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Lecce, Salvemini: l'anatra zoppa continua a correre

I consiglieri leccesi di centrodestra avevano chiesto di congelare i Consigli comunali fino al 9 novembre, definendo la maggioranza di centrosinistra “abusiva”, pensando che finalmente sarebbe arrivata una decisione favorevole come quella del Tar di Lecce, ma non è andata così. Salvemini può governare tranquillo, almeno fino all’8 febbraio, data in cui il Consiglio di Stato dovrebbe dire l’ultima parola sulla cosiddetta “vicenda dell’anatra zoppa”. Il sindaco, infatti, secondo i calcoli del Ministero, non avrebbe la maggioranza.

presicce lecce salento
 

 

E’ stata la Commissione elettorale ad attribuirgli un ricco premio di maggioranza, interpretando la legge in modo tale da unire nel calcolo per la composizione del Consiglio primo turno e ballottaggio tra i soli candidati sindaci, al fine di garantire la governabilità. Alle scorse elezioni, infatti, la coalizione di centrodestra vince al primo turno sfiorando il 53 per cento, ma il suo candidato sindaco, Mauro Giliberti, prende solo il 46 per cento dei voti a causa di lotte intestine e doppi giochi.

 

Alcuni componenti del centrodestra (soprattutto in Forza Italia) che non avevano digerito l’accordo su quel candidato sindaco troppo vicino a Fitto: pensavano di farlo perdere rimanendo in maggioranza in Consiglio. Con questa mossa i congiurati fanno fuori il loro candidato sindaco e successivamente avrebbero fatto cadere il sindaco uscente per poi andare a nuove elezioni con un candidato a loro più gradito. Va tutto secondo i piani dei doppiogiochisti del centrodestra fino al ballottaggio: vince il candidato del centrosinistra, Carlo Salvemini, che chiude un apparentamento con un ex assessore della giunta uscente di centrodestra, Alessandro Delli Noci.  

 

Lecce Giliberti Salvemini
 

A sparigliare le carte arriva la decisione del Tar, che smonta l’interpretazione della Commissione elettorale, spiegando che non è possibile unire i due turni delle elezioni comunali. La legge, dunque, secondo i giudici di primo grado, non contempla il cumulo dei due segmenti, perché nel primo si votano i consiglieri e nel secondo solo i sindaci. Ma non è finita qui, perché, con un’ordinanza, il Consiglio di Stato sospende la decisione del Tar, lasciando la situazione immutata: ovvero la maggioranza al centrosinistra, coalizione che sostiene il sindaco Salvemini. Ieri l’ultima puntata di un’autentica telenovela giudiziaria: tutto rinviato all’8 febbraio, con un’ordinanza dai contenuti che il sindaco leccese in carica definisce molto interessanti.

Lecce 2019 ros
 

“Le questioni di diritto che caratterizzano la presente controversia implicano l’interpretazione da dare all’art. 73 comma 10-seconda parte del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 secondo i diversi canoni letterale, logico-sistematico e della coerenza costituzionale - spiegano i giudici amministrativi - Sotto questo profilo occorre una disamina e una puntualizzazione propria della sede di merito, anche al fine di ripercorrere analiticamente le acquisizioni cui sinora è pervenuta in proposito la giurisprudenza di questo Consiglio; l’esecutività della sentenza di primo grado deve essere sospesa”.

 

Contrariamente alle previsioni, la Sezione III del Consiglio di Stato non ha inteso pronunciarsi nel merito delle vicende riguardanti i Comuni di Avezzano e di Lecce, ma con un’ordinanza ha accolto l’istanza cautelare e ha sospeso l’esecutività della sentenza impugnata ritenendo che per l’approfondimento della ricostruzione giuridica occorre un approfondimento nel merito. I giudici hanno contestualmente stabilito che la composizione del Consiglio Comunale rimanga inalterata. Ciò vale per il Comune di Avezzano e di Lecce. Per la prossima puntata bisognerà attendere l’anno nuovo: i consiglieri leccesi di centrodestra saranno costretti a scendere dall’Aventino.

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