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Domenico Di Paola e l’Impegno Civile per Bari

L’esperienza amministrativa, tra gli scranni del Consiglio Comunale di Bari, non ha particolarmente entusiasmato Domenico Di Paola, abituato all’operatività incalzante e avvezzo al monitoraggio progettuale e programmatico, tipico del manager di qualità.

Mimmo Di Paola 4

Impegno Civile per Bari, il movimento formatosi in occasione della sua candidatura alle scorse elezioni comunali, resta un bacino di consensi da non disperdere; utile a stimolare una maggiore consapevolezza sulle dinamiche dell’attività amministrativa, al di là degli annunci e della legittima propaganda politico-elettorale.

Per questo, dal suo quartier generale - l’ex Svimservice all’ombra “illuminata” del Faro San Cataldo - annuncia di voler vestire i panni del “padre nobile” e di voler provare a declinare la spinta civile di impegno per la città, attraverso una sorta di azione catalizzatrice.

Di Paola1

“Non presenterò alcuna lista - chiarisce subito Mimmo Di Paola - la nostra è un'associazione aperta a tutti, indipendentemente dalle simpatie politiche, dal credo religioso, dal colore e dal genere. Appoggeremo chi sosterrà le nostre istanze, che ho voluto sintetizzare in cinque 'sfide' per il rilancio di Bari”.

Un ‘Manifesto per Bari” articolato in cinque progetti strategici ed una serie di punti qualificanti, per innovare e ottimizzare la macchina comunale, oltre che migliorarne la gestione politico-amministrativa. Obiettivo: coinvolgere candidati sindaco, partiti e coalizioni, in un dibattito pubblico aperto, orientato ad un programma reale, fattibile e concreto: fatto di scelte condivise e analisi di contesto obiettive e certificate.

L’ingegner Di Paola annuncia di voler puntare ad offrire un contributo fattivo, onde selezionare in anticipo i temi chiave della campagna elettorale. Chiede, pertanto, ai candidati sindaco - attuali e futuri - di "Sottoscrivere, prima delle elezioni, almeno uno dei cinque impegni da attuare entro la fine del mandato. Ciò al fine di fornire ai propri associati concreti e ragionati elementi per esprimere il loro voto".

Fra i punti chiave del manifesto figurano la presentazione in anticipo della squadra degli assessori, un piano dettagliato di marketing territoriale, che prevede la connessione di una serie di attrattori esistenti. E, ancora, altri spunti di riflessione sul controllo di gestione interno, una verifica dell’azione amministrativa, una riorganizzazione negli affidamenti delle consulenze esterne, l’individuazione trasparente dello staff del sindaco.

Di Paola Impegno Civile

“Nessun no pregiudiziale a centrosinistra e centrodestra - ribadisce Di Paola - ma vogliamo sapere come si intende risolvere l'emergenza giudiziaria con una sede adeguata, dopo le figuracce dello scorso anno. Ci piacerebbe confrontarci e dare il nostro contributo per un sistema idrico e fognante, che possa guardare ai prossimi 50 anni come orizzonte di programmazione e fruizione, ma anche per il varo di un vero Piano Urbanistico Generale per la città, per l'apertura reale del porto ai cittadini e ai turisti, e per un efficace marketing territoriale".

“So bene che amministrare una città non è facile - sottolinea Mimmo Di Paola - ma mentre le grandi capitali come Londra pensano lungo e riescono a rendere attrattiva la città nel suo insieme - valorizzando persino il Tamigi - qui a Bari non riusciamo a qualificare adeguatamente una perla come il “Lungomare”. Per non parlare del waterfront di San Girolamo, dove la costruzione centrale è da demolire e dove ci piacerebbe anche capire se è stato il Politecnico a sbagliare la relazione sul Piano Meteo Marino o se il Comune non l'abbia applicata a dovere".

Zes porto bari

Il pungolo di Di Paola tocca anche la privatizzazione dello Stadio San Nicola: “La squadra della città deve poter giocare, ma i titolari della società devono pagare un adeguato canone di gestione. Quel costo non può gravare sui cittadini”. Così come la programmazione pluriennale dei servizi, dato che: “Nel 2017 Bari e Lecce facevano registrare un 37% di raccolta differenziata dei rifiuti. Ma nel 2018 mentre Bari vanta un incremento al 39%, Lecce registra un picco di ben il 62%”.

foRUM G7 Bari

Di Paola, inoltre, chiede un’incisiva riorganizzazione della macchina amministrativa, un potenziamento dei controlli e una maggiore dedizione alla proposta di progetti-obiettivo per lo sviluppo: "E' inevitabile agire in tal senso, perché è sotto gli occhi di tutti che la città non progredisce, che tende ad accontentarsi di effimere apparenze e non riesce - per esempio - a produrre e dedicare nuove e necessarie risorse al Welfare. Una visione che non ci porta da nessuna parte”.

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L'imprenditore e già amministratore di Aeroporti di Puglia decide, quindi, di posizionarsi sul trespolo, fuori o al di sopra della contesa politica, e lanciando il suo “Manifesto per Bari”, incita i cittadini - sostenitori o no - ad essere più informati sulle cose che riguardano la città e sentirsi protagonisti attivi, anzi pro-attivi, del suo futuro. Tanto da lanciare anche un hashtag: #votareinformati.

L’appuntamento è per la prossima metà del mese di marzo, per la presentazione di “Bari 2019”: il rapporto analitico sullo stato del capoluogo pugliese, commissionato a Tecnè, primaria società di ricerca, con il quale avviare un dibattito e un confronto, in funzione della tornata elettorale di maggio.

(gelormini@affaritaliani.it)

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