Ilva/ La lettera: "Spostamento coatto del quartiere Tamburi? Solo propaganda. Il sindaco si costituisca parte civile e chieda i danni"
Gent.mo direttore Angelo Maria Perrino,
vi scrivo in merito a quanto ho letto sul vosto sito e rimango perplesso delle affarmazioni del nostro "caro" sindaco, che sembra svegliarsi da un torpore di anni, riguardo allo spostamento coatto di 17.000 abitanti residenti nel quartiere Tamburi senza indicare né dove né come. Anche se questo mi sembra solo propaganda esaminiamo comunque la possibilità di una simile operazione.
Avvenuto lo spostamento (dove non si sa) il quartiere diventerebbe fantasma e le attività produttive che fine farebbero? Se ne farebbe carico il sindaco? E qualora tale operazione andasse in porto secondo lei le abitazioni vuote non sarebbero occupate poi da ROM E SIMILI? Vogliamo fare della città un luogo più morto di quello che già è, vista la capacità dell'amministrazione locale di rendere vivibile la città?
E poi chi ha detto che sono solo i Tamburi (di sicuro i più colpiti vista la logistica dell'impresa)? ASSOLUTAMENTE NO!!! Parlando della città negli attuali confini vediamo che l'inquinamento arriva fino (e di sicuro supera) i confini dei Tamburi raggiungendo tutto il borgo, e oltre (dove desidero ricordare che ogni giorno occorre lavare i pavimenti dei balconi che sono pieni di polveri di tutti i tipi (si evince dall'acqua nera che si ottiene dopo tale operazione). Poi Paolo VI? Il sindaco si è dimenticato del quartiere costruito proprio per gli operai dell'Ilva? E per finire l'ex borgata di Statte, ora comune autonomo, dove le ciminiere fumanti sono ben visibili da quella distanza ...
ALLORA MI CHIEDO PIUTTOSTO CHE PROCLAMI IMPOSSIBILI DA REALIZZARE IL SINDACO , CHE RAPPRESENTA DIRETTAMENTE LA POPOLAZIONE E NON SOLO L'ENTE, potrebbe (se solo lo volesse seriamente) costituirsi parte civile e chiedere i danni, dato che le amministrazioni precedenti si sono ritirate (comune e provincia) e per quanto ne so non mi risulta che la decisione sia stata modificata...
Insomma delle due l'una: o si sposta la città o si fa come dice l'associazione EUPARION, nella lettera a voi inviata, di seguire l'esempio di GENOVA e definendoci (giustamente ) "la molle tarentum" che a mio giudizio sa solo guardare al passato senza progettare nulla di diverso (a parte le assurdità del "sindaco" che dovrebbe essere il garante delle alternative che il nostro territorio può offrire richiamando aziende che sono interessate a progetti di rinnovo dell'offerta lavorativa in modo che venga tutelata sia l'occupazione che la salute e non come ora che accade il contrario che la salute è solo un "optional" a discrezione della "GRANDE" industria di cui siamo succubi CHE POI DI GRANDE NON SO COSA ABBIA SE NON LE DIMENSIONI).
E se proprio non fosse possibile evitare di fare (come indicato nel vostro articolo) "regalie" a destra e a manca e investire gli stessi per migliorare la vita della città, certo mi rendo conto che sarebbe una goccia nell'acqua visto che non sono milioni, ma come diceva un vecchio proprietario terriero "con una lira per volta si fa la 100 lire e con le 100 lire si fanno le 1000 lire e si portano in banca" seguendo questo motto FORSE in circa 20 anni avremmo avuto, senza troppi problemi, i capitali per riqualificare l'area e renderla neutra rispetto alla popolazione che nel frattempo ha continuato a morire di tumore e il cui picco non è ancora arrivato anche se non credo in una riduzione dell'incidenza nei prossimi anni .
Invece di regalie a chi già ha i mezzi per tirare avanti e che DOVREBBE occuparsi per sua natura del bene (sotto tutti gli aspetti della vita desidero fare l'esempio dei puzzle ogni incastro và collocato al suo posto altrimenti oltre a non riuscire non si vede l'immagine corretta e tanto più è complesso tanta più abilità e competenza serve) di coloro che li hanno votati per rappresentarli forse solo su promesse elettorali impossibili ma come sappiamo agli italiani (tutti) piace illudersi per quisquillie e dopo il voto trovarsi davanti ad una realtà molto diversa e dura da come promesso il giorno prima del voto.
Come diceva un famoso politico "cambiare tutto per non cambiare nulla"
QUESTA E' L'ITALIA ! SPERIAMO CHE IL MAGISTRATO NON SI FACCIA INFLUENZARE DAL CANTO DELLE SIRENE E UTILIZZI IL SISTEMA DI ULISSE. DEVE ANDARE AVANTI A PRESCINDERE. FORZA GIUDICE TODISCO!!!!
Di Gianni Marino


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