Religione/ Brindisi, Mario D'Ignazio da due anni dice di vedere la Madonna. Ma il vescovo di Brindisi-Ostuni lo sconfessa: non c'è niente di soprannaturale, D'Ignazio lontano dalla Chiesa. E i fedeli si dividono

Apparizioni in cielo, lacrime di sangue. Brindisi, il veggente Mario D'Ignazio da due anni dice di vedere la Madonna. Ma il vescovo di Brindisi-Ostuni lo sconfessa: non c'è niente di soprannaturale, D'Ignazio lontano dalla Chiesa - I DOCUMENTI SU AFFARI. Mentre il caso arriva in televisione e i fedeli si dividono, torna in mente il mistero "dimenticato" delle apparizioni a Scarpaleggia...

Martedì, 24 aprile 2012 - 12:26:00

Da Scarpaleggia a Brindisi, 25 anni dopo lo stesso dubbio

Il vescovo di Brindisi Rocco Talucci: "Sulle apparizioni ci vuole prudenza"

IL TESTO DELLE DISPOSIZIONI DELL'ARCIVESCOVO TALUCCI
Prot. n. 7/12

Accolta l'istanza dei Sacerdoti e dei Fedeli, udito il Consiglio Presbiterale, fatto il doveroso e attento discernimento sui fatti riguardanti le presunte apparizioni in Contrada Santa Teresa in Brindisi, viste le tante contraddizioni che circondano il fenomeno che non appare soprannaturale
si comunica quanto segue:

1. il luogo chiamato "giardino" non può essere considerato luogo di culto e di pellegrinaggio;

2. i Fedeli sono invitati a non partecipare agli incontri, orientandosi, per la preghiera, alle loro rispettive chiese, nelle comunità di appartenenza;

3. risulta illegittimo il programma che ivi si svolge e che prevede processioni, statue, immaginette,titoli, ex voti, preghiere di guarigione, attrezzatura da santuario, offerte in danaro, perché manca ogni autorizzazione da parte della Chiesa, da cui si ritiene lontano lo stesso presunto veggente;

4. si fa divieto ai sacerdoti di svolgere celebrazioni, di guidare pellegrinaggi, di organizzare assemblee;

5. si consiglia a tutti un tempo di silenzio, di discrezione e di distacco.
Quanto dichiarato serve a tutelare la fede, a continuare il discernimento, a fare emergere la luce in ogni confusione.

La Vergine Santa illumini ogni suo figlio.
Brindisi, 17 gennaio 2012
X Rocco Talucci
Arcivescovo
Nota: Di questo comunicato venga data lettura in tutte le Chiese nella Domenica 29 gennaio 2012

di Antonino D'Anna

Le premesse ci sono tutte per una Medjugorje in salsa pugliese: un veggente - o presunto tale - che dice di vedere la Madonna il 5 di ogni mese; due segreti (uno reso pubblico, l'altro strettamente custodito nel cuore del "veggente"); il sole che si sarebbe messo a danzare come a Fatima nel 1917; e infine un arcivescovo che non ci sta e contesta una serie di affermazioni e scelte fatte dal "veggente", dichiarando per il momento che quanto accade "non appare soprannaturale" e che il presunto veggente è "del tutto lontano" dalla Chiesa. Il tutto condito con testimonianze di guarigione e pellegrini/visitatori da ogni parte della Puglia: benvenuti a Brindisi, contrada Santa Teresa, dove dal 5 agosto 2009 Mario D'Ignazio, classe 1984 (stasera sarà a "Mistero, la trasmissione di Italia Uno), sostiene di vedere la Madonna e di ricevere mensilmente dei messaggi, oltre a sostenere di aver ricevuto le stimmate. Al fenomeno, dichiarato "non soprannaturale" dall'Arcivescovo di Brindisi-Ostuni, Rocco Talucci, dopo una serie di incontri con il giovane e alcuni rilievi mossi alle attività svolte nel "Giardino benedetto" del suo villino, è anche dedicato un sito, http://www.verginedellariconciliazione.it/. Un titolo non attribuito da alcuna autorità ecclesiastica alla Madonna, dove si svolgono processioni e incontri di preghiera non autorizzati dalla Chiesa (offerte di denaro incluse).
 

