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PugliaItalia
candela eolico07

Nell’epoca della comunicazione istantanea risulta più importante cavalcare la notizia che riflettere e ragionare sui fatti reali che segnano le nostre vite. Da qualche anno, forse ancora in pochi, ci struggiamo a scrivere per sollecitare le comunità pugliesi e l’opinione pubblica a considerare e valutare, attraverso il rigore dei dati, la sedicente industria per la produzione di “energia da fonti rinnovabili”. Insomma, a discutere di quello che sta succedendo in tutte le città pugliesi e sull’intero territorio regionale… Phuà chiacchiere, arcaismi, di pochi barbosi nostalgici.

Sono anni che proviamo a spiegare che le migliaia di gigantesche torri eoliche o le ormai innumerevoli chiazze di specchi fotovoltaici che hanno stravolto la bella terra di Puglia, dal Fortore a Santa Maria di Leuca, non hanno come fine la produzione di energia elettrica. O meglio, in minima parte servono a produrre energia elettrica, mentre, dati alla mano, sono solo lo strumento di una immensa operazione speculativa, una straordinaria macchina da soldi, messa in atto da potentissimi trust economico-finanziari nazionali ed internazionali… Ssssssss! Silenzio, meglio per tutti far finta di niente.

In effetti, il vero business è costituito dai ricchi contributi statali (i più alti d’Europa) e dall’acquisizione e scambio dei cosiddetti “certificati verdi” (indispensabili alle Energy Company per produrre energia da fonti non rinnovabili, ovvero idrocarburi), buon ultimo dalla produzione di energia… Voci nel deserto dei soliti disinformati.

video fotovoltaico

Vento e sole non costano niente, costa l’affitto del terreno per l’istallazione e gli impianti di produzione, dunque una volta ammortizzato il costo dell’impianto (pale, pannelli, cavidotti, etc., in genere in produzione per circa trent’anni) e pagati i miserrimi fitti agli accomodanti proprietari dei terreni, nonché le ridicole royalty ai Comuni concessionari delle autorizzazioni, il resto è utile, solo sonante e lubrico danaro, che a fiotti e a rivoli scorre ad ingrossare i conti correnti bancari delle multinazionali… E mbhè, e allora, e quant’anche, che c’è di male?

Ma se viviamo in una società che ha messo al primo posto il guadagno, il mercato, l’utile, dov’è il problema?

Perché lamentarsi della distruzione del paesaggio, della diluizione delle finalità agricole delle nostre campagne? Perché impermalirsi per il cambio di prospettiva dell’economia regionale? La Puglia era una regione ad alta aspirazione turistica e mirava alla leadership agricola nazionale, se non europea, per i prodotti naturali biologici e di alta qualità... Quando? Solo qualche anno fa; e allora? Solo i cretini non cambiano idea.

Non a caso, Foggia ha sperato di diventare la sede dell’Authority Nazionale sulla Qualità Alimentare (poi finita a Parma grazie ai buoni uffici messi in atto della Lega Nord), poiché capitale naturale del Tavoliere (geograficamente parlando) e sede di produzione delle primizie alimentari più buone e rappresentative dell’intero stivale: grano, pasta, olio, vino, pomodoro. Senza parlare del resto o di come si mangia bene il pesce a Bari, Taranto, Brindisi, Lecce, Trani… Ahum! Oh no?

Per una intera comunità regionale, che da decenni ha investito sulle bellezze ambientali, paesaggistiche, storiche artistiche, blà, blà, blà…, che ha destinato miliardi sulla costruzione e ristrutturazione di porti  turistici o sulla valorizzazione dei centri garganici e/o salentini; per una popolazione che va riscoprendo e mettendo a frutto una naturale propensione all’accoglienza, è stato un gioco da ragazzi trasformarsi, nel volgere di poche stagioni, in una landa immemore e disponibile pronta ad accogliere le più disparate e gioiose industrie energetiche… Accattateville.

fotovoltaico

Eolico in collina, fotovoltaico in pianura, biomasse in masseria (lo dice la parola stessa), geotermico in grotte e gravine, metano e gas naturale ovunque sia possibile, rigassificatore a Brindisi, petrolio lungo la costa o meglio ancora alle Tremiti. Governare la Puglia tra poco farà invidia ai nababbi, agli Emiri più ricchi… La Baaari come il Paris Saint-Germain o il Manchester City. Insha Allah!

