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TAP, fuoco concentrico sulla frenata del M5S e del ministro Lezzi

Il ministro Barbara Lezzi (M5S) annuncia che lo stop al TAP in Salento sarebbe troppo costoso e la pioggia di reazioni non tarda a scatenarsi. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, con riferimento alle decisioni del governo sulle vicende gasdotto Tap e Ilva di Taranto, dichiara in una nota: “Aspetto di sentire l’ultima parola, tutti sanno che ho guardato con grande attenzione a questo nuovo Governo soprattutto perché su due grandi vertenze, Ilva di Taranto e Tap, aveva posizioni diverse dal Governo precedente di centrosinistra col quale ero entrato in scontro frontale".

Emiliano FdL Centinaio

"Il Movimento 5 Stelle - ricorda Emiliano - mi accusava allora di proporre delle soluzioni mediane sulla decarbonizzazione dell'ILVA e sullo spostamento 30 km più a Nord dell’approdo del gasdotto (in una zona già infrastrutturata, tutelando la spiaggia di San Foca, con un risparmio di soldi per gli italiani evitando la realizzazione del collegamento via terra da San Foca a Mesagne, ndr). Mi dicevano “tu fingi di essere il poliziotto buono”, insomma mi accusavano di cercare una mediazione solo per attutire la posizione insostenibile del Governo del centrosinistra precedente".

"Adesso il Movimento 5 Stelle è al Governo - prosegue Emiliano - e su Ilva la loro ritirata è stata assolutamente indegna nei confronti del loro elettorato, che spero rifletta. E mi auguro che la vergogna di questa ritirata consenta al Governo almeno di aprire il tavolo della decarbonizzazione dell'Ilva, che era la mia posizione cosiddetta “da poliziotto buono”. Invece quella per me è stata una battaglia così dura, che mi sono fatto insultare dal governo del Partito Democratico per la decarbonizzazione dell'Ilva".

Lezzi Tap Emiliano

"Adesso attendo di conoscere da questo Governo se vogliono cominciare, visto che hanno deciso di tenere aperta l'Ilva, almeno a ragionare sulla decarbonizzazione.  Allo stesso modo sul TAP, nonostante i comizi di Di Battista e della Lezzi, nei quali dicevano che se avessero vinto le elezioni in 15 giorni avrebbero cancellato l'opera, mentre sapevano già da allora - perché le carte erano uguali allora come oggi - che questa era una balla da campagna elettorale, quella balla l'hanno detta. Visto che oggi la situazione è in questi termini che almeno si impegnino con la Regione Puglia a spostare il gasdotto di 30 chilometri più a nord, perché se poi anche sul TAP si fa come sull'Ilva, cioè  si fa finta di niente, allora questa povera gente pugliese che è stata presa in giro dal Movimento 5 Stelle a che santo si deve votare, da chi deve andare a rivolgere una supplica perché siano rispettati almeno gli impegni della campagna elettorale che ha visto il Movimento 5 Stelle arrivare quasi al 50 per cento dei voti in Puglia per queste promesse?"

Video: https://drive.google.com/file/d/1z37mZoxgVkfQ6V2jPoD4hB-5I7eX1Od9/view?usp=sharing

Lezzi Tap

"Questa cosa è drammatica non tanto dal punto di vista elettorale o politica - sottolinea Emiliano - ma proprio dal punto di vista istituzionale, perché rischiano con questa tecnica di rompere la fiducia tra i cittadini e le istituzioni. È devastante quello che hanno fatto e mi auguro che pongano rimedio accogliendo i suggerimenti della Regione Puglia: decarbonizzazione Ilva e spostamento dell’approdo Tap, visto che non hanno il coraggio di fare quello che avevano promesso di fare. Perché queste - conclude Emiliano - sono le uniche soluzioni realistiche che tutelano la salute dei cittadini e l’ambiente”.

Dario Stefàno

Anche il senatore Dario Stefàno (PD), intervenendo sull'argomento, chiede che il presidente Conte riferisca in Parlamento le intenzioni del governo sul gasdotto: "I diversi virgolettati riportati dalla stampa, agli esiti dell'incontro tenutosi a Palazzo Chigi sul Tap, suonano in modo molto grave, a partire da quelli che riferiscono che il premier Conte ha invocato il sostegno da parte della Procura per fermare il cantiere di Melendugno".