mario dignazio

IL "VEGGENTE" - D'Ignazio, o anche "Il piccolo della quercia" come sostiene di essere stato chiamato da Gesù Cristo in persona nel corso delle sue estasi, si è diplomato all'alberghiero e ha lavorato come aiuto cuoco e contadino nella campagna dei suoi, una famiglia umile e operaia. Il 5 agosto 2009 gli appare la Madonna, ai piedi di un ulivo (da lei dichiarato sacro) del suo terreno in quel di contrada Santa Teresa, e lo invita a pregare il Rosario ogni venerdì, all'aperto e in campagna. Nel corso delle visioni Mario dice di vedere anche Gesù e di aver ricevuto la Comunione nel novembre 2010 da Cristo e dalla Madonna. D'Ignazio riceve la rivelazione di alcune preghiere e avrebbe previsto in forma di profezia un forte terremoto, associato a quello verificatosi l'11 marzo 2011 in Giappone. Cristo avrebbe detto a D'Ignazio: "Figliolo molti segni ho dato  per far riconoscere che qui a S. Teresa lo Spirito è all'opera .  Ho fatto danzare il sole  e lo (sic) colorato dell'azzurro celestiale , esso ha anche pulsato ricordandovi in tal modo il Mio S. Cuore che pulsa per voi d'un Amore Infinito . Fiumi d'Olio Santo  , l'Olio della Consolazione e della Prosperità sono scesi dalla statua della Tutta Santa . Ho mostrato alla gente il Mio Dolore di Uomo-Dio mediante te Mio confidente  e martire .  La S.s. Comunione Eucaristica  è stata da Me e Mia Madre portata a te , ma i cuori sono chiusi . Davvero questa umanità è cieca e sorda ai Miei Appelli. Nemmeno a ciò che vedono credono più gli uomini poiché persi nell'oblio dell'io distorto ..". Già: il veggente ha fatto preparare una statua della Madonna vestita secondo quanto lui vedrebbe nel corso delle apparizioni (che ogni 5 del mese offrono anche un messaggio in cui la Vergine inviterebbe alla conversione, sulla scia di Medjugorje), che avrebbe trasudato non solo sangue ma anche olio ritenuto "santo" e che avrebbe guarito le ustioni di un giovane pugliese.
 

mario dignazio statua

CHE COSA DICE LA CHIESA- In effetti non sono mancate le conversioni e molti giovani dichiarano di essersi riavvicinati alla Chiesa. Ma la Chiesa, da sempre, va con i piedi di piombo su queste vicende. Innanzitutto perché, come insegna il Magistero, la Rivelazione è già avvenuta: è quanto è scritto nei Vangeli e nella Bibbia. Questo deve bastare al cattolico per credere. Tale Rivelazione è ritenuto "pubblica", perché operata in persona e pubblicamente da Gesù nei tre anni precedenti la morte e resurrezione. Ma questo non impedisce a Dio di agire nella storia con delle rivelazioni di tipo "privato" (come quanto accadrebbe a Brindisi). In questo campo il fedele è libero di scegliere se credere oppure no, dal momento che tali rivelazioni non aggiungono né tolgono alcunché a quanto contenuto nel Vangelo. La Chiesa si pronuncia solo quando questi fenomeni cessano, e comunque tenendo sempre un dialogo e un occhio attento su quanto accade per evitare abusi. Questo spiega perché, ad esempio, la Chiesa si è pronunciata su Lourdes e Fatima, ma non ha ancora parlato di Medjugorje. E nel caso di Brindisi monsignor Talucci è andato ben oltre la semplice prudenza tipica della Chiesa in queste situazioni.
 

SANTUARIO E RITI ABUSIVI- Le disposizioni sono state emanate (protocollo 7/12, che riportiamo in versione integrale) nel gennaio di quest'anno. Monsignor Talucci, "fatto il doveroso e attento discernimento" su quanto accaduto a Santa Teresa, "viste le tante contraddizioni che circondano il fenomeno che non appare soprannaturale", stabilisce che il "giardino" non può essere considerato luogo di culto e pellegrinaggio, invitando i fedeli a "non partecipare agli incontri", suggerendo loro che per pregare è meglio farlo nelle propri parrocchie e chiese. Non solo: Talucci definisce "illegittimo il programma che ivi si svolge" e cioè "che prevede processioni, statue, immaginette, titoli, ex voti, preghiere di guarigione, attrezzatura da santuario, offerte in danaro", e questo "perché manca ogni autorizzazione da parte della Chiesa, da cui si ritiene lontano lo stesso presunto veggente". Gia: le preghiere e i santini devono avere l'imprimatur, cioè l'autorizzazione dell'Ordinario del luogo (ossia il vescovo locale), così come i santuari debbono essere "eretti", ossia devono essere costituiti secondo quanto richiede la Chiesa e per autorizzazione sempre del vescovo. Autorizzazione che qui non c'è stata. In altre parole santuario e riti sono abusivi. E dalla Chiesa viene ritenuto "lontano" anche D'Ignazio. In altre parole, per monsignor Talucci, tutto quello che accade a Santa Teresa non ha niente a che fare con il cattolicesimo. Tanto che vieta ai sacerdoti "di svolgere celebrazioni, guidare pellegrinaggi, organizzare assemblee". Di tutto questo, sul sito dedicato alle apparizioni, non c'è traccia. Almeno alla data di oggi, 24 aprile 2012, in cui l'abbiamo consultato.

UN DIALOGO DIFFICILE- Talucci è arrivato a queste decisioni dopo un percorso accidentato. Il primo colloquio tra lui e il veggente avviene il 30 aprile 2010, solo dopo che il 16 aprile l'arcivescovo ha scoperto l'esistenza delle apparizioni leggendo i giornali locali e vedendo le tv brindisine. Già nel primo colloquio, come risulta dal comunicato stampa dell'Arcidiocesi pubblicato il 3 maggio di quell'anno, "sono emerse numerose riserve, risultando confusa l'identità delle stesse presunte apparizioni, pur mantenendo il rispetto per le scelte personali". Cioè: che cosa avrebbe visto Mario? Non è chiaro, almeno al momento. Talucci fa dire al suo ufficio stampa che il colloquio, soltanto "informativo", si è chiuso senza "motivi di approvazione o disapprovazione". E sottolinea, a proposito del mancato colloquio nell'immediatezza dei fatti, lamentando la "spettacolarizzazione dei fenomeni" da parte dei media, che il "il soggetto" debba essere più dedito "alla riservatezza, alla preghiera e alla comunione ecclesiale, evitando una indebita diffusione di messaggi". Passa quasi un anno e, il 18 marzo 2011, l'Arcidiocesi rende noto un altro comunicato. Stavolta l'Arcivescovo calca la mano: D'Ignazio, seguito con vari colloqui e con la prudente attenzione della Chiesa (peraltro un dossier è stato inviato in Vaticano sul caso), viene sconfessato: "Ad oggi l'unica voce autentica è quella dell'Arcivescovo", richiamando il veggente a riferire tutto all'autorità ecclesiastica e attenderne il responso, anche perché, ricorda Talucci, "C'è tempo per dichiarare una verità, è difficile correggere un abbaglio". E ancora: "La comparsa di macchie di sangue sulle mani non significa automaticamente stimmate. Tutti gli elementi che accompagnano il fenomeno sono lontani da quella semplicità che di solito caratterizza i fatti prodigiosi". Ma: "La prudenza suggerisce di non negare il fatto, perché lo si osserva, e di non riconoscerlo perché prematuro". Però l'Arcivescovo una cosa la riconosce, questa: "L'effetto più serio, forse è solo il clima di preghiera, e questo deve orientare il fedele alla partecipazione alla vita ordinaria delle Parrocchie, dove si ascolta il Vangelo, si riceve l'Eucaristia, si invita all'amore vero verso Dio e verso il prossimo. Il sensazionale passa, l'ordinario resta".
 

TALUCCI DICE NO. E SU INTERNET QUALCUNO ACCUSA IL VEGGENTE: E' UN BUGIARDO- Insomma, l'Arcivescovo di Brindisi-Ostuni assume, a causa dell'eccessivo clamore creatosi attorno alla vicenda e alla mancanza di obbedienza del veggente, la decisione di vietare pellegrinaggi (che si fanno ai santuari, e la villetta dei D'Ignazio non lo è), processioni, "l'esposizione di cartelli indicatori, la produzione di immaginette, scrivere titoli mariani e preghiere proprie, sistemare altarini e fare associazioni". Nel gennaio 2012 arrivano tre no, questi: "Se il giovane, destinatario di "rivelazioni", con il pretesto di obbedire alla Beata Vergine e a Dio, non sente il dovere di rapportarsi alla Chiesa, all'Arcivescovo, è libero di farlo, ma questo non è modo ecclesiale. Se vuole organizzare manifestazioni religiose nella campagna di sua proprietà, lo fa per sua libertà personale e familiare, ma non è forma ecclesiale. Se vuole servirsi dei mezzi di comunicazione per propagandare i vari fenomeni, di cui si prende atto solo sulla sua parola, e accogliere inviti per recarsi in diversi luoghi a parlare del fenomeno, se ne assume la responsabilità, ma non è secondo consuetudine ecclesiale". Poi nel comunicato Talucci osserva che: "Sembra che si dia più cura e importanza all'accoglienza di pellegrinaggi, alla diffusione di interventi su giornali e riviste, su emittenti televisive e siti o a testimonianze dirette, che non ad un cammino di fede di livello veramente ecclesiale". E ne ha anche per "l'irascibilità dei familiari del giovane verso coloro che dimostrano di non credere al presunto fenomeno". Non ci crede nemmeno un utente di youtube che, col nome di Causticasoda accusa D'Ignazio di essere un falso veggente ed ha anche un sito in cui sostiene di avere le prove della presunta impostura.
Insomma, la vicenda sembra essere arrivata a un punto di frattura. Da un lato l'Arcidiocesi, non convinta della bontà delle intenzioni di D'Ignazio; dall'altra un veggente - vero o presunto tale - che continua a procedere malgrado quanto chiestogli dalla Gerarchia.

 




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