Nessuno è tanto folle da essere contrario a produrre energia per partito preso. Tuttavia in contestazione è l’istallazione scriteriata, esagerata, indiscriminata, spudorata di tutti gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, solo per macroscopici ed evidenti fini speculativi, per all’arricchimento di pochi e il depauperamento di tutti e del tutto. Le cause per cui questo è potuto succedere sono presto dette: una normativa carente, la cecità degli amministratori locali, la rapace avidità di alcuni, il disinteresse generale, una disinformazione colposa, etc. etc. solo così si è potuto vendere all’incanto,  pezzo a pezzo, la campagna e la bellezza della intera Puglia… il sol dell’avvenire.

Nessuna persona ragionevole può essere contraria all’istallazione di pale eoliche o di pannelli fotovoltaici o di centrali a biomasse o di digestori per la produzione di gas, per generare energia purché tali attività abbiano come principale ed unico scopo, appunto, la produzione di elettricità. Non solo, ma tale risorsa deve essere prodotta in piccoli impianti e consumata in loco, altrimenti è tutt’altra cosa. Per esserne certi l’energia dovrebbe essere prodotta per il sacrosanto e solo uso “domestico” o poco più: è quanto affermano gli esperti e tutte le Authority, così come le convenzioni internazionali sulle energie da fonti rinnovabili. Basta andare sul web per trovare una bibliografia sconfinata su tali argomenti … Sic! L’ho detto.

daunia paesaggio

L’energia prodotta da piccoli impianti per uso domestico, ovvero l’energia che si può produrre e usare in loco, è risorsa benedetta che non consuma e non altera il territorio e l’ambiente naturale; il resto ovvero la dimensione industriale nulla ha a che vedere con la mera produzione di energia; essa non viene fatta per ottemperare ai dettami del trattato di Kyoto, ma riguarda solo l’utile d’azienda. Essa non ha rispetto per la natura, l’ambiente, il paesaggio, la storia, la cultura dei luoghi, né tanto meno ha rispetto per la salute e la serenità delle persone e delle comunità… Pant! Pant! E quando ce vò, ce vò!

Per non parlare del risparmio energetico. Infatti, nessuno ne parla. In un mondo che conosce solo il consumo, perché parlare di risparmio? Semplice, il risparmio energetico, se attuato sistematicamente con metodo e supportato da campagne ad hoc e contributi statali, equivale al 25% dell’energia prodotta. Insomma, un botto di soldi che prendono una strada diversa da quella delle tasche delle multinazionali energetiche… Mica sono fessi!

Purtroppo per sollevare le questioni occorrono parole e argomenti di attualità o d’impatto che facciano presa sull’opinione pubblica; ci sono parole che hanno autorevolezza di per sè, sono capaci di attrarre l’attenzione e l’interesse dei più, una di queste parole oggi è: MAFIA.

Una settimana fa, o giù di lì, hanno scoperto che sull’industria energetica si protende la lunga ombra delle organizzazioni mafiose. Ecco allora che, miracolosamente, l’attenzione su argomenti tanto importanti quanto volutamente misconosciuti, o artatamente fatti apparire come marginali o magari rappresentati fino ad oggi come positivi, si focalizza e si scoprono gli altarini… e finalmente! E che è, ci voleva la mafia?

Riflettori, dunque, sugli impianti energetici e le proprietà delle società installatrici. È  bastato collegare la parola “mafia” a “eolico” e “fotovoltaico”, perché quest’ultimi due termini tanto apprezzati e graditi all’immaginario collettivo, diventassero immediatamente sospetti… uhmle, uhmle!..vuoi vedere che…?

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Diciamoci la verità, occorre proprio essere degli esperti, dei novelli Montalbano, magari in versione Checco Zalone, dei Saviano con o senza capelli…. per sapere che dove ci sono grandi investimenti, grandi maneggi, grandi profitti ci sono le organizzazioni criminali? Dirò di più, ma pensate che bisogna essere proprio dei banditi o dei delinquenti incalliti, per armeggiare con amici e parenti, assessori e uffici tecnici comunali e non, per impiparsene di tutto e di tutti e istallare un impianto eolico o dei campi fotovoltaici?… suvvia, per dindirindina.

