Luisa Torsi e la ricerca bio-elettronica (di A. Gelormini)

Nella Puglia delle eccellenze nascoste il futuro si fa concreto nel racconto appassionato di una giovane ricercatrice, Luisa Torsi, Ordinario di Chimica all’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, che ci introduce ad una scoperta, appena pubblicata dalla prestigiosa rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences), destinata a rivoluzionare il complesso mondo della diagnostica medica

di Antonio V. Gelormini

Raccontare il futuro non è prerogativa solo della letteratura, dei sognatori o degli idealisti. Nella Puglia delle eccellenze nascoste, quella delle “formiche laboriose” tanto cara a Tommaso Fiore, il futuro si fa concreto nel racconto appassionato di una giovane ricercatrice, Luisa Torsi, Ordinario di Chimica all’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, che ci introduce ad una scoperta, appena pubblicata dalla prestigiosa rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences), destinata a rivoluzionare il complesso mondo della diagnostica medica. Un percorso binario condotto lungo l’improbabile interazione tra Biologia ed Elettronica, insieme al Corresponding Author, Gerardo Palazzo, e ad un gruppo di valenti ricercatori quasi tutti pugliesi, che oggi raggiunge un traguardo importantissimo. E che nella fase di studio e ricerca precedente l’ha già portata all’assegnazione del Premio Heinrich Emanuel Merck per le Scienze Analitiche.

Prima donna e primo italiano a vedersi assegnato l’ambitissimo riconoscimento scientifico, curato da uno dei colossi multinazionali nella produzione di cristalli liquidi e della ricerca applicata e dell’industria farmaceutica. Il piccolo studio nel Dipartimento di Chimica dell’Università è illuminato dallo sguardo vispo della dottoressa Torsi e dal fascino delle sue presentazioni, che ben presto lo trasformano in una piattaforma virtuale di lavoro, simile a quelle che da Minority Report a Mission Impossible, fino al laboratorio super-tecnologico di Iron Man, accendono stupore e fantasia di spettatori, studiosi ed analisti. La scoperta, come spesso accade nei lavori d’equipe, nasce da una cosiddetta “eresia” della dottoressa Maria Magliulo, post doc della Torsi, che caparbiamente diventa “eresia sostenibile”, tra gli apprezzamenti della squadra, fino a veder riconosciuta la tenacia “galileiana” con l’importante risultato raggiunto.

Nel processo di realizzazione di sensori elettronici applicabili alla diagnostica, spiega Luisa Torsi: “L’idea è stata quella di pensare d’inserire la componente biologica, come strato intermedio, nella costruzione del dispositivo elettronico”. Un sistema che la moderna tecnologia riesce a realizzare su supporti flessibili come “film”, consentendo l’adattamento delle rigidità elettroniche alle sinuosità della biologia. I vantaggi del nuovo sistema risiedono nella sua estrema sensibilità ed affidabilità, e nei bassi costi di realizzazione. “La nostra piattaforma – aggiunge la prof.ssa Torsi – fa intravedere la possibilità di realizzare sensori elettronici completamente integrabili in un circuito realizzato con tecnologie di stampa low-cost, addirittura su un pezzo di carta”.

In pratica, “Lo scenario potrebbe essere quello che vede la nuova tecnologia impiegata per realizzare ‘strip-test’ usa/getta, simili a quelli di gravidanza o per le droghe. Non più per una singola risposta, tipo cartina al tornasole, ma stavolta in grado di fornire un responso completamente digitale. Sistemi diagnostici realizzati con questa tecnologia possono essere in grado di comunicare, per esempio, grazie ad un semplice collegamento usb, direttamente con computer e reti informatiche. A costi da strip-test, oggi acquistabili al supermercato”. Benessere e salute della persona intravedono nuove frontiere e moderne accessibilità. Una bella pagina di efficienza e impegno pugliese, che accresce a ragione l’orgoglio nazionale. Il gruppo guidato dalla dottoressa Luisa Torsi (Dispositivi elettronici) e dal prof. Gerardo Palazzo (Sistemi biologici), ideatori del progetto e Corresponding Authors, è composto da Maria Daniela Angione e Serafina Cotrone – Dottorandi ricerca con la dott.sa Torsi, Maria Magliulo – Post doc della dott.sa Torsi, Antonia Mallardi – IPCF CNR (film sottili biologici), Davide Altamura e Cinzia Giannini – IC CNR (caratterizzazione cristallografica), Nicola Cioffi e Luigia Sabbatini – Dipart, di Chimica Uniba (caratterizzazione superficie), Emilio Fratini e Piero Baglioni – Università di Firenze (caratterizzazione cristallografica), Gaetano Scamarcio – Dipart. Fisica UniBa (caratterizzazione spettroscopica). Un gruppo che fa dell’interdisciplinarietà il liquido amniotico di ogni sua gestazione scientifica. Basti pensare che la stessa dottoressa Luisa Torsi, prima di tutto, è un Fisico.

L'intervista

Leggi la pubblicazione su Pnas

(gelormini@affaritaliani.it)


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