"Il presidente del Consiglio - ribadisce Stefàno - deve chiarire al più presto e al Parlamento tutto, e non solo quindi alla deputazione dei 5 stelle, quali sono i reali intendimenti di questo governo su questa opera infrastrutturale".

paolo pagliaro 2

Molto critico anche Paolo Pagliaro, Dirigente Nazionale di Forza Italia e presidente del Movimento Regione Salento: "L'ennesima farsa per cercare di giustificare una montagna di bugie servita a racimolare voti in una vera e propria colletta elettorale; si è concluso con un nulla di fatto l'incontro voluto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla questione TAP".

"Apprendiamo dal Presidente del Consiglio che stoppare l’opera costerebbe più della manovra economica", fa presente Pagliaro, "Si è concluso così il Festival dell'ipocrisia che denunciammo nel 2013; vincono i grandi interessi, vincono sempre le multinazionali. Eppure sarebbe bastato poco per provare a cambiare il punto di approdo invece di sbraitare o promettere di stoppare i lavori".

"Noi abbiamo sempre lottato - sottolinea Pagliaro - per far capire che non andava bene il punto di approdo non l'opera strategica in sé, perché non potevamo entrare in tecnicismi, il gasdotto, se ritenuto prioritario e strategico per il fabbisogno energetico nazionale ed europeo, poteva essere realizzato altrove, la nostra priorità era salvaguardare una delle coste più belle del nostro Paese. E invece abbiamo assistito ai silenzi, alle bugie, ai ritardi, mentre nelle stanze dei bottoni si procedeva per portare a termine l'accordo, per non lasciare spazio a ripensamenti".

"Adesso tutto si avvia a quella conclusione che conoscevamo già da tanto tempo - lamenta Pagliaro - che abbiamo denunciato a gran voce, e il nostro Salento sarà profanato e deturpato ancora una volta: il gasdotto approderà a San Foca grazie a Vendola in primis e grazie ad una sinistra cinica e inconcludente che ha svenduto il nostro territorio alle multinazionali".

TAP gasdotto

"Si dimettano i parlamentari salentini dei 5 stelle ad iniziare dal Ministro per il Sud Barbara Lezzi", chiede Paolo Pagliaro, "Dopo tutte le promesse non mantenute devono farsi da parte perché qui hanno ricevuto il consenso anche e soprattutto per la questione gasdotto, adesso è giunto il momento di dimostrare l'onestà che tanto decantano: hanno fallito e devono lasciare quella poltrona. D'altronde è stata la loro strategia, hanno sfruttato i problemi nelle varie zone d'Italia per ottenere consenso. La smettano di prendere in giro gli elettori, in questo caso i salentini". 

Pellegrino Paolo

“Con i Cinque Stelle stiamo assistendo al gioco dell’oca in salsa pugliese - scrive in una nota il presidente de La Puglia con Emiliano, Paolo Pellegrino - quando erano opposizione erano pronti a fare tre passi avanti, dicendo ‘no’ a tutto, come all’Ilva e alla Tap. Oggi invece assistiamo a clamorosi passi indietro nelle caselle Vicolo corto e Vicolo Stretto".

"In quel vicolo ci sono finiti perché adesso che sono al Governo, e non avendo più alibi, dovranno spiegare ai loro elettori, e soprattutto qui in Puglia dove hanno centrato l’en plein di collegi, queste clamorose retromarce sul siderurgico e sull’approdo del gasdotto. A questi elettori, e soprattutto a quelli del Salento - conclude Pelegrino - va tutta la mia più sincera solidarietà perché sono stati traditi dalle promesse elettorali. Ora siamo in attesa del prossimo lancio dei dadi: chissà che i Cinque Stelle non ripartano dalla casella ”.

M5S Puglia

La replica del Movimento 5 Stelle arriva con una nota del gruppo consigliare regionale: "Michele Emiliano farebbe bene a tacere. Non accettiamo lezioni da un componente di spicco del partito che questa opera l’ha voluta e che con la sua inerzia è stato uno dei principali responsabili per l’arrivo di TAP nella nostra Regione. Se solo lo avesse voluto Emiliano avrebbe potuto fermare TAP in qualsiasi momento ad esempio istituendo un SIC mare a San Foca. Perché non lo ha fatto?"