Nessuno crederebbe che pacifici agricoltori, paciosi geometri, hanno ordito trame criminali formando associazioni a delinquere, a dimensione parrocchiale, per ottenere i permessi idonei per pale e pannelli; magari facendo finta d'ignorare che sotto le piattebande in cemento armato, a sostegno delle pale, vengono tombati o tumulati rifiuti tossici, se non radioattivi. Già circolano voci preoccupate sulle colline del Preappennino dauno-irpino, circa i livelli di radioattività e i tassi di neoplasie delle popolazioni residenti nei pressi dei parchi eolici più antichi d'Italia. Va bene, le chiacchiere stanno a zero e fino a prova contraria sono solo chiacchiere e poi, bene, bene, i soldi ce li danno oggi, le malattie forse ci verranno fra qualche anno e, infine, non è detto che ad ammalarci dobbiamo essere proprio noi… chi vivrà vedrà, ohps!.

Ilva Taranto

Nonostante i secoli, i transiti, le invasioni, le dominazioni, mai prima d'ora la terra di Puglia era stata violata e oltraggiata in maniera tanto invasiva quanto intima. Per quanto la storia pulluli di traditori ed infami, nessuna comunità pugliese si era ridotta a diventare “pappone” della propria terra. Come si sa non c'è violenza più atroce di quella che si riceve dai propri cari, esattamente quello che è successo alla Terra di Puglia. E’ triste dirlo, ma chi ha permesso e continua a concedere ogni abuso sulle Colline Daune, nelle terre del Tavoliere, sui costoni delle Murge, nel golfo di Taranto, lungo le coste garganiche o salentine sono i Pugliesi… O tempora, o mores!

E dire che le Istituzioni pubbliche (eletti e funzionari) hanno il dovere di governare il territorio e non solo di favorire gli interessi privati (fossero essi: avidi proprietari di pezzi di campagna, speculatori, tangentisti, mafiosi o solo amici della parrocchietta). Le Istituzioni dovrebbero lavorare in assoluto per il “bene comune”  e agire con scrupolo e correttezza, per preparare un futuro migliore alle comunità che verranno… E’ questo il vero senso dell’amministrare, o no?

Chissà quale effetto avrà una simile concentrazione di campi elettromagnetici (quelli prodotti da campi eolici o fotovoltaici e la grande rete di cavedotti che li collega) sulla salubrità dell’ambiente e di conseguenza sulla salute delle popolazioni locali? Nessuno per ora lo può dire! In primis perchè non vi sono precedenti storici, in secundis perché concentrazioni tanto dense non ne sono state mai realizzate, infine ci vuole tempo “per vedere di nascosto l’effetto che fa”…. Vedi Taranto e poi capisci!

ParcoDell'AltaMurgia

La letteratura (“Il giorno della civetta”), la cinematografia (“Mani sulla città”) ci hanno descritto e mostrato come si può fare di una terra bellissima un inferno. La storia più recente, con l’invasione delle rinnovabili, ci aggiorna su come possono mutare i metodi, le tecnologie ed i carnefici, mentre le vittime, in fondo, restano sempre le stesse…, l’onestà, l’onore, la bellezza,...

Le ultime indagini hanno dimostrato come la mafia abbia investito fiumi di milioni nell’industria energetica. I grandi sequestri, operati sul fronte degli impianti eolici, dimostrano come l’immensa liquidità dei gruppi mafiosi sia stata immediatamente messa a disposizione nei settori più redditizi ed innovativi dell’economia mondiale. Questi capitali sono stati pronti a sfruttare qualsiasi tecnologia, tendenza o moda ambientalista, e saranno sempre i primi ad intravedere ogni prospezione tecnologica o ideale, che si possa trasformare in azione speculativa… money, money, money, periodico.

Senza tema di smentita: la mafia, se non investe in ricerca direttamente, è brava a cogliere i prodromi di ogni tendenza e di ogni innovazione, le istituzioni invece no, sono lente ed impacciate, macchinose ed indecise, burocratiche e soggette al compromesso. La mafia è sempre determinata e spietata nel perseguire i propri obiettivi. Le Istituzioni, proclamano ad ogni iniziativa, in ogni occasione, la ferma determinazione di voler governare il territorio con equità, previdenza, rispetto e giustizia nell’interesse di tutti i cittadini, in difesa dei diritti presenti e futuri, ma tra il dire ed il fare c’è sempre di mezzo “un mare di denaro”All right? Oh, Yes!.

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