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La tradizione dei biscotti Di Leo Il territorio nel sapore dei ricordi

Di Leo sta alla Murgia appulo-lucana come Ferrero sta alla Langa piemontese. Non certamente per le dimensioni aziendali o il ventaglio della produzione da scaffale, quanto per l'immedesimazione autentica di un'azienda e di una tradizione col proprio territorio e con la gente che ne rappresenta l'animo più nobile.

Di questo, Pietro Di Leo, il patron odierno di una realtà industriale che conserva tutte le peculiarità dell'antica dignità artigianale, è perfettamente consapevole. Così come lo sono i suoi collaboratori e l'intera "famiglia" dei suoi dipendenti.

Una storia che nasce nel forno per pane di Ciccio Di Leo ad Altamura, prima di assumere i risvolti del romanzo industriale, dopo aver attraversato la frontiera a trame strette del coraggio imprenditoriale. Indispensabile, a quel tempo, a chiunque nella cittadina murgiana fosse stato attratto dalla dinamicità produttiva della vicina Matera.

Da forno per il pane a panificio, per poi lanciarsi con decisione nel "dolciario" e dar corpo a una delle declinazioni più variegate e fantasiose del cosiddetto "articolo da forno" concentrato soprattutto sul prodotto più tipico è più duraturo: il biscotto.

Un concentrato di fragranze che meglio di qualunque altro prodotto riesce a custodire ed esaltare il "sapore della memoria" e il "sogno di un territorio". Per questo il caleidoscopio dei formati e dei gusti dei biscotti Di Leo sono gli incipit suggestivi dei capitoli senza fine di un romanzo sensoriale, capace di raccontarci asprezze e dolcezze, forza e tenerezza,  luce e contrasto, inquietudini e speranze, tradizione e creatività, storia e modernità di un intero Sud, riflesso nei solchi somatici e nei sorrisi meridiani della gente che ne anima i paesaggi e ne segna la quotidianità.

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Conseguenza naturale, per un'impresa comunitaria che persegue il riscatto di una terra che da sempre coltiva il pensiero e la cultura, con lo stesso affetto e la stessa dedizione che ha sempre riservato ai suoi campi e alle sue risorse atavicamente mai abbondanti, l'abbraccio col grande appuntamento: "Matera Capitale Europea della Cultura 2019".

Una sfida che vede Pietro Di Leo e la sua azienda in prima fila sul fronte operativo e su quello della comunicazione, con interventi mirati, qualificanti ed emozionanti, a partire dall'istituzione di una linea di produzione "I caveosi", che rimanda chiaramente alla parte più antica dei Sassi di Matera, oltre ad voler essere un prodotto con forte identità territoriale: i cui ingredienti tradizionali sono trattati con solo Olio Extravergine d'Oliva e vino bianco IGP della Lucania.

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Una sorta di rivoluzione culturale, quella portata avanti da Pietro Di Leo e dai suoi collaboratori, che nel rinnovare il legame a doppio filo col territorio, rinnova l'impegno per fare della cultura il suo motore di sviluppo, esaltandone di volta in volta le eccellenze e i patrimoni anche immateriali, in un contesto interregionale racchiuso tra due siti UNESCO come Castel del Monte e i Sassi di Matera.

In tal senso la linea dei biscotti biologici Fiorbì rigorosamente preparati con semole di "grano duro varietà senatore Cappelli", la scelta della linea Fattincasa "senza olio di palma" o quella dei Paesani integrali con tutto il ventaglio Di Leo: dai Frollini alla Nuvoleé, dai ViviSano ai Savoiardi fino ai Tarallini, è una continua testimonianza di cooerenza aziendale, che intreccia nella narrazione del gusto: sapori, memoria, carattere e benessere.

"Ci sono ancora oltre 7 milioni di persone, che non fanno colazione al mattino", ricorda Pietro Di Leo, "rappresentano per noi uno stimolo ulteriore verso una frontiera ricca di opportunità. Il nostro impegno e a nostra tenacia si rinnovano ogni giorno col levar del sole. La nostra soddisfazione è racchiusa nei sorrisi che illuminano i volti di chi ha appena assaggiato o mangiato i nostri biscotti. Lo stesso che vedevo spuntare su quello dei miei genitori e di mio nonno, tra uno sbuffo di farina e un riverbero di fuoco proviente dal forno".

 

(gelormini@affaritaliani.it)

Tags:
di leobiscottitradizionesaporiferreromateraaltamuraforno

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