"Avrebbe potuto inoltrare ricorso al TAR entro il 19 dicembre 2015 quando gli avevamo consegnato tutte le carte che dimostravano palesi abusi da parte del MISE del precedente governo PD, che ha portato avanti l’opera nonostante il parere negativo della Regione Puglia. Perché non lo ha inoltrato?"

E poi continuano: "Avrebbe potuto avviare quei monitoraggi volti a rilevare la Posidonia ed altri habitat per trasformare l’area di Melendugno in SIC per i quali, grazie al M5S Puglia sono già stati stanziati 100.000€. Monitoraggi di cui non abbiamo visto neanche l’ombra".

"Negli ultimi 3 anni noi del M5S Puglia - proseguono i pentastellati - abbiamo profuso un impegno totale per fermare TAP, l’ennesimo abominio partorito dai professionisti della malapolitica dei precedenti governi PD. Abbiamo lavorato giorno e notte da semplice forza di opposizione sia nelle istituzioni, attraverso qualsiasi tipo di azione politica, che sul territorio, al fianco dei cittadini. Nel corso delle manifestazioni alcuni di noi sono stati anche feriti in seguito agli scontri che sono nati".

"Nella lunga riunione a Palazzo Chigi abbiamo portato nuovi documenti all’attenzione dei ministri Costa e Lezzi e del Presidente del Consiglio, ai quali dobbiamo riconoscere di aver cercato, e di continuare a cercare fino all’ultimo, qualsiasi norma, appiglio burocratico o amministrativo per bloccare TAP senza che questa decisione finisca per ripercuotersi, con delle maxi penali da miliardi di euro, su tutti i cittadini italiani".

tap tubo

"Laddove neanche questa ultima possibilità dovesse risultare utile - sottolineano i grillini - abbiamo portato una seconda richiesta al Governo: di valutare se esistano i termini per indire una consultazione popolare e lasciar scegliere ai legittimi titolari dei soldi pubblici, i cittadini, se far arrivare il gasdotto o, piuttosto, pagare le ingenti penali".

"Se tutti i nostri sforzi non basteranno siamo coscienti, seppur consapevoli - concludono i consiglieri M5S - di aver fatto tutto quanto in nostro potere, di dover fare ciò che i vecchi politici non hanno mai fatto: chiedere scusa ai nostri concittadini per non essere riusciti ad arrivare in tempo per rimediare ai disastri di chi ci ha preceduto; non ci resterà che lavorare ogni giorno, ancora più duramente, per cercare di recuperare la fiducia dei cittadini e per fargli recuperare qualcosa di ancora più importante: la fiducia nella politica".

Abaterusso Pd

"Altro che 'governo del cambiamento'. Qui siamo davanti al governo del tutto e del contrario di tutto", commenta Ernesto Abaterusso, Presidente Gruppo consiliare Leu/I Progressisti Regione Puglia, "Dopo essersi riempiti la bocca in campagna elettorale con promesse del tipo 'con noi al governo il cantiere sarà bloccato in due settimane', oggi il Ministro Lezzi - la stessa persona che avrebbe salvato la salute dei cittadini di Taranto e la bellezza delle spiagge salentine - fa retromarcia, dichiarando di avere le mani legate e che i lavori del gasdotto dovranno andare avanti perché bloccarli costerebbe troppo, facendo una pernacchia a tutti coloro che in buona fede le avevano creduto. Vergogna!"

tap AU9

"Con la loro approssimazione e inadeguatezza - rincara Abaterusso - i 5 Stelle stanno tradendo, una dopo l’altra, tutte le aspettative degli elettori pugliesi dichiarando candidamente, come ha fatto il consigliere regionale Antonio Trevisi, di essere solo dei segugi al guinzaglio di Salvini: prima il voltafaccia su Ilva, adesso la vergogna Tap. Quello di cui la Puglia e il Salento hanno bisogno sono risposte concrete e un’idea di sviluppo che sia capace di soddisfare i bisogni reali del territorio e dei cittadini. Sono in grado i 5 Stelle di fare ciò? È questo che i pugliesi chiedono loro, è a questo che devono trovare risposte. Altrimenti è meglio che tornino a casa

(gelormini@affaritaliani.it)

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Pubblicato sul tema: TAP, Emiliano replica ai consiglieri del M5S

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