cittadino FI Bari. 
E aggiunge: "Qualunque sarà la decisione del Consiglio di Stato - che la stessa Corte di Giustizia europea indica come arbitro insindacabile, mi si passi il termine, in quanto la giurisdizione nazionale è non solo prevalente, ma, a meno che le norme procedurali interne consentano un intervento in progress sul dispositivo di sentenza definitivo, non si può violare il principio di intangibilità del giudicato – quello che conta è che finalmente si faccia chiarezza definitiva dopo troppi anni, si metta un punto fermo e si lavori ad una soluzione idonea e realizzabile per riportare alla dignità le condizioni di lavoro di operatori, magistrati, avvocati e forze dell’ordine e per consentire ai cittadini di fruire di servizi adeguati ed efficienti della Cassazione"
Cittadella Giustizia
 
 
"D’altronde, non era certo per un capriccio che stigmatizzavamo da tempo una situazione insostenibile. I nostri rilievi erano ampiamente confortati dai pareri autorevoli come quelli espressi dal Procuratore generale, dal Presidente della Corte di Appello e dal Presidente del Tribunale, che nei verbali del cda della Commissione di Manutenzione hanno messo nero su bianco per anni da un lato i problemi gravissimi dell'edilizia giudiziaria a Bari. Dall’altro, l’inadeguatezza e l’irricevibilità di soluzioni tampone, onerose e provvisorie nel frattempo proposte dal Comune di Bari. Concludendo che siccome la Cittadella della Giustizia della società Pizzarotti è in grado di soddisfare puntualmente e compiutamente nonché in tempi brevi e certi le esigenze di tutti gli uffici giudiziali ed in primis quella di un razionale e vantaggioso accorpamento in una sede unitaria, è assolutamente necessario che si solleciti il Comune a dare corso ai dispositivi delle sentenze senza ulteriori indugi in ricerche di soluzioni parziali non realistiche ed inidonee a risolvere complessivamente tutti i problemi dell'edilizia giudiziaria della città di Bari"
.
"La Commissione di Manutenzione - continua Lettieri - faceva anche riferimento alle sentenze. Non resta quindi, scriveva, che prendere atto della situazione e congiuntamente considerare che negli ultimi anni sono state emesse ben 7 sentenze, due della Suprema Corte di Cassazione a sezioni unite e cinque del Consiglio di Stato, che tutte univocamente individuano nella ditta Pizzarotti la società vincitrice della ricerca di mercato effettuata dal Comune di Bari per la costruzione di una cittadella della Giustizia. Noi non siamo innamorati di nessun progetto. Siamo innamorati di Bari e teniamo al fatto che la Giustizia possa essere messa in grado di lavorare al meglio per il bene della comunità”.
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d'ambrosio lettieriemilianocittadella giustiziabaricorte europea
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