Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Patroni Griffi: 'Pillole
pedagogiche sulle ZES'

Il contribito del Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale dell'Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, sulla vicenda ZES.

Patroni Griffi: 'Pillole pedagogiche sulle ZES'

Il contribito del Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale dell'Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, sulla vicenda ZES che ha portato anche alle sue dimissioni dal Comitato regionale ZES.

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Le Zone Economiche Speciali sono delle aree territorriali contraddistinte da un regime giuridico particolare e diverso rispetto al territorio che le circonda. Segno comune delle Zes è infatti la creazione di un sistema giuridico/economico che favorisca la crescita delle imprese autocnone, attragga investimenti esteri, favorisca l'import export.

Le misure legislative che rendono speciali queste zone variano da paese a paese. In moti casi consistono in esenzioni doganali (e in questo caso la Zes coincide con una zona franca), in altri in semplificazioni burocratiche, flessibilità dei rapporti di lavori, aiuti economici, misure fiscali di sostegno.

Comunque sia il modello delle zone economiche speciali si è dimostrato (salvo alcune eccezioni ed epic fails) idoneo a sostenere lo sviluppo e contrastare i periodi di recessione economica. In questa ultima direzione fanno scuola le 14 Zes polacche che hanno sostenuto la crescita e l'occupazione di tale paese ben oltre le percentuali medie degli altri paesi dell'eurozona.

Oggi le Zes nel mondo sono oltre 4500, in Europa oltre 70. E questi numeri sono in crescita. Non tutte le Zes sono però uguali. Esistono Zes 'generiche' ed altre tematiche, volte a sostenere lo sviluppo di determinate tipologie di imprese.

 

 

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Questa la scelta, implicita, del legislatore italiano. Prevedere l'istituzione l'istituzione nelle regioni meno sviluppate ed in transizione (Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria, Sicilia e Sardegna) di zone geograficamente delimitate e chiaramente identificate collegate ad un porto 'core' (inserito nelle reti TEN-T europee).

 

 

La scelta, come anticipato implicita, è dunque di favorire lo sviluppo delle imprese collegate alla logistica marittima. Sostenendo lo sviluppo della portualità italiana e coerentemente con l'ampia e significativa riforma della stessa (Riforma Delrio). Non a caso il Comitato di Gestione della Zes è presieduto dal Presidente dell'Autorità di sistema portuale, composto da un rappresentante della regione (o regioni in caso di Zes interegionali), da un rappresentante della Presidenza del CdM e di uno del MIT e si avvale del Segretario generale dell'Adsp per l'esercizio delle fuzioni amministrative gestionali.

 


I vantaggi delle imprese insediate nelle Zes consistono: a) procedure burocratiche semplificate; b) accesso alle infrastrutture logistiche esistenti e di quelle realizzate con il piano di sviluppo; c) crediti d'imposta per gli inestimenti. Per poterne godere le imprese devono mantenere l'attività nell'area per almeno sette anni. Sono escluse le imprese in liquidazione (evidentemente anche concorsuale).

 


Il primo decreto attuativo, in fase di approvazione, conferma la scelta. Le Zes elettivamente si sviluppano nei retroporti, ovvero intorno a piattaforme logistiche ed interporti. Il piano di sviluppo strategico deve identificare le attività di specializzazione territoriale che si intendono rafforzare e il loro nesso economico-funzionale con i porti afferenti alla Adsp. Insomma il legislatore prevede un duplice requisito per essere inseriti nella Zes: oggettivo (legame con l'attività portuale) e soggettivo (attività delle imprese).

 


Inoltre il decreto pone le basi per una concorrenza tra le Regioni. Le Zes non saranno in Italia tutte uguali, ma la loro attrattività dipenderà dalle semplificazioni che le Regioni e gli enti locali si impegnano ad adottare per le iniziative insediate nella Zes (devoluzione di poteri al comitato di indirizzo), agevolazioni ed incentivazioni regionali aggiuntive rispetto a quelle statali, supporto amministrativo apprestato al comitato di indirizzo.

 


La riforma, dunque, attribuisce una grande responsabilità alle Regioni per il successo delle Zes. Il tempo dirà se di tale responsabilità le Regioni faranno buon uso. Sulla loro capacità poggia la speranza di far decollare la logistica del meridione e di promuovere una rigenerazione economica coerente con i principi della cosiddetta blu e circular economy. Che oggi presiedono allo sviluppo delle Zes estere più innovative.

 

 

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Pubblicato sul tema: Pagliaro (FI): 'Dalle ZES alle ZLS, gabbato il Sud'


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