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Fondazione Antiusura San Nicola-Santi Medici: da 25 anni accanto alle famiglie

“Da 25 anni accanto alla genteè il titolo della Relazione Socio - Pastorale,  allegata al Bilancio consuntivo 2018 e Preventivo 2019 della Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici di Bari che il 1 luglio 2019 celebrerà il suo 25 anniversario. Sono numerosi  gli eventi in programma per commemorare la costituzione della Fondazione San Nicola e Santi Medici,  promossa da Mons. Mariano Magrassi, allora Arcivescovo di Bari,  con il Messaggio Pasquale del 1994 “Strangolati dall’usura”.

usura soldi 2 2

N. 6 denunce per usura,  n. 450 circa  persone/famiglie ascoltate, n. 10 pratiche  garantite dai Fondi dello Stato per 479 mila euro, n.3 pratiche in fase di erogazione  per complessivi 165 mila euro, n. 38 pratiche garantite con Fondi Propri per un totale di 126.473,00 euro.

Sono alcuni dei dati pubblicati nella Relazione al Bilancio che connotano lo stato di crisi economica in cui versa il territorio. La Fondazione è  intervenuta, anche quest’anno,  su sollecitazione di numerose famiglie, per impedire la vendita degli immobili all’asta. Alle persone sull’orlo della disperazione perché prossime ad essere private del bene “casa” è stato garantito ogni possibile sostegno giuridico ed economico. Ammontano ad oggi a oltre 240 mila euro le spese per l’assistenza legale a carico della Fondazione.

Le esecuzioni immobiliari e i fallimenti rappresentano degli ulteriori indici di indebitamento del territorio. I procedimenti esecutivi immobiliari definiti presso i Tribunali di Bari, Foggia e Trani, riportati nella Relazione annuale sull’Amministrazione della Giustizia (All. 7), risultano per il periodo 2017-2018, n.10.798 (nel solo Tribunale di Bari sono 5.197, rispetto ai 4.228 del precedente rilevamento).

Fondazione Antiusura

I fallimenti dichiarati e chiusi relativamente ai Tribunali di Bari, Foggia e Trani, sono stati, nel periodo 2017 -2018, rispettivamente 355 (con un aumento del2%) e 424 (con un aumento del 4%). I concordati preventivi segnalati dalla Presidenza del Tribunale di Bari, sono in aumento.

Nell’ambito dell’attività di Educazione alla Legalità è continuata l’opera di incoraggiamento alla denuncia degli usurai. Sono otto le denunce presentate alle forze dell’ordine tramite la Fondazione nel 2018. Restano sempre poche rispetto al dilagante fenomeno dell’usura in Puglia. Dai dati del Ministero dell’Interno si rileva che sempre meno imprenditori e commercianti si sono rivolti al Fondo di Solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura per godere dei finanziamenti previsti per chi subisce tale tipo di reati.

usura

Dalla Relazione sull’Amministrazione della Giustizia della Corte d’Appello di Bari risulta che: è rimasto sostanzialmente stabile il numero complessivo dei reati di estorsione rispetto allo scorso anno (da 864 a 870). Per quanto riguarda i reati di usura è egualmente diminuito il numero rispetto al 2017 (da 256 a 189).

La Relazione afferma che: “il delitto di usura si collega alla infiltrazione della malavita nel ruolo di finanziamento delle imprese ed esige una adeguata opera di prevenzione, nonché di solidarietà ed educazione alla legalità...”.  Nel 2018 il Comitato nazionale Antiracket e Antiusura ha deliberato 12 pratiche per usura per oltre 2,6 milioni di euro. Ad oggi risultano in fase di istruttoria presso la Prefettura di Bari oltre 30 richieste per l’accesso al Fondo di Solidarietà; altre sono state presentate presso le Prefetture di Foggia, Lecce, Taranto e Brindisi.

Sul versante delle denunce di usura nel Distretto di Bari la Fondazione ha assicurato ogni possibile sostegno alle vittime mettendo a disposizione competenze e professionalità in tutto il percorso giudiziario delle persone “sotto schiaffo”: per alcune persone “coraggiose” è stato attivato, ed è in corso, il Programma di Protezione statale. Nel 2018 la solidarietà a favore delle vittime di usura ed estorsione è stata espressa dalla Fondazione con Fondi Propri, sia mettendo a disposizione la somma necessaria per l’assistenza legale, sia nella fase della denuncia che delle indagini preliminari, sia per la costituzione di parte civile nel processo penale.

durso 2.

La decisione di costituzione come parte civile nei processi per usura (oltre i 6 casi in essere ci sono altri casi da formalizzare) si è rivelata in tutti i casi provvidenziale. Essa è in linea con le finalità della Fondazione che ha come fine non solo la solidarietà, l’educazione e la promozione della legalità. È appena giunto a conclusione un lungo processo penale per usura ed estorsione, in Cassazione che ha visto condanne definitive per usura. I procedimenti penali risultano ancora molto lunghi e si rivelano molto articolati.

Nella esperienza della Fondazione si sono visti “sfilare” alcuni personaggi della malavita organizzata: alcuni risultano condannati in prima e seconda istanza e per altri le indagini sono ancora in corso. Dallo stato di questi processi e dal loro percorso processuale, riportato con fedeltà e continuità, è possibile ricavare uno spaccato preciso dell’esperienza malavitosa che naviga nel mondo dell’estorsione e dell’usura.

Chi denuncia ha bisogno di non sentirsi abbandonato prima, durante e dopo il processo, sia sul piano personale che familiare e aziendale. Il sostegno morale, familiare ed economico della Fondazione a queste persone, soprattutto quando in situazioni concrete è stata constatata la presenza di personaggi della malavita organizzata, è ed è stato sempre di grande aiuto.

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La Puglia è “malata di azzardo”, si legge, inoltre,  nella Relazione annuale. È ai primi posti tra le Regioni d’Italia (dati 2018). Secondo una recente indagine è Casamassima la capitale del gioco d’azzardo in Puglia. Con una spesa pro capite che, in media, sfiora i 4.000 euro, il Comune della provincia di Bari occupa il gradino più alto della top 20 regionale per il secondo anno consecutivo. I dati si riferiscono ai giochi gestiti dall’Amministrazione dei monopoli dello Stato. È come se, a Casamassima, ciascuno dei (quasi) 20mila residenti avesse bruciato più del 20 per cento del proprio reddito annuo, pari, in media, a circa 15.900 euro. Un record. Perché la cittadina alle porte di Bari surclassa la spesa media regionale di oltre 1.500 euro.

E il calcolo è presto fatto se, in Puglia, sono andati in fumo 1.120 euro a testa in slot machine, scommesse o gratta e vinci, in media e nel solo 2018. Il dato piazza la regione al 14° posto della classifica nazionale, sempre per spesa pro capite, dopo il Trentino Alto Adige e prima del Piemonte. Il che, in ogni caso, significa poco più di quattro miliardi bruciati sull’altare dei “giochi” gestiti dallo Stato. A tanto ammontano le giocate made in Puglia del 2018. Scorrendo la classifica regionale, poi, si incontra un altro piccolo comune: Sammichele di Bari.

Qui, le giocate pro capite - sempre secondo i dati dei Monopoli dello Stato - sono a quota 2.600 euro per il 2018. Segue Lecce con 2.500 euro, che valgono il gradino più alto della classifica delle città capoluogo di provincia, sempre su scala regionale e sempre in tema di spese relative all’azzardo. Ma il 7° posto nella top ten nazionale dei centri di media grandezza, quelli con un numero di abitanti compreso fra i 50 e i 200mila spetta rispettivamente ai comuni di Putignano e Trani, con circa 2.500 euro di spesa pro capite. Bari, invece, non si discosta molto dalla media pugliese, ma resta sempre sopra l’asticella: +352 euro, con giocate pari a una media di 1.700 euro a testa.

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Nella graduatoria  barese  Casamassima e Sammichele restano saldamente in testa nella top 20 dei Comuni della Provincia di Bari, a salire sul terzo gradino del podio è Putignano. I residenti della città del Carnevale pugliese per antonomasia hanno bruciato in media 2.500 euro in gioco d’azzardo. Poi, scorrendo dal 3° al 18° gradino la top 20 dei Comuni dell’Area Metropolitana, non si incontrano più giocate superiori ai duemila euro. Si va dai 1.900 euro della spesa pro capite di Monopoli - una posizione davanti a Bari - ai 1.350 euro di Turi. Chiudono Conversano e Ruvo di Puglia, con 1.300 euro di giocate a testa.

Nella  classifica provinciale dei sei capoluoghi pugliesi, sempre sulla base delle puntate pro capite 2018, svetta la provincia di Barletta Andria Trani. Ognuno dei residenti ha speso in media 1.600 euro, mandando in fumo più di mezzo miliardo nel complesso. E piazzando la provincia al 38° posto della classifica delle 107 province d’Italia, è la prima pugliese che si incontra scorrendo l’elenco.

L’Area Metropolitana di Bari - 51° nel ranking nazionale - segue a ruota con i 1.500 euro di giocate pro capite, in media. Più di un miliardo e mezzo, se si considerano tutti i 41 comuni che ne fanno parte. A metà classifica la provincia di Taranto, terza nella scala regionale e 54ª sulle 107 province italiane. Qui i residenti hanno speso in media 1.400 euro a testa e quasi 700 milioni nel complesso. E ci sono poi la provincia di Brindisi (1.500 euro pro capite), quella di Lecce (2.500) e Foggia (1.200), che, nella graduatoria delle Province Italiane, si posizionano al 56°, al 75° e al 104° posto.

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Molto attivi e collaborativi si confermano i  Centri di Ascolto locali  che  assicurano capillarità al servizio della Fondazione. Sono state pertanto confermate  le Convenzioni con le Diocesi di: Altamura-Acquaviva-Gravina; Molfetta-Giovinazzo-Ruvo-Terlizzi; Taranto; Castellaneta; Conversano-Monopoli; Oria; Otranto; Ugento-Santa Maria di Leuca; Nardò-Gallipoli; Trani-Bisceglie-Barletta.

“I venticinque anni trascorsi ci vedono soddisfatti del lavoro svolto e fieri dei risultati ottenuti", conclude la Relazione il Presidente della Fondazione San Nicola e Santi Medici Mons. Alberto D’Urso, "E' solo una tappa però. Il nostro cammino è già rivolto a problemi irrisolti da molto tempo e il nostro impegno è di affrontarli come se fosse il primo giorno".

"È purtroppo da registrare l’ulteriore ritardo circa l’inserimento delle famiglie tra i beneficiari delle provvidenze di cui all’art.14 della L. 108/96 - denuncia Mons. D'Urso - che tuttora accredita solo coloro che svolgono attività economiche. La Fondazione continuerà la sua battaglia perché alle persone/famiglie venga riconosciuto questo diritto costituzionale, convinta che tale riconoscimento incoraggi la denuncia per snidare dal sommerso i protagonisti dell’usura, dell’estorsione e di ogni tipo di intimidazione